Lunedì 17 Giugno 2019
Anteprima, Interviste, News

Subsonica: live a Milano e breve intervista

Lo scorso 1 luglio i Subsonica hanno scritto una pagina importante della loro storia, e anche della musica italiana. Per presentare il loro nuovo singolo “Lazzaro”, la band torinese si è esibita in un concerto di oltre un’ora da una terrazza che si affaccia su piazza Duomo, il centro di Milano per antonomasia. Un successo clamoroso, oltre ogni aspettativa: sebbene il gruppo sia abituato alle grandi arene e a platee non proprio ristrette, martedì c’erano circa cinquantamila persone a riempire la piazza, una cifra enorme.
E pensare che, solo un’ora prima dell’esibizione, c’erano davvero pochi fan a gironzolare in Duomo, tanto che da qualche occhiata in terrazza e nel backstage pareva trapelasse un po’ di preoccupazione. Invece il botto è stato di quelli grossi (merito anche della curatissima produzione di Punk For Business, che ha gestito l’evento).
I ragazzi ci hanno concesso un po’ del loro tempo prima del soundcheck, l’intervista si è trasformata in una sorta di conferenza stampa, viste le molte testate presenti, ma il clima era piuttosto gioviale e rilassato.

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Trovo che “Lazzaro”, il singolo che precede il vostro prossimo album, sia in qualche modo una “summa” del sound Subsonica: i synth molto presenti, una ritmica drum’n’bass che ricorda i vostri primi dischi e che è tornata estremamente attuale dopo le ultime evoluzioni del dubstep; il timbro vocale inconfondibile di Samuel. Come contestualizzate queste scelte all’interno del vostro percorso?
Samuel: Ogni lavoro dei Subsonica in studio ripercorre le nostre esperienze di vita e i nostri amori musicali, collocati nel momento che stiamo vivendo. Anche stavolta è successa la stessa cosa, quando ci simao messi al lavoro abbiamo cercato di ricollegarci tra noi attraverso tutto questo. Essendo passati tutti e cinque dal riavvicinamento dell’elettronica verso ritmi più “neri”, con il dubstep e ciò che è seguito, ci siamo trovati a riaprire alcune pagine a cui facevamo riferimento ai nostri esordi. Per noi è stato piacevole e semplice, naturale, riprendere questi suoni, ci appartengono e anche quando la nostra direzione è stata più vicina alla cassa in 4/4 abbiamo sempre mantenuto questo mood, in certe sfumature, in certi dettagli.
Max: Abbiamo scelto come biglietto da visita qualcosa che riconducesse al passato della band, ma coniugato alle cose nuove. Il concetto di nuovo, di underground, passa da qui, più attraverso le collocazioni storiche che non quelle geografiche, ormai desuete. Oggi anche il settarismo ideologico, musicalmente parlando, è superato, mainstream e underground sono confini labili, ci sono molti fermenti in diverse città, l’Italia stessa non è più un riferimento, il linguaggio della muscia è molto più internazionale, i traguardi sono diversi, pensa agli M+A a Glastonbury la settimana scorsa.

Il giro di interviste prosegue poi con i colleghi di altre testate: Boosta scherza sugli inevitabili paragoni con i Beatles, vista la particolare venue dello show: “scriviamo canzoni quasi, dico quasi, belle come le loro. Bisogna solo decidere chi di noi scomparirà per primo”; Max parla invece del progetto relativo al video di “Lazzaro”, che sarà scelto tra i tantissimi inviati dai fan; infine, il discorso si sposta su un elemento molto importante nella storia della band, la tecnologia. “Siamo da sempre molto attenti a ciò che il mercato offre, in passato nei live siamo stati i primi in Italia a usare schermi a led, americane mobili e altre soluzioni all’avanguardia” dice Samuel; Max e Boosta ricordano invece i tempi in cui internet “era 0.1, la preistoria, e noi già puntavamo molto sul sito e sulle chat con i fan”.

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Prima dell’esplosione di energia del concerto vero e proprio, i Subsonica si esibiscono in un breve live acustico molto intimo e intenso con voce, chitarra classica e rhodes, dove foto e video sono proibitissimi e il pubblico è davvero ristretto. La dirigenza di Samsung (sponsor dell’evento) resta sullo sfondo, qualcuno parlotta a voce un po’ eccessiva per i miei gusti; io e pochissimi altri ci spostiamo davanti, immaginate un salottino con i Subsonica che suonano pezzi da brivido come “Preso blu”, “Incantevole” e “Coriandoli a Natale” (da commozione, infatti ho tenuto gli occhiali da sole) per voi. Wow.
Il live successivo sarà poi la botta, scaletta killer con “Liberi tutti”, “Nuvole rapide”, “Tutti i miei sbagli”, “Disco Labirinto” in apertura, “Il diluvio” e ovviamente “Lazzaro” (eseguita anche come bis). Il pubblico là sotto esplode, e anche qui in terrazza non si scherza. Il più danzereccio tra gli ospiti è Saturnino, che se la balla e non risparmia i suoi ben noti scherzi agli amici attorno. A fine concerto ho l’occasione di scambiare due parole con Samuel e Max nei camerini, l’entusiasmo e la soddisfazione sono palpabili e i complimenti meritatissimi.
Serata memorabile, e ancora una volta è giusto rimarcare quanto i Subsonica siano stati capaci, dall’inizio fino ad oggi, di innovare il pop del nostro Paese, sempre coraggiosi e lontani dai suoni banali e stantii riproposti e riscaldati altrove. I cinquantamila in piazza lo dimostrano. Mi chiedo, da sempre, quanto avrebbero spaccato in tutto il mondo, se fossero stati anglofoni.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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