Venerdì 22 Ottobre 2021
Anteprima

Guillaume Alric ci racconta in esclusiva il suo progetto solista ‘ENFANT SAUVAGE’

Vi proponiamo in esclusiva l'intervista ad un artista illuminato ed innovatore che, dopo l'exploit dei The Blaze, ci racconta del suo intimo progetto che unisce in unica opera musica, video, arte grafica e...un prossimo Tour

Foto: Sofiane Boualia

Dopo gli ultimi anni di successi ed una instancabile tourneè con i The Blaze, il periodo di lockdown ha permesso a Guillaume Alric di fermarsi, riflettere e dare alla luce la sceneggiatura della propria giovinezza, leggendosi dentro e ripercorrendo in un prezioso connubio tra video e musica un percorso di vita.
Ne esce fuori un progetto solista di spessore e complessità narrativa unici nell’attuale panorama musicale, un viaggio nostalgico, autentico e vibrante: ENFANT SAUVAGE.
Un’opera che si compone di  un nuovo LP,  una nuova trilogia di cortometraggi, un universo fotografico e un futuro tour live.
L’album ‘Petrichor’, in uscita il prossimo 19 novembre, vede oggi pubblicato il primo singolo e la prima parte del cortometraggio intitolato ‘Silent Love’, creazioni che non possono far altro che generare grandi aspettative per l’uscita dell’opera completa.

In esclusiva per DJ MAG Italia abbiamo intervistato l’artista francese, che si è raccontato facendoci entrare nel suo personale viaggio interiore.

 

 

Innanzitutto ti chiedo la motivazione per cui hai deciso di procedere con un lavoro da solista.
L’idea era nella mia mente da tempo, ma soltanto nel periodo di lockdown è emerso in modo concreto il desiderio e la volontà di raccogliere le idee e creare questo progetto solista.

La prima sensazione dopo aver visto il video ed ascoltato ‘Silent Love’ è stata di nostalgia. La scenografia e l’atmosfera mi hanno riportato ad almeno venti anni indietro,  quando si vivevano i rapporti in modo molto diverso da come lo fanno i ventenni di oggi. Era tua intenzione mettere in scena un’opera malinconicamente nostalgica?
L’approccio all’intero progetto può essere proprio su questa linea. Il mio intento era quello di far rivivere i sentimenti e i rapporti che si potevano letteralmente sentire in anni dove non vi erano social network, i cellulari erano ancora in una fase limitatamente aggregativa e i rapporti di amicizia e di amore erano vissuti con emozioni diverse. Credo che questo possa interessare trasversalmente diverse generazioni.

 

Credo che tutto l’album voglia rappresentare le sensazioni di un amore giovane dalla prima scoperta alla condivisione dei sogni reciproci. Un amore libero da tutte le problematiche paranoiche dell’età adulta.
Infatti è così. Io provengo da Clamency, un piccolo paese di provincia in Borgogna, dove tutti si conoscono e in passato era difficoltoso, per vergogna o timidezza, poter esternare apertamente i propri sentimenti e la vicinanza a qualche altra persona. Sicuramente era più difficile potersi aprire rispetto ad oggi, ma inutile negare che i rapporti si vivevano in maniera più intensa. Non dico più profonda, ma probabilmente più autentica.

L’appartenenza ad un certo ambiente inevitabilmente ti porta a legartici a vita, soprattutto quando lo vivi in un periodo meravigliosamente complicato come quello della gioventù.
Questi luoghi hanno ispirato tutto il progetto, che è partito dal raccogliere e rivedere vecchie foto che avevo scattato da ragazzo. Il territorio a cui appartengo, tutte quelle persone che ci hanno vissuto ed hanno condiviso con me tante esperienze hanno permesso la nascita di questo progetto.

Il video ‘Silent Love’ è il primo capitolo di un racconto in tre parti di una storia d’amore di una giovane coppia ambientata nel paesaggio rurale francese. Nella prima scena il protagonista brucia uno spaventapasseri che indossa i suoi vestiti. Possiamo considerarlo come una sorta di rito dell’abbandono della giovinezza per entrare nell’età adulta?
Questa lettura mi piace molto. Possiamo anche percepirla come una lotta interiore di un ragazzo alle prese con i suoi fantasmi esistenziali e il contrasto interiore tra la sua personalità, che vuole dimostrarsi forte e scostante, e la sua debolezza, figlia di una marcata insicurezza giovanile.

 

Ci siamo passati tutti e nel video tutto questo è riportato in modo esemplare. Nei tuoi precedenti, meravigliosi video, gli attori erano decisamente preparati ma in questo caso ritengo siano sono stati ancora più capaci. Come li hai selezionati?
I personaggi principali sono stati scritturati dopo una attenta selezione di casting, mentre la gran parte degli attori sono comparse che fanno parte del luogo. Ci sono amici, conoscenti e persone comuni. Meraviglioso.

Parliamo di musica. Secondo te qual è la differenza sostanziale tra il tuo lavoro personale e soggettivo e i lavori precedenti usciti come The Blaze?
A livello tecnico musicale, innanzi tutto  la presenza di strumenti meno tecnologici. Ho utilizzato, ad esempio, un vecchio sintetizzatore e le sonorità rispecchiano una base vicina ai miei gusti personali.

In questo album noto un riavvicinamento più marcato al dub, musica che è stata il tuo modello e primo punto di riferimento.
Esattamente. Anche sotto questo punto di vista c’è la volontà di un riscoperta del mio passato.

L’atmosfera ricalca in parte lo stile a cui ci ha abituati, ma questa volta il sound è ancora più etereo, arioso e la voce è sempre coperta da un velo di noise.
Era tua intenzione tenerla quasi ovattata?
Te lo confermo, l’idea è proprio quella di voler dare una sensazione di lontananza alla voce, con il desiderio di rendere il tutto come una sorta di sogno fluttuante.

È interessante anche considerare due diversi livelli di ascolto dei brani. Se li ascoltiamo senza videoclip oppure con il video la percezione e le sensazioni che si provano sono diverse.
Personalmente potrei sentirmi di consigliare l’ascolto dell’intero album senza visionare i video, e in secondo step di guardare i tre cortometraggi in un’unica sessione. In questo modo sarà possibile viverli, per chi vorrà, in modo più intenso. La seconda parte della trilogia video, ‘Time to Fall’, uscirà a ottobre, mentre la parte finale, ‘Force Field’, sarà pubblicata a novembre.

Il 19 novembre uscirà quindi anche l’album. Lo porterai in giro in tour come parte integrante del progetto, giusto?
Sicuramente ci stiamo organizzando in modo da poter essere in tour, con la grande speranza di poter fare show anche in Italia.

Qualche idea sulla scenografia? Ci saranno anche i video?
Ci stiamo lavorando; sicuramente sarà una esperienza da vivere molto interessante.

 

 

 

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Matteo Cava
Imolese doc, appassionato di scrittura e di suono in tutte le sue forme. Esploratore di musica elettronica dagli anni '90 ad oggi. Ama scovare tracce nascoste.

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