Martedì 17 Settembre 2019
Interviste

Hasta la victoria Shorty

 

 

Scala la chart di Beatport con disinvoltura, sia la House Top 100 che la Top 100 generale. Ha raggiunto la Top 10 nella Ibiza Buzz Chart, che include i brani più ricercati e chiacchierati durante l’ultimo IMS tenutosi sull’Isla Blanca. Già Top 20 nella Cool Cuts Chart di Music Week in UK, su Soundcloud ha ormai superato 140.000 ascolti. Shorty è il nuovo ambasciatore della musica latina: meglio, è un profeta in patria e fuori patria. Il suo nuovo singolo, ‘Vazilando’, che nella versione interpretata dal cantante cubano El Boni, viaggia spedito nell’etere radiofonico (è stato suonato in anteprima da Linus su Deejay Chiama Italia su Radio Deejay), sfonda nei club grazie ai remix dance di Kryder & Eddie Thoneick, Robbie Rivera e Smoothies (Mamacita). Lo abbiamo incontrato negli studi di Radio Deejay, Shorty, reduce da una trasferta a Cuba (dove ha girato il video), cosciente che la sua ‘Vazilando’ potrebbe essere uno dei tormentoni dei prossimi mesi.

 

 

 

 

Shorty, come sei arrivato a ‘Vazilando’? Eri un po’ a digiuno di produzioni, no?

Volevo ripulirmi a livello sonoro. Volevo una pausa di riflessione. C’è in giro questo ritorno della house music e ho pensato subito che fosse tornato il mio momento. Avevo sentito l’originale di Oreja alle otto di mattina in una pizzeria. Avevo il vinile di Defected ma l’idea non era certo quella di farne un remix 2016. Intanto, sono venuto in radio e ho fatto un po’ di esperimenti con il sample originale. Poi abbiamo messo giù i suoni con Luca Guerrieri.

 

La prima versione houseggiante è stata supportata da parecchi tuoi colleghi.

Abbiamo risuonato il campione, insomma lo abbiamo rifatto da zero. Ne è nata una cover. Kryder lo ha suonato a Miami e subito sono comparsi 140mila ascolti sul Soundcloud della d:vision. Ed è stato un forte segnale, questo.

 

La tua pratica, ovvero il campionamento, è una cosa anni Novanta, soprattutto con tutti i template che ci sono in giro oggi pronti all’uso, in barba agli studi legali.

Vero. Ma io sono un dj e quando parto con un’idea inizio sempre da un campionamento. Il problema, lo sappiamo tutti, è sempre legato ai clearance, ai permessi, alle liberatorie. Ma Osmani Espinosa ci ha aperto la strada a un nuovo corso: ci ha contattato per fare una versione reggaeton. E ha ribaltato tutto. Avevamo contattato gli Smoothies appositamente per realizzare una versione in questo stile.

 

E ora stiamo parlando di clip, di tournée, di follow-up, di cose grosse, da superstar dj.

Speriamo. Il video è stato girato a Cuba. L’embargo là non è ancora totalmente finito con gli Stati Uniti ma l’aria che si respira è di totale cambiamento. I giovani vogliono libertà e devo ammettere che mi hanno accolto benissimo.

 

 

 

 

Chi ha scelto i remixer?

Con Matteo Esse di d:vision abbiamo deciso di selezionare tutti i nomi. Secondo me lui è l’A&R più forte d’Italia. Fare dei bei dischi ma non farli scoprire e non dargli valore è inutile. Lui li scopre dandogli valore.

 

Mattina e pomeriggio lavori a Radio Deejay, nei weekend fai il dj: dove trovi il tempo per chiuderti in studio e produrre?

Per scelta in radio arrivo verso le 8. Alle 16 finisco e dopo le 17 inizia la mia fase creativa musicale. Non mi fermo mai.

 

A breve però dovrai per forza prenderti un break.

Certo, è vero: è un periodo bellissimo questo. Diventerò papà il 4 settembre prossimo: mi figlio si chiamerà Leon.

 

Il tuo lungo percorso professionale ti ha portato all’elettronica attuale dalle sfumature latin house. Perché?

Ho iniziato con la house più da club. Lavorando in radio tuttavia ho capito che è dura fare cose più sperimentali e underground nei locali in cui ti presenti. Perché lavorando in radio il suono più facile te lo trascini dietro anche a notte fonda.

 

Cosa speri e pensi del panorama attuale dance?

Vorrei che ci fosse maggiore attenzione sulla UK garage, che adoro.

 

La tua estate con ‘Vazilando’ verrà stravolta, lo sai? Sarai non solo Shorty di Radio Deejay ma soprattutto Shorty di ‘Vazilando’.

Per il momento non è cambiato nulla, la mia giornata non è cambiata. Ma ci sono i presupposti per fare bene. Intanto preparo dei set con una dance ‘alla Vazilando’: miscelerò un po’ di reggaeton con l’elettronica. Voglio capire bene le possibilità che dà il mondo latino. In fondo io sono un tecnico e cerco sperimentazioni: suono Mike Posner in chiave reggaeton. Mi piace mischiare le carte in tavola. Il mio pezzo cade a fagiolo, in un periodo perfetto.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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