Sabato 17 Agosto 2019
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I Galantis sbancano Milano tra gioia e tamburi

Lo show dei Galantis al Fabrique di Milano ci ha restituito un'immagine dei due artisti svedesi molto legata al loro stile personale, immune dalle influenze delle mode del periodo. Il risultato ha fatto cantare e ballare tutti.

La tappa italiana dell’Aviary Tour (posticipata dall’8 settembre 2017 al 16 febbraio 2018), il giro del mondo che i Galantis hanno organizzato in occasione dell’uscita del loro omonimo, secondo album, era un appuntamento atteso dai fan. Nonostante il successo popolare di ‘Aviary‘ sia stato leggermente più basso del primo ‘Pharmacy’, Christian e Linus sono senza dubbio due hitmaker. Il pubblico arrivato al Fabrique di Milano conosce a memoria tutte le canzoni. Anche ‘Tell Me You Love Me‘, l’ultimo singolo, passato abbastanza in sordina rispetto ai precedenti. Ad aprire la serata CID, Pat Lok e gli italiani SDJM, tra i protagonisti della nostra rubrica “The future sounds of Italy”.

“Siamo molto felici di come il nostro album sia stato accolto all’interno della scena dance. – ci dicono nel camerino, prima di salire sul palco – È andato meglio del previsto, è bello vedere che la nostra community continua a seguirci con tanto amore.”

I Galantis, che propongono un live set con batterie elettroniche e percussioni, partono fortissimo proprio grazie alle loro hit. L’intro dello show risulta infatti la parte più energica, con il ritmo scandito dalle grancasse posizionate dietro la console che riempie subito la location e lo stomaco della folla.

I due hanno abbastanza successi da riempirci il 90% dell’ora e mezza di set che hanno proposto in Italia, frutto degli ultimi quattro anni di studio. Dalla dolcissima ‘Louder, Harder, Better‘ all’euforica ‘Peanut Butter Jelly‘, da ‘No Money‘ alla loro più famosa ‘Runaway (U & I)‘, i Galantis mantengono per tutto il tempo i loro ritmi, senza farsi tentare dalle mode del momento, puntando sulle loro riconoscibili melodie, e fanno benissimo.

“Come mai gli svedesi sono così bravi quando si tratta di musica pop? 
Per lo stesso motivo per il quale gli italiani sono bravi a calcio e in cucina. Una grandissima tradizione.”

Il risultato è uno spettacolo musicale, corredato da bellissimi visual e luci, con una propria, forte identità, sicuramente più “intimo” rispetto alle loro differenti performance sui mainstage dei grossi festival mondiali. Si balla e si canta tantissimo, grazie all’abilità dei due di rimanere sempre a cavallo tra dance e pop, tra lo sperimentale e il catchy.

Christian e Linus, poi, sul palco ci sanno stare e pure bene. Spesso si muovono in sincrono, probabilmente non volontariamente, ma la sinergia che si crea dopo tutti questi anni e questi show fa la sua parte.I due sono belli da vedere, sanno perfettamente cosa fare, come farlo, quando farlo e cos dire.

“Non c’è un motivo particolare dietro al nome Galantis. È stato il suggerimento di un nostro amico, quasi un regalo. Suona molto italiano, no?”

A fine serata la sensazione che rimane è quella, bella, di aver avuto davanti due artisti che sono stati capaci di continuare sempre ad essere se stessi, di aver creato una fanbase solida in tutto il mondo (ricordiamo che il loro Aviary Tour prima dell’Europa ha girato dappertutto, dagli USA all’Asia) e uno stile che li fa riconoscere ed apprezzare in diversi ambiti, da quello radiofonico a quello live, che sia in un club o in un festival. Obiettivi, sogni per molti. Una realtà concreta per i Galantis.

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