Domenica 15 Settembre 2019
Classic

Gala, la cantante che ha reso matura la dance italiana degli anni ’90

Una bella voce e una grande personalità: così l'artista milanese prodotta da Molella & Phil Jay ha sbancato con una hit da milioni di copie

Estate 1996. Al governo c’è L’Ulivo di Romano Prodi, coalizione che ha sconfitto Silvio Berlusconi, ridimensionato dopo l’incredibile e storica vittoria del 1994. A proposito di Berlusconi, il suo Milan ha appena vinto il quarto scudetto in cinque anni, e le sue reti televisive stanno cambiando usi e costumi degli italiani. I programmi più seguiti in TV sono Striscia La Notizia e La Ruota Della Fortuna. Alla radio va invece fortissimo la dance: molte emittenti puntano sul genere giovanile per eccellenza, e il successo è tale che proliferano i programmi dedicati ai suoni più facili (sono gli anni d’oro della “commerciale”) e addirittura molti show che trattano suoni decisamente più underground. Anche i locali notturni sono all’apice della loro fortuna. La dance italiana è poi un prodotto da esportazione, con una filiera produttiva capace di imporsi sul mercato europeo a getto continuo. Uno dei grandi bomber tra i producer italiani è Molella, già dj di enorme successo – è parte del gruppo del Deejay Time – e poi autore di hit capaci di entrare nelle classifiche di mezza Europa come ‘Change’ e ‘Confusion’. Ma il vero botto sta per arrivare, con un progetto nato come parallelo.

Nell’autunno del 1995 Molly, insieme all’allora partner in studio Phil Jay, produce il brano di una giovane cantante milanese, Gala Rizzatto. La traccia si intitola ‘Everyone Has Inside’ e sposta il baricentro del duo Molly-Phil Jay dai suoni duri e veloci della trance e dell’italo-dance verso uno stile decisamente più house, seppure dall’attitudine molto pop. Il disco va benino, non è un successone ma si percepisce la possibilità di fare bene con questo nuovo progetto, e il trio pianifica una nuova release per l’estate. È giugno quando si sente per la prima volta nelle radio ‘Freed From Desire’, ed è subito centro. Il ritornello “nanna-na-na-na-na” è irresistibile, si canta in qualsiasi lingua. Ha la forza di un coro da stadio e la dolcezza di un’aggraziata voce femminile. Ha una struttura squisitamente pop e l’abito buono della piano house. Il successo in Italia è clamoroso, e si espande a macchia d’olio in tutta Europa. Finisce in classifica in Francia, Belgio, UK – dove arriva al numero 2 della classifica dei singoli – diventando un caso discografico da milioni di copie, da video in alta rotazione in TV, e uno dei classici dance del decennio e di tutti i tempi. Non è un caso che nell’ultimo anno l’abbiamo sentita spesso suonata in contesti apparentemente lontani da quelli in cui ci si aspetta di trovarla, come i mainstage dei festival techno. Segno che la canzone ha raggiunto uno status di icona totale.

 

Gala non resta una one hit wonder ma saprà replicare con I singoli successivi, ‘Let A Boy Cry’ e ‘Come Into My Life’. La formula magica è quella dei due produttori, Molella e Phil Jay, che dopo l’esperienza dei primi dischi firmati Molella, capiscono di aver trovato una vocalist di grande personalità (Gala aveva cantato in ‘XS’, singolo di Molella del 1995) e capace di essere un’ottima frontwoman, aspetto che rende più facile uscire dal recinto della discoteca per entrare nel circuito pop. Inoltre, con il suo vestito house, ha anche un certo apprezzamento dal mondo underground (ai tempi erano presenti nel 12” anche diverse versioni schiettamente house, come quella firmata Mr. Jack). Un progetto che ha svoltato gli anni ’90 della dance italiana, svecchiando di botto il cliché italo dance in favore di una visione più matura e completa. Un grande classico.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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