Martedì 28 Settembre 2021
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‘Hypnotised’ è il libro interamente dedicato alla musica trance

Scritto dall’olandese Arjan Rietveld, è il viaggio attraverso un genere spesso ritenuto marginale che parte dai primi tentativi del 1990 e finisce tra i festival del 2005

La trance è uno stile musicale capace di ispirare passioni come pochi altri generi e malgrado il suo considerevole e duraturo è stato spesso poco documentato, sia in cortometraggi che negli scaffali delle librerie. Finalmente, grazie alle pagine di ‘Hypnotized – A Journey Through Trance’, scritte dall’olandese Arjan Rietveld e pubblicate da MaryGoWild, viene fatta luce su un mondo che da decenni spesso resta in sordina a parte qualche acuto di dj superstar come Armin van Buuren, Paul van Dyk, Above & Beyond e pochissimi altri.

Basato su tre lunghi anni di ricerche approfondite e interviste che si affiancano a riflessioni personali dell’autore sull’argomento, il libro è il resoconto definitivo della ramificazione più vicina alla storia della musica all’elettronica e della techno più melodica. “Gli aspetti positivi e solari del suo marchio di fabbrica, ossia un suono suono unico e riconoscibile, hanno portato alcuni dei brani musicali più avvincenti del suo tempo ad avere un’influenza significativa sull’elettronica del futuro”, spiega Rietveld.

 

 

‘Hypnotized’ è l’immagine nitida di come tutto ebbe inizio e in pratica la prima enciclopedia a colmare lacune culturali e informative: 322 pagine che abbracciano una ricca discografia fatta di album, etichette e pubblicazioni essenziali anche per chi non è un maniaco del genere. Rietveld copre e riscopre periodi come la genesi e il contemporaneo passando dalla gloria di alcune hit mondiali svelando retroscena e curiosità di alcuni dei momenti musicali più famosi dell’universo progressivo.

Foto esclusive e interviste approfondite agli artisti più influenti (Solarstone, Laurent Veronnez, Banco de Gaia, Sander Kleinenberg, Cosmic Baby, Delirium, Jam El Mar, Marco V, Nu NRG, Push e tanti altri) e ai proprietari di etichette (Arny Bink di Black Hole, Christian ‘Fly’ Pieters di Bonzai, Eric Morand di F Communications in Francia, Hooj Choons di Benjamin Woods, Mark Reeder di MFS) fanno da corredo a quello che può essere considerato un lavoro ciclopico.

 

L’uscita del libro è anche completata da un cd, un vinile e una release in digitale con momenti embrionali e di rottura e con brani di culto come ‘Blue Fear’ di Armin (presente anche con un’altra traccia nascosto dallo pseudonimo Technology), ‘Out Of The Blue’ di System F, ‘Janerio’ di Solid Sessions e ‘Fly Away’ di Vincent de Moor, oltre che tre pezzi iconici di Stray Dog, ossia Tiësto. Un must.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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