Domenica 18 Agosto 2019
Interviste

HUND: “No More Fakes”

Le mappe del clubbing italiano hanno sempre offerto situazioni stimolanti nei contesti urbani delle grandi città. Da Roma a Milano passando per Torino e Bologna con poche sparute eccezioni. HUND rappresenta sicuramente una di queste e testimonia la storia di un gruppo di ragazzi che, sin da giovanissimi, si sono spesi per riuscire a portare quell’atmosfera nella loro Vicenza, città di provincia apparentemente condannata all’eterno limbo del “grande, ma non abbastanza”. I creatori di questo progetto, artisticamente conosciuti come Apparell (per gli amici Nico e Basty n.d.r) oggi ci raccontano l’avventura che li ha condotti sino a qui, pronti a confrontarsi con i giganti della club culture italiana.

Ciao ragazzi, benvenuti su Dj Mag Italia. Partirei parlando dell’estate appena trascorsa chiedendovi di fare un bilancio di come è andata.

Ciao a tutti, l’estate è stata sicuramente positiva e abbiamo vissuto due eventi open air per noi molto importanti. VI•BES Festival ci ha permesso di collaborare con le autorità di Vicenza portando un evento di questo tipo in una location rappresentativa come quella di Campo Marzo, inoltre ci ha dato la possibilità di rappresentare diverse sfaccettature della scena club grazie ad artisti stilisticamente differenti. E’ stata una sfida nuova rispetto lo scorso anno che per noi, come sempre, è molto importante. Un festival nel cuore cittadino rappresenta sicuramente una grande responsabilità anche verso tutti quelli che il festival in realtà non lo vivono e questo ci ha dato lo stimolo giusto per raggiungere a nostro avviso un buon risultato. Per quanto riguarda il secondo open air abbiamo ospitato una tappa del Summer Tour di Sven Vath in un contesto storico come quello della “antica fiera di Soco”. Una data per noi simbolica, forse il coronamento di molte fatiche ed ore di lavoro che possono significare solo una cosa: Passione. Questi sono sicuramente gli eventi che più ci hanno permesso di ringraziare la città per il supporto che ci ha sempre dato. Abbiamo poi portato avanti anche il progetto dedicato al club con HUND e la parte musicalmente più “sperimentale” attraverso G(ART)EN. Un’estate impegnativa ma sicuramente positiva!

Dopo diversi anni di lavoro siete riusciti a portare nella vostra amata città un artista del calibro di Sven Vath. Quanto è complesso per un gruppo di ragazzi giovani (alcuni giovanissimi) confrontarsi con una produzione di questo genere?

Per noi confrontarsi con una produzione di questo tipo è stata una sfida, non tanto a livello logistico ma a livello burocratico. Confrontarsi con le istituzioni per eventi di questo calibro non è mai facile ma abbiamo fortunatamente trovato terreno fertile all’interno dell amministrazione comunale ospitante. In Italia inoltre ci sono logiche di “esclusive territoriali” che forse esulano dal buonsenso e l’atteggiamento di alcuni promoter in questo senso non facilita assolutamente le cose. Abbiamo sempre lavorato con l’idea di portare a Vicenza un prodotto fresco di cui sentivamo la mancanza cercando di raggiungere risultati sempre migliori per noi ma anche per il pubblico che ci segue. Non ci siamo mai sentiti in concorrenza o in competizione con qualcuno e tutto ciò che abbiamo realizzato è solo espressione di voglia di fare e perseveranza.

HUND è un progetto trasversale che nel corso degli anni ha sviluppato eventi paralleli come VI•BES e G(ART)EN. L’idea è quella di diversificare questi prodotti?

Non vogliamo diversificare i prodotti bensì darne 3 interpretrazioni differenti. HUND offre la visione dedicata al club, VI•BES le emozioni dei grandi open air estivi e G(ART)EN l’avanguardia non solo a livello musicale ma anche attraverso esposizioni di opere di artisti e fotografi. Per noi questi 3 concetti esprimono diverse visioni di un unico filone e rappresentano per il pubblico la possibilità di conoscere vari aspetti del mondo della musica elettronica.

E’ trascorso molto tempo ma vi ricordate come nacque esattamente l’idea di questo progetto?

