Domenica 15 Dicembre 2019
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Fyre Festival: Ja Rule prosciolto da una class action da 100 milioni di dollari

Buone notizie per il rapper in uno dei processi legati al fallimento del festival

Ricorderete tutti la vicenda, disastrosa, drammatica, così esagerata da diventare grottesca e quasi ridicola del Fyre Festival, ormai citato come esempio da non seguire addirittura in sede di insegnamento in corsi di marketing, comunicazione, impresa. Nel 2016, l’imprenditore/faccendiere Billy McFarland e il rapper Ja Rule (Jeffrey Atkins) cercano di mettere in piedi un festival alle Bahamas. Line up delle grandi occasioni, una pubblicità da film hollywoodiano, testimonial di alto profilo e instastar e modelle a pioggia. Solo che le cose vanno tutte – tutte – per il verso sbagliato (per usare un eufemismo) e così McFarland di ritrova in carcere con diversi capi d’accusa, e il socio Ja Rule a sua volta sotto processo. La bancarotta è fraudolenta ed è di quelle grosse. Roba di milioni di dollari. Parecchi. Tanto che molti possessori dei biglietti di Fyre (il festival non c’è mai stato) si organizzano in una querela di massa, una class action, anche contro Ja Rule, a cui chiedono come risarcimento ben 100 milioni di dollari.

Il tribunale di New York ha però deciso che Ja Rule non è colpevole delle accuse che gli sono imputate: a quanto stabilito dal giudice Kevin Castel, sai profili social del cantante non sono stati pubblicati inviti direttamente collegabili alla pubblicità o alla vendita di biglietti per Fyre Festival. Ja Rule se la cava così. Restano però ancora diverse cause in corso legate al festival, e McFarland è in carcere con delle condanne già passate in giudicato, e altre ancora in attesa di giudizio. La faccenda è ancora lunga.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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