Domenica 13 Giugno 2021
Interviste

Con Hemel siamo stati a un evento vero. Con il dj e la presentazione di un nuovo brano

La presentazione del nuovo singolo del dj romano, 'Among Us', è stata un'incredibile ritorno alla realtà, certo con ancora tutte le limitazioni imposte dalle norme sanitarie

Foto: Mattia Modoni

“Quando suono cerco sempre di trovare uno sguardo, un viso, tra mille persone”.  È la prima frase che mi dice Hemel, giovane dj e producer romano (26 anni) mentre ci accomodiamo in un tavolino dietro la consolle. A pochi metri da noi, la musica spinge, il dj suona forte, per quanto possa consentire la situazione: siamo sulla terrazza di un hotel di Roma, le persone sono entusiaste ma non possono ballare, tutti sono seduti con un drink, distanziati quanto prevedono le restrizioni ancora in vigore, intente a immortalare un tramonto di quelli che solola luce di Roma in primavera può regalare. Eppure, tutto questo sembra già incredibilmente eccitante, dopo tanto tempo senza eventi veri, senza vedere persone che hanno voglia di divertirsi, ballare, ascoltare musica, e sentire un dj suonare. Sembra davvero di stare in un’altra dimensione. Siamo a un evento vero, con il pubblico “in presenza” come si dice (termine tremendo ma ci adeguiamo), la musica, i dj.

L’occasione è per l’appunto la presentazione di ‘Among Us’ (titolo quanto mai eloquente), nuovo singolo del giovane, promettente talento romano Hemel, un ragazzo educato, garbato, eppure sicuro di sé, uno che dà l’idea di sapere cosa vuole, maturo e convinto che per arrivare lontano si debba innanzitutto lavorare sodo. E infatti tra gli ospiti dell’evento c’è il team della label Strakton Records, fotografi e videomaker, ufficio stampa, la sua manager, e del virtuoso violinista Andrea Casta, che ha condiviso il palco con lui. In questo contesto così straniante, perché davvero si fa fatica a credere di essere a un evento dal vivo, nonostante appunto, ancora, tutte le nomre previste dalla legge siano ampiamente rispettate, ci appartiamo con Hemel per scmabiare quattro chiacchiere.

 

Sei un dj e producer piuttosto giovane, che si sta affacciando alla ribalta nazionale con le ultime produzioni uscite: come ti descriveresti a chi ancora non ti conosce?
Sono Matteo, in arte Hemel, sono un dj e un producer. Fin da ragazzino, avevo 13, 14 anni, con gli amici mi sono appassionato alla musica, volevo fare il dj, cosa che poi si è concretizzata nei locali della provincia romana e poi ovviamente a Roma. Nel frattempo certo ho studiato, ho compiuto un percorso, degli step personali importanti e poi appunto mi sono messo in luce nell’ambiente romano e non solo.

Quali sono le tue principali ispirazioni come producer?
Trovo molto interessante ciò che fa Diplo, che riesce a muoversi in territori molto diversi tra loro, da tracce tech house dure ad altre più deep, fino al pop. Per me quella di sapersi adattare è una grande qualità per un producer. Ovviamente senza snaturare il proprio sound e rendendo sempre riconoscibile la propria personalità.

Quindi non vuoi limitarti alla house, o alla dance…
No, infatti il mio nuovo singolo è smaccatamente pop dance, se ci pensi. Per me la musica deve tenere insieme le persone, specialmente ora, in questo momento abbiamo bisogno di stare insieme, e la musica è l’arma migliore.

A proposito di questo momento: sei un dj giovane, vedo tanti tuoi amici qui intorno, e immagino che ti piaccia stare in giro e fare festa… come hai vissuto l’anno che abbiamo appena passato?
Eh… è davvero incredibile pensare a come una condizione anormale sia diventata assolutamente normale: l’idea di girare mascherati, il fatto di dover essere in casa alle 22… io non vedo l’ora che la vita ricominci davvero. Ho voglia e bisogno di suonare di stare in giro, confrontarmi con ambienti nuovi, diversi da quello romano. Ma non perché quello romano non mi piaccia, ma perché fa parte della natura umana voler scoprire continuamente qualcosa di nuovo, evolversi, crescere.

Foto: Mattia Modoni

Roma ha sempre avuto una scena molto forte in fatto di club. Come la vedono gli occhi di un dj di 24 anni?
Secondo me c’è una grande voglia di ripartire ma il problema vero è che c’è una scarsa attenzione alla musica come centro della serata, sarebbe bello vedere un culto della musica come protagonista al centro del progetto.

Dove ti piacerebbe andare a suonare quando riapriranno i club?
In Italia penso che uno dei migliori festival per line up, atmosfera, organizzazione sia Nameless Musica Festival. All’estero il sogno è confrontarmi con un palco importante come Tomorrowland.

Dopo ‘Among Us’ che tipo di singolo vorresti produrre?
Sono già al lavoro insieme al team che collabora con me, e stiamo seguendo la stessa scia di ‘Among Us’, direi con una direzione più decisa verso il dancefloor, sperando che si potrà ballare presto.

Collaborazioni dei tuoi sogni: un producer?
Purple Disco Machine, perché fa ballare il 14 enne e l’80enne, non è impresa da tutti. E David Guetta, perché ha dimostrato anche nell’ultimo anno di essere il più grande di tutti.

Cantante?
Cantante… direi Sia.

Perchè non lo è?
A volte si perde di vista la qualità del prodotto cercandone solo di trarne profitto. E sarebbe importante che gli enti scale dessero una mano per ripartire perché se un locale si trova nella condizione di ridurre drasticamente l’incasso, è ovvio che dovrà tagliare anche il budget per la parte artistica.

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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