Martedì 22 Ottobre 2019
Clubbing

Hospitality Bologna: un viaggio Drum&Bass inaspettato

Logistics, London Elektricity, Reso. Verdeggianti radure, scintillanti città, cupe periferie. Impalpabile poesia, affascinante concretezza, frastornante catena di montaggio. Tanto differenti quanto complementari, queste espressioni da sole potrebbero efficacemente descrivere il viaggio musicale proposto dai tre headliner che, lo scorso week-end presso il Link (BO), sono stati i protagonisti assoluti della tappa bolognese dell’Hospitality, una tra le serate Drum&Bass più importanti e rispettate d’Europa.

Ore 02 e qualche minuto. Dopo un deciso warm-up dei padroni di casa Alex:Igno e Dj Ferro (feat. MC Def), all’entrata in scena di Logistics l’onnipresente “H” si acquieta, i fari led, quasi intimiditi, abbassano il loro sguardo e il pubblico tende il collo. “Lost In You” – tratta da “Electric Sun”, il suo sesto studio-album in prossima uscita su Hospital – catapulta il pubblico in una dimensione quasi fiabesca in cui melodie eteree e malinconiche si intrecciano a bassi sinuosi e gutturali. Accompagnati dal sottogenere più sognante della Drum&Bass, Matt Grasham – questo il vero nome dell’inglese – ci scorta in una passeggiata che, partendo da un crepuscolare e frizzante bosco alpino, ci conduce verso un ambiente sempre più antropizzato.

Arrivati in periferia attraverso un viaggio musicale coerentemente in crescendo, quando la natura soccombe a scintillanti palazzi e ad affollate fermate della metropolitana, è il turno di London Elektricity. Il resident della serata non si smentisce e, sia dal punto di vista dello spettacolo che da quello della selezione musicale, fornisce una prestazione davvero eccellente. Lo spessore artistico del personaggio, in attività dal 1996, non si percepisce tanto nella tecnica di mixing – che non è mai stato il suo punto forte – quanto nella capacità di entertainment: la gioia, l’adrenalina e l’eccitazione nel suonare i pezzi rigorosamente selezionati on-the-go si esprimono attraverso una gestualità teatrale e spiritosa che, tuttavia, non ha il retrogusto di “già visto” tipico di altri act più mainstream. La sua passeggiata musicale inizia con lo stesso mood di quella precedente per poi addentrarsi in una Drum&Bass più corposa ed energetica: da Keeno a Etherwood passando per Camo&Krooked, S.P.Y., Danny Byrd e Fred V & Grafix, la tracklist ha presentato molti anthem targati Hospital oltre a un nutrito numero di invidiabili promo del circuito UK. Immancabili le anteprime della compilation di prossima uscita “Ten Years of Med School” – tra cui merita un plauso il devastante remix di “Abstract Element” by Spiral – e alcune perle da “Are We There Yet?”, ultimo album dello stesso Tony Colman.

Dopo aver attraversato il cuore notturno della città, pulsante di vita e brulicante di gente, la nostra guida ci saluta alle soglie della scura e tetra zona industriale pronta ad accoglierci, sogghignante, tra le sue fauci ferrose. E’ ora il turno dell’ansioso Reso che, dopo aver stazionato minaccioso tutta la serata dietro al consolle, veicola una pasta sonora grezza e abrasiva che trova un felice riscontro nello stoico pubblico rimanente. Una visita guidata, la sua, che con un ritmo ossessivo prosciuga le energie rimaste avviandoci verso la conclusione di una serata che rimarrà impressa nella memoria a lungo.

In definitiva una serata interessante e ricca di spunti ed emozioni genuine con un pubblico non particolarmente numeroso ma voglioso di esperire un viaggio Drum&Bass inaspettato. Largo alle emozioni.

Photo by: Riccardo Trianni

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.

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