Sabato 21 Settembre 2019
Costume e Società

Gli italiani hanno un problema con la TOP 100

Il modo in cui gli italiani snobbano o denigrano la DJ MAG TOP 100 fa riflettere. Non tanto perché questa classifica sia un testo sacro, per carità. E’ soltanto una classifica mondial-popolare ottenuta attraverso una votazione libera che negli ultimi quattro mesi ha raccolto oltre un milione di voti. D’altronde siamo un popolo che tifa contro la nazionale. Mi preoccupa più che altro la banalità con cui viene approcciata dagli addetti ai lavori (quando non direttamente interessati) e la falsa informazione a riguardo che genera pericolosi cortocircuiti. Far credere che Martin Garrix sia al numero uno perché raccomandato o mafioso (ne ho sentite di ogni!), rispecchia esattamente il modo con cui ci hanno abituato a interpretare le cose: stupido, superficiale, qualunquista. Allo stesso tempo il nostro sito registra il record di accessi proprio nelle ore successive alla proclamazione.

Sarebbe bello ad esempio parlare piuttosto di Lorenzo De Pascalis, in arte Depa. 25 anni, nato a Genova, cresciuto a Monza, cervello in fuga a Londra e visual director di Martin Garrix con il quale gira il mondo pensando e costruendo lo spettacolo dell’artista. E non occorre sottolineare quanto sia fondamentale il suo contributo artistico. Non tutto quello che non ci piace, e soprattutto che non conosciamo, fa necessariamente schifo. Il fatto che alcuni artisti siano a noi sconosciuti ma che abbiano oltre 2 milioni di fan su Facebook, tantissima produzione musicale e altrettanta partecipazione sia social che live, dovrebbe far riflettere almeno per un attimo, prima di sputare sentenze.

Il mondo non finisce a Berlino o a Ibiza. Ci sono mondi nuovi che hanno trovato nella EDM libertà e partecipazione. Come il Brasile e l’India, tra i paesi più attivi e coinvolti, e che infatti premiano i loro beniamini. Penso a KSHMR, Alok o a Dj Chetas, deejay che produce future-pop alla The Chainsmokers e Dj Snake per intenderci, usando parti vocali e cantanti indiani. Vi sembra poco per quei ragazzi che praticamente non hanno neppure l’acqua potabile e che per qualche ora grazie ad una sua serata possono sentirsi parte di una comunità? Il 65% della popolazione indiana ha meno di 35 anni. Una sommossa popolare che li riguarda può generare questi risultati. Non mi stupirebbe se da un momento all’altro sbucasse da qualche parte un dj cinese. Nuove nuove variabili per nuove dinamiche.

Il talento, se curato e perfezionato da professionisti del settore e raccontato come si deve dai media e dagli opinion leader, riesce a creare un’industria sana. E questa è una cosa spaventosamente entusiasmante. E’ vero che il concetto di meritocrazia da queste parti è stato accantonato, ma non per questo si deve inculcare nella testa dei ragazzi che ci leggono e ci seguono con passione che il mondo viva di complotti. Altrimenti, come sta accadendo, moriremo di alibi. E’ ora di cambiare mentalità.

Nella foto: la consolle del Main Stage di Tomorrowland che sembra spenta ma ovviamente non lo è.

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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