Martedì 22 Ottobre 2019
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Giorgio Moroder: “faccio buona musica da club perchè non frequento i club”

In una recente intervista per il The Guardian, Giorgio Moroder ha rilasciato qualche curiosa dichiarazione

Partirà presto il primo live tour della storia di Giorgio Moroder, che all’età di 78 anni continua a rappresentare un indissolubile punto di riferimento della dance mondiale. L’intera carriera del produttore originario di Ortisei rappresenta la totale celebrazione dell’evoluzione della musica elettronica e dei suoi mutevoli trend, di cui si è sempre fatto portavoce senza sbavature: ultima prova è il suo riuscitissimo show al fianco di Ilario Alicante. Dal club al cinema, dai dischi di platino al tour, il nome di Moroder è da sempre sinonimo di dance. Eppure una sua recente intervista al quotidiano britannico The Guardian, Giorgio ha confidato una sua opinione sul clubbing e sull’elettronica che potrebbe sorprendere, ma che, in fin dei conti, può essere sicuramente comprensibile. “Non chiamatemi il padrino della dance” esordisce, riferendosi al più celebre dei soprannomi cui gli sono stati affidati, “la mia più famosa canzone, ‘I Feel Love’ (celebre hit mondiale realizzata nel ’77 con Donna Summer) è tutt’altro che ballabile. Avete mai provato a ballarla?”. E continua: “non amo ballare, al contrario di mia moglie. Forse è proprio per questo che faccio buona musica da club: perchè non frequento i club“. 

Una dichiarazione che fa anche sorridere, considerando le infinite collaborazioni che hanno visto Moroder al fianco dei più grandi protagonisti della storia dell’elettronica, da Donna Summer a Blondie, dai Daft Punk a David Guetta, e così via. Giorgio si è quindi espresso sul mondo del suono digitale che ormai ha preso il definitivo sopravvento sull’analogico: “amo il suono digitale. Molti cultori preferiscono ancora dare precedenza al suono analogico, definendolo “più umano”, ma ormai quel tocco “umano” lo puoi dare anche grazie alle apparecchiature digitali” e aggiunge: “tra l’altro mi piace il movimento EDM, anche se molti non saranno d’accordo. Quei ragazzi si danno un sacco da fare!”. I primi due che gli vengono in mente sono Guetta e Steve Aoki: “prendi David Guetta e Steve Aoki: hanno tantissime cose da fare, eppure David non beve caffè e Steve fa esercizio fisico tutti i giorni, nonostante faccia più di 150 show all’anno. Non so proprio come facciano!”. L’intervista completa è disponibile qui

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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