Martedì 16 Luglio 2019
Interviste

Hannah Wants, aspirante regina d’Inghilterra

E’ il caso di definirla una self-made woman. Hannah Wants, aka Hannah Alicia Smith, è attualmente una delle stelline più luminose della volta inglese. Cresciuta a Birmingham, sotto il segno delle più varie commistioni musicali, dal soul all’indie, dal R&B all’electro, Hannah è molto conosciuta in tutta l’Inghilterra per il suo stile heavy bass e le sonorità tipicamente rave. A seguito del suo primo approdo ad Ibiza, nel 2010, dove ha vinto alcuni talents e si è guadagnata le prime residency, si è fatta le ossa in giro per i club di Birmingham e non solo, esibendosi in gran parte dell’Inghilterra e iniziando a sfornare le prime tracce. L’esordio produttivo è Over, nel 2012, a cui seguono diversi EP fino all’unione con Chris Lorenzo, dj e produttore sempre di Birmingham. Proprio con Chris Hannah trova l’interruttore dei riflettori grazie a Dappy, traccia tech-house che riscuote notevole successo in Inghilterra e non solo. Grazie anche al successo di Dappy Hannah si unisce al roster della talent agency Echo Location, prendendo posto vicino ai maggiori dj britannici. Nel 2014 firma con la Amonly americana, per poi iniziare a girare il mondo. A fine anno arriva il tanto desiderato premio di Dj Mag: “best 2014 breakthrough dj”. Qualche mese fa è uscita la sua ultima collaborazione con Chris Lorenzo, Rhymes, che sta letteralmente spopolando in Gran Bretagna. Basso prepotente e loop ipnotico del vocal della celebre Technologic dei Daft Punk, una sonorità tipicamente underground che è riuscita a trovare il suo posto sullo scaffale del mainstream: terza posizione nella UK Dance Chart. Un lavoro ottimo, che sicuramente gioverà alla popolarità della giovane Hannah che anno dopo anno, mese dopo mese, si riconferma sempre più tra le migliori female acts del momento.

Da quel che sappiamo sei di Birmingham. Come hai scoperto la musica elettronica?

Fin dalla mia prima infanzia sono stata abituata alle più varie influenze musicali, soprattutto da parte di mia madre che negli anni ha proposto alle mie orecchie musica di ogni tipo! Ricordo ancora quando da piccola registravo le mie tracce dance preferite dalla radio sulle cassette per poi farle rivendere da mia madre su CD; erano piccole dance compilation, testimoni della mia prima passione per house e garage music.

Possiamo dire che la stagione estiva ibizenca del 2010 sia stata fondamentale per la tua carriera.

Il 2010 è stato sicuramente un anno importante per me. Studiavo sport all’università e decisi di passare l’estate ad Ibiza per consolidare la mia figura di DJ. Ho vinto qualche contest, conosciuto un paio di persone importanti e guadagnato tanta esperienza: oltre ad ottenere la mia prima residency in Inghilterra! E’ stata una delle estati più indimenticabili della mia vita, perché dal mio ritorno a casa in poi tutto è cambiato.

Parliamo di Rhymes e della sua nascita. La traccia sta riscuotendo un successo pazzesco nelle UK charts, sebbene i lyrics non ci sono per niente nuovi…

Stavo ascoltando Touch It di Busta Rhymes nella mia auto, chiaramente ispirata al vocal loop di Technologic (dei Daft Punk, ndr.), e ho subito pensato che campionare quel vocal in una traccia dance sarebbe stato un progetto interessantissimo. Chris ed io abbiamo impiegato un solo giorno di divertente clausura in studio per tirar fuori quella che oggi conoscete come Rhymes. Penso sia la migliore collaborazione con Chris finora.

Un progetto interessante, ma ti saresti mai aspettata un così grande responso dal pubblico?

Sicuramente non nelle charts. Mi sembrava più qualcosa da rave o da club, da proporre al mio pubblico personale ogni weekend. Dando un’occhiata a quello che ci propone oggi il mainstream, non avrei mai pensato di arrivare così in alto. Ovviamente sono strafelice!

Secondo me ci troviamo in una fase molto importante per le female djs/producers. Negli ultimi anni abbiamo visto sbocciare personalità femminili molto importanti, da Nina Kravitz alle sorelle Nervo, per non citarne tante altre, ed è un risultato interessante vista la forte predominanza del genere maschile in questo ambito. Tuttavia se cerchiamo su Google “dj donne” i risultati sono sempre “le dj più hot del momento”, “la dj più sexy del mondo” e via dicendo. C’è ancora troppo pregiudizio?

Secondo me sì, ma soprattutto per il fatto che sono proprio quelle donne a promuoversi per vie “estetiche”, nonostante magari siano anche delle ottime artiste. E’ anche vero che il pregiudizio nei confronti delle donne esisterà sempre, ma in realtà non gli ho mai dato peso più di tanto. Sono sempre concentrata al 100% su quello che faccio, non sono queste cose a distrarmi.

Quest’anno hai vinto il premio “miglior talento inglese del 2014” di Dj Mag. 

Per me significa tantissimo, perché fare la dj è sempre stato il mio sogno! Nel 2010 mi sono prefissata un obiettivo preciso e oggi, con questo premio, posso dire di aver realizzato il mio sogno. E’ come se tutte le aspirazioni, le speranze e il duro lavoro siano improvvisamente affluite in un unico riconoscimento.

Vivi ancora a Birmingham?

Non proprio a Birmingham, ma nel paese in cui sono nata, a pochi chilometri dalla città. E’ una posizione molto comoda perché si trova esattamente al centro dell’Inghilterra e a pochi chilometri dalle principali autostrade, quindi mi riesce facile organizzare gli spostamenti.

Tra qualche giorno inizia il tuo UK Tour e sono sicuro hai già qualcosa in cantiere. Il 2015 sarà un anno importante per Hannah Wants?

Sì, come ogni anno finora, soprattutto se il proprio obiettivo sia arrivare al top! Per quanto riguarda i miei lavori sì, sono molto indaffarata. Innanzitutto il tempo libero quest’anno sarà poco, perché mi esibirò durante molti eventi e festivals importanti, e per il resto dovrò star chiusa in studio. Sono stata inoltre scelta per una residency in BBC Radio 1 (ogni giovedì da mezzanotte all’una) e spero di chiudere anche qualche divertente collaborazione. Infine sto lavorando duro per lanciare il mio brand ‘What Hannah Wants’, il mio modo di proporre al pubblico gli eventi e la musica che mi piacciono, restando sempre in un contesto molto underground.

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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