HUND è nato nelle nostre teste prima della sua realizzazione effettiva e ci abbiamo pensato a lungo. Io e Basty da un punto di vista artistico e logistico e Uokytoky da un punto di vista grafico e concettuale. Era il periodo in cui frequentavamo i grandi club che circondavano la nostra provincia ed ogni notte ci rendevamo conto che moltissima clientela di quei locali era vicentina. Per noi quindi è stata una sfida basata sul permettere a quella clientela di avere un prodotto che rappresentasse questa passione e questo supporto direttamente a casa propria. Non abbiamo inventato una scena, abbiamo cercato solo di portare le buone idee già sviluppate nelle grandi realtà ovviamente con le nostre personalità ed i nostri gusti senza mai dimenticare i consigli degli amici, dei clienti ed in generale delle persone che stimiamo. Speriamo e crediamo che questo lavoro possa alimentare positivamente la scena della città dando anche ad altri promoter l’occasione di esprimersi liberamente. Questo è il motivo per cui il concept della nostra stagione invernale è “No More Fakes”. Diversificare il proprio prodotto dando un tocco ed una visione personale di ciò che è probabilmente una grande passione comune tra noi e tutti gli altri operatori del settore.

Vi risulta difficile trovare un equilibrio tra la vostra vita come dj e la produzione di eventi?

E’ più complicato di quanto possa sembrare perché non si tratta di elementi complementari anche se apparentemente può sembrare così. Quando sei immerso in uno dei due ruoli devi chiederti se sei in grado di dare il massimo e se non lo stai facendo dovresti essere capace di limitare l’ego per rispetto di chi invece quel 100% ce lo mette veramente. Devi essere realista e sincero con te stesso, capire qual’è la tua priorità e andare avanti per quella strada.

So che è difficile sbilanciarsi ma ci potete svelare una serata che vi ha entusiasmato particolarmente nel corso di questi anni?

Nella sfortuna uno dei momenti fondamentali è stato quando non siamo riusciti a far esibire Carl Craig a HUND. Durante la serata un controllo è intervenuto nel locale e purtroppo ci ha costretti ad interrompere il party, so che le autorità stavano facendo il loro lavoro e non voglio giudicare se avessero ragione o meno, però il supporto del pubblico quella notte e i giorni successivi ci ha sorpreso al punto che abbiamo capito quanto quella serata fosse importante per tutti, non solo per noi. Quello per noi è stato un momento sicuramente emozionante.

Abbiamo parlato di emozione durante una serata vissuta dietro le quinte, invece come dj qual’è stato un momento davvero indimenticabile?

Come dj di momenti indimenticabili ce ne sono stati molti e sarebbe limitativo poter parlare solo di un unica esperienza. Dal punto di vista del produttore invece forse ciò che vorremmo menzionare è stato il momento in cui per la prima volta è stata suonata una delle nostre tracce da uno dei più grandi dj del momento: Marco Carola.
Stiamo parlando ormai di 4 anni fa e la storia è piuttosto interessante. Al tempo eravamo super fan della musica di Marco e sapevamo di aver prodotto qualcosa che poteva rientrare nelle sue scelte musicali per cui quella sera d’estate ci eravamo già preparati per andare a sentirlo al Muretto di Jesolo. Purtroppo successe l’impensabile: auto in panne in mezzo all autostrada con conseguente serata saltata.
Dopo qualche ora di attesa per il nostro recupero arriva però un sms che cambia tutto, un amico ci invia un video di Marco Carola che suona la nostra traccia e tutti in delirio, STUPENDO!

In un’ultima analisi un augurio che vi sentite di fare alla scena club italiana e alle crew “giovani” come la vostra?

Questa è una domanda sicuramente complessa. Auguri se ne possono fare tanti ed ognuno di grande importanza. Ad ogni modo secondo noi è importante seguire l’esempio di realtà che stimiamo come lo Zu:bar di Pescara che rappresenta la provincia con grande credibilità e professionalità, quello che cerchiamo di fare anche noi giorno dopo giorno. Impossibile non citare Fragola che è una realtà che a Firenze fa la differenza non solo da un punto di vista artistico ma anche per la capacità di coinvolgere, di fare squadra e di far diventare dei clienti una famiglia unita dalla stessa passione. Citando una situazione più genuina anche Berliner è un ottimo esempio di come rimanere autentici, lontano da pressioni e logiche di profitto cercando di seguire con grande umiltà il proprio percorso artistico. Auguro quindi a tutti, noi compresi, che gli anni futuri siano ricchi di successi e che ognuno di noi riesca ad esprimere in modo autentico  e professionale ciò in cui crede veramente dando finalmente una visione unita, solida e forte della club culture italiana, cosa che manca probabilmente da un po’!

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