Giovedì 09 Dicembre 2021
Costume e Società

I sette tipi di producer più fastidiosi su Facebook

 

Il proliferare dei social network è andato di pari passo con quello dei bedroom producers. Internet ha travolto le nostra vite, Facebook è diventato la piazza principale dove mostrare al mondo ciò che facciamo, vediamo,  mangiamo, ascoltiamo… insomma, avete capito. Nello stesso periodo, più o meno, il boom della musica elettronica ha contagiato migliaia di giovani e meno giovani che si mettono ogni giorno davanti ad una tastiera cercando di esprimere al meglio il loro talento.

E così è stato naturale che gli aspiranti produttori del domani entrassero in piena simbiosi con la grande F blu, adottandola come strumento principale di autopromozione. È giusto così. Ma come in ogni cosa esistono modi che, dalla parte dell’ascoltatore, speicalmente se come noi vi trovate a lavorare per una rivista, una radio, o nel grande sistema musicale, vengono percepiti come più o meno invasivi e fastidiosi. Quali sono quindi i tipi di produttori più fastidiosi che ogni giorno ci ritroviamo in bacheca, o anche in chat?

 

 

1. Il permaloso

Partiamo con un grandissimo classico. “Ciao scusa il disturbo, ma guarda sto facendo questa canzone, è ancora a metà eh, però insomma potresti darmi un feedback veloce? Un parere tuo. Mi raccomando, sincero!”. Ok dai, avventuriamoci nell’ascolto di questo pezzo a metà, può essere sempre interessante trovare dei nuovi talenti. Però qua c’è qualcosa che non va, questo suono secondo me non va bene. Oh, glielo dico, siamo qui per questo alla fine. “Guarda che quel suono è perfetto, ci ho messo tre ore a trovarlo. C***o ne vuoi capire tu?! Mi fai sentire la tua ultima hit, che ti permetti di giudicare?!”. E niente, chiudi chat, elimina dagli amici.

2. L’amico d’infanzia

Siamo tutti giovani, sempre. Tutti belli attivi e pimpanti. Possiamo anche dire che siamo anche tutti fratelli, uniti dal sacro fuoco dell’amore della musica. L’amico d’infanzia è quello che prende alla lettera questo assunto, e lo trasferisce su Facebook. Una richiesta d’amicizia. Mario Rossi, vive in Botswana, tre amici in comune. Ah fa il produttore, ok lo accetto. Un quarto di secondo dopo: “Hey bro, come stai???? Ascolta è uscito il mio nuovo pezzo, aiutami a scalare Beatport, ti lascio il link per comprarlo. Poi se riesci a darmi il tuo numero di telefono ti chiamo così ci mettiamo d’accordo per vederci che ti parlo un po’ del mio nuovo progetto! Ok? Ciao bro!”. Cosa diavolo è successo?!

3. Lo spammer professionista

Tutti i soggetti elencati qua sono spammer, è vero. Ma lui si distingue. Lo spam è la sua vera vocazione. Non importa dove ti nascondi, lui ti troverà. La sua canzone tu la DEVI ascoltare, non ce n’è. Ma non ti scrive in privato, se ne vede bene. In compenso ha già pubblicato il link Soundcloud del suo nuovo pezzo sul gruppo di fanatici di musica (che ci sta, per carità), ma anche su quelli dei padroni di canini e gattini, dei sostenitori della teoria della terra piatta, delle cuoche per caso, delle casalinghe per passione, dei fan della salsa al pomodoro senza zuccheri aggiunti e pure sul gruppo segreto della tua famiglia dove la mamma ogni venerdì dirama le convocazioni per il pranzo domenicale. Io e te, tre metri sopra lo stalking.

4. Il commentatore spammer

Variante più subdola e antipatica dello spammer professionista, merita una menzione a sè: è quel tipo di parassita che sfrutta i post di personaggi molto famosi e molto in vista per promuovere le proprie produzioni. “!!!ATTENZIONE!!! Visita il mio profilo e metti like!” oppure “Ciao amici! Visto che siete su questa pagina abbiamo molte cose in comune e credo vi piacerà la mia musica! Cliccate questo link”. Il tutto nei commenti a un post di Steve Aoki, Calvin Harris o Merk & Kremont. Ma, con grande disinvoltura e faccia tosta, anche sotto un post di Saviano sulle ecomafie o una delle crociate quotidiane della Lucarelli.

 

 

5. Il poliglotta

“Hey Stefano, I’m working really really hard on my new track, supported by Tiësto, Diplo, Calvin Harris and many more. Really powerful future bass track produced together with my friend and colleague. Hope you like it! If you do, please give it a like, a heart, a comment, a repost, share it on your social media. Kind regards, Mario Rossi.” Meno male che ho studiato inglese al liceo!
P.S. Di solito ci sono almeno una decina di errori di lingua.

6. Il numero uno

Una cosa sola accomuna tutti noi: bisogna partire da zero. E per arrivare a cento la strada è dura, impervia, è spesso in salita. Quando per caso troviamo una discesa, poi, è una di quelle discese in cui bisogna stare attenti a non scivolare perché se cadi in avanti ti fai ancora più male. E tra questi ostacoli raggiungiamo i nostri obiettivi. Che sono tanti, da conseguire uno dopo l’altro, con calma e pazienza. Ma non per il numero uno. Lui piazza una canzone su *inserire nome di etichetta sconosciuta, se estera ancora meglio* ed è arrivato, giudica tutti e dà lezioni di vita a mezzo mondo. Se poi è un dj, probabilmente pensa che suonare alla sagra della porchetta allo spiedo di Magliolo (esiste davvero, andateci, non ve ne pentirete) gli dia l’autorità di guardare ai mainstage mondiali con un po’ di schifo perché nessuno di quelli lassù merita di stare dove sta. Ma lui lo meriterebbe. Convinto tu.

7. Quello che trasforma il profilo privato in pagina fan

Il mio preferito in assoluto. Genio del marketing, laureato con 110 e lode, stretta di mano, bacio accademico e ola di tutto lo stadio alla Bocconi. La situazione iniziale può sembrare la stessa dell’amico d’infanzia. Ti aggiunge agli amici uno sconosciuto, capita spesso in fondo. Trecentoquarantasette amici in comune. Cavolo, parecchi, com’è che non ci siamo mai conosciuti? Magari la memoria fa cilecca, accettiamolo dai. Dai uno sguardo al profilo, immagine profilo e copertina e nient’altro. Non sembra però il solito fake con la foto della pornostar bengalese che cerca compagnia calda e piccante e abita proprio vicino a casa tua. Cade nel dimenticatoio. Poi capita che magari sei sveglio alle quattro di mattina e ti arriva una notifica. “Mario Rossi ha pensato che potesse piacerti la sua nuova pagina Mario Rossi DJ Producer“. Il profilo è sparito, ma un attimo… La pagina è identica! Vuoi vedere che?! No, dai. Cioè, ha aggiunto cinquemila persone random (ma selezionate nella stessa cerchia) per avere una pagina con qualche migliaio di fan utilizzando questo sotterfugio? Non può essere vero. E invece è vero. E magari l’ha fatto di notte pensando che non se ne accorgesse nessuno così che gli togliessero meno like possibili una volta scoperto. Sì, è andata esattamente così. E qui mi alzo in piedi.

Chiedo perdono ad un ipotetico Mario Rossi che sta leggendo quest’articolo. Non ce l’ho con te, ma sarai perfettamente abituato a questa situazione.

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