Mercoledì 20 Novembre 2019
Clubbing

Ibiza, Cocoon e Afterlife: va tutto bene

Anche quest’anno, come sempre, Ibiza fa da cornice ai migliori party del pianeta, residency e grandi feste di cui abbiamo già avuto modo di parlarvi in larga misura. Tra questi abbiamo potuto assaporare due realtà in particolare, una che si riconferma – da ormai diciassette stagioni – e un’altra che si lancia proprio a partire dal 2016.
La prima è la creatura di Sven Vath, Cocoon, che – come vi ho già anticipato nell’ultimo numero cartaceo – vede ancora nell’Amnesia la sua residenza, la seconda è invece l’Afterlife dei Tale Of Us, che prende il nome dalla nuova etichetta del duo milanese che negli ultimi tempi non sbaglia un colpo. Prendiamo a paragone due notti: il primo agosto all’Amnesia – con Seth Troxler, Ame, Ricardo Villalobos e papa Sven – e il quattro agosto allo Space – con Mano Le Tough, Somne e Tale Of Us. 
La prima ci offre una magia a noi già conosciuta da tempo. Un Amnesia non troppo gremito, ma che paradossalmente raggiunge così il suo massimo splendore: un dancefloor comodo, senza calca, accompagnato da un soundsystem che è il sogno di ogni clubber; un ledwall spettacolare, condito dall’ultima tecