Domenica 25 Agosto 2019
Interviste

Henrix: Miami è come il Natale

Miami non è solo Winter Music Conference. Nelle restanti settimane dell’anno, continua a restare un cocktail di culture, etnie e tradizioni. Grandi e maestosi club, feste come da noi le sognamo, nomi altisonanti che svolgono residency o passano per la città almeno una volta al mese. Per un artista, soprattutto incentrato su musica elettronica, Miami è probabilmente il posto migliore in cui crescere. Sicuramente la concorrenza è ferrea, perché oltre ai residenti sono infinite le orde di giovani provenienti da tutto il mondo che si iscrivono ogni anno alle scuole musicali di Miami o si trasferiscono nella città per tentare la fortuna partendo da qualche locale a luci basse. E’ una questione di fortuna, ma anche del sapersi muovere nell’ambiente e ovviamente avere qualcosa di valido da proporre. Con queste tre skills acquisite (si perché anche saper sfruttare la fortuna è un’abilità) la città simbolo della Florida diventa probabilmente un paradiso in cui vivere e lavorare. Ne sa sicuramente qualcosa il giovane Henrix, che qui ci è nato e cresciuto, e non sembra aver alcuna intenzione di andarsene. Il giovane piomba sotto i riflettori grazie alla brano-bomba Hit It, insieme a GTA e Digital Lab, che nel 2013 ha letteralmente spopolato, soprattutto negli USA, tanto da guadagnarsi un’importante sign con la Size di Steve Angello (tra i principali supporter dell’artista ancora oggi). Nel 2014 Henrix è passato attraverso Flamingo Records per poi atterrare in Mixmash, la label di Laidback Luke, sulla quale è out tra pochi giorni la sua collaborazione Alright, di cui parleremo a breve. Noi, che ovviamente siamo degli impiccioni, abbiamo saputo anche di un suo imminente ritorno su Size prima dell’arrivo dell’estate, ma Henrix ha scelto di non sbilanciarsi troppo. Però qualcosa ce l’ha detta.

In Italia certi artisti diventano “conosciuti” soltanto quando raggiungono l’apice del successo. Quindi diamo una presentazione a Henrix: come hai iniziato e chi ti ha lanciato nella grande industria?

Ho iniziato a smanettare con i cdj all’età di otto o nove anni, e ho iniziato a produrre più di otto anni fa. Immagino che il mio nome si sia sentito per la prima volta grazie alla collaborazione con GTA e Digital Lab, Hit It, uscita su Size Records. Da allora possiamo dire che è iniziato tutto.

La Winter Music Conference è iniziata. Tu sei un dj, un produttore e un nativo di Miami: la vivi il triplo più degli altri?

Mi sento benissimo, per un dj questa settimana è come il Natale, rappresenta un po’ tutto l’anno. Ho partecipato a ben dieci Miami Music Week e ogni anno riesco a notare quanto si stia sempre più evolvendo. Le feste sono sempre più spettacolari e il numero di grandi artisti che atterrano qui in questi giorni è straordinario.

Quindi dici che la WMC reggerà ancora la concorrenza degli altri importanti musical summit dell’anno, come per esempio l’ADE.

Ad Amsterdam l’EDM fa da protagonista e probabilmente l’ADE è il maggior concorrente della WMC; ti dirò di più, secondo me stanno allo stesso livello. Altre realtà, come ad esempio Las Vegas, sono in crescita ma non ancora al livello di queste due.

Tu che sei della città, consigliaci dove far festa a Miami. Hai qualche “asso nella manica” da consigliarci?

Amo i pool party. Per tutto l’anno partecipo ad eventi serali e quando arriva il momento delle feste a bordo piscina mi diverto tantissimo. I migliori secondo me sono Raleigh, Surfcomber, SLS e ovviamente Nikki Beach, ma ci sono anche altre feste in albergo in cui mi diverto da matti. Poi ci sono i piccoli clubs, come ad esempio il Clevelander, tra i miei preferiti anche perché si trova proprio su Ocean Drive, e il Club50, dove ho suonato sabato scorso.

Una città cosmopolita come Miami immagino sia di grande influenza per un artista che ci è cresciuto. 

Sicuramente. Il mix di culture è la cosa che amo di più di questa città. Non esiste un genere musicale che sovrasta gli altri, tutto è condiviso, dalla dance all’hip hop passando per la musica latina. In un’atmosfera del genere, trovare l’ispirazione è facilissimo.

Parliamo delle tue ultime creazioni. Alright, la tua collaborazione con Bream, esce il 30 Marzo su Mixmash. 

Tutto è nato da una bella idea che mi ha inviato Bream. Mi è piaciuta, abbiamo parlato un po’ su Skype e poi ho fatto venire Zashanell in studio per il vocal. E’ stato un processo abbastanza veloce perché sono due artisti molto bravi e non abbiamo avuto alcun tipo di intoppo lavorativo. E’ incredibile oggigiorno quanti importanti accordi si possono chiudere grazie ad internet!

A proposito di accordi: sappiamo che c’è qualcosa sul fuoco con Size Records. Puoi parlarcene?

A dire il vero al momento non posso dirvi nulla, se non che sarà una collaborazione con Adrien Mezsi e che si chiamerà Raverz. La questione è rimasta in sospeso per un po’ e ora finalmente sembra essersi sbloccata.

Dacci qualcosa d’ascoltare e un artista da ricordare per goderci al meglio questa Miami Music Week!

La mia Alright, The Trill di Nero e Home di Madeon da ascoltare. Come artista vi consiglio Madeon!

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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