Mercoledì 23 Settembre 2020
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Hardwell, ancora niente Tomorrowland. Chi ci perde di più?

 

È di nuovo quel momento dell’anno. Dopo che è stata annunciata la line up completa ormai da qualche tempo, Hardwell ha puntualizzato che per il secondo anno consecutivo non parteciperà a Tomorrowland. Ma questa volta niente Twitter. Per farlo ha deciso di utilizzare l’ormai diffusissimo chat bot di Facebook, che risponde con predeterminate risposte a domande e frasi generiche. Questo è il risultato.

 

Hardwell Tomorrowland 2017

 

Su internet è scoppiata la solita diatriba tra i suoi detrattori e i suoi fan, ma la motivazione attribuita alla sua assenza è pressoché unanime. È riconosciuto praticamente da tutti: Hardwell non mette piede nel festival di Boom a causa della polemica intrapresa con Dimitri Vegas & Like Mike, “dj resident” (se così si possono chiamare) di Tomorrowland da tempo immemore e gestiti dalla ID&T, la stessa società del festival. Il fulcro della questione sarebbe il presunto uso di hostess armate di iPad utilizzate dal duo belga per arrivare alla numero 1 della Top100 DJ Mag, proprio a scapito dell’olandese. Cosa accaduta nel 2015 (Hardwell era stato in cima alla classifica nel 2013 e 2014).

Ma chi ha maggiormente da perdere in questa situazione? E quanto? Proviamo ad analizzare la questione da quattro punti di vista: fan di Hardwell, partecipanti “generici” al festival, Tomorrowland ed Hardwell stesso.

Fan di Hardwell
Sicuramente sono quelli che lamentano la perdita maggiore. Ma fino a che punto? E perché? Partendo dal presupposto che partecipare ad un festival come Tomorrowland esclusivamente per la presenza di un singolo dj sia un po’ uno spreco di tempo e denaro, vista la quantità mostruosa di offerta musicale presente, se tuttavia questa è l’intenzione, è sicuramente più facile ed economico accaparrarsi i biglietti di eventi come Electric Love Festival di Salisburgo, World Club Dome di Francoforte, Barcellona Beach Festival, The Flying Dutch in giro per l’Olanda e molti altri a cui partecipa il loro beniamino. Le occasioni per ascoltare il suo set non mancano mai, specialmente d’estate (stagione in cui tra l’altro, di solito, il dj passa almeno per una data anche in Italia).
Certo, la cornice di Tomorrowland è unica al mondo, ma se non si vuole aspettare chissà quanto, conviene di sicuro trovare altre situazioni per andare a sentirlo.

 

 

Partecipanti “generici” a Tomorrowland
Come già detto nel primo punto, Tomorrowland ha la fortuna di offrire una quantità di dj tale da non far rimpiangere nessuno. È impossibile, per ragioni logistiche, ascoltare tutti i set che ci piacerebbero. Non ce n’è fisicamente il tempo. Questo è da un lato un gran peccato ma da un altro lato chiaro segnale della vastità del festival belga. Potrei persino azzardare nel dire che laggiù il divertimento è assicurato, e con lo sforzo di produzione messo in piedi ogni anno dal regno delle fate di Boom, è molto molto difficile tornare a casa delusi. Insomma, l’assenza di Hardwell non peserà.

 

Tomorrowland
Quanto perde quindi il festival belga a privarsi dell’olandese? Praticamente niente. E questo non perché Hardwell non abbia un valore grandissimo sul piano del numero di fan (ci arriverò nel quarto punto), ma perché Tomorrowland ha un livello assoluto talmente alto che nessun dj, ma veramente nessuno, potrebbe mai intaccarne l’immaginario collettivo con la sua assenza.
È uno dei rari casi nel quale il nome dell’evento è talmente importante che supera quello del singolo nome che sta in console, e dopo aver raggiunto questo status, si è protetti da qualsiasi danno d’immagine dovuto dall’assenza di un artista, indipendentemente dalla sua grandezza.
Certo è che comunque il festival si basa su dei nomi pesantissimi sui palchi principali (neanche Tomorrowland si potrebbe permettere di riempire il mainstage di sconosciuti), e sono talmente tanti che uno in più o uno in meno, là in mezzo, fa davvero pochissima differenza.

 

 

Hardwell
La domanda qua si inverte: quanto perde l’olandese a privarsi del festival belga? La risposta iniziale, di primo impatto, è la stessa del terzo punto. Praticamente niente. Un dj che è entrato nel 2011 nella DJ Mag Top 100 Djs e che già nel 2013 è arrivato in prima posizione, rimanendo poi all’interno della Top 3 (due volte primo), ha un valore, a livello di popolarità tra il pubblico, che trascende dalla sua partecipazione o meno a qualsivoglia festival. Un po’ il discorso fatto per Tomorrowland ma alla rovescia. Sono tutti e due talmente grandi che non risentono l’uno dell’altro. Quasi. E dico quasi perché tra i due, se volessimo proprio trovare una vittima di questo scontro, la troveremmo di certo più nell’olandese perché, per usare una metafora sportiva, sarebbe come se una squadra tre le più blasonate non partecipasse alla Champions League. Resta una grande squadra, certo, ma manca dalla competizione più importante e prestigiosa della stagione. La sua immagine non esce molto danneggiata da questa diatriba, ma è comunque oggetto di discussione, e già questo è di per sè un segnale. Forte? Debole? Staremo a vedere.

Insomma, in ogni caso anche quest’anno Tomorrowland rimarrà Tomorrowland, Hardwell rimarrà Hardwell, i partecipanti al festival si divertiranno comunque tantissimo e i fan dell’olandese avranno sempre mille occasione per ascoltare il loro idolo.

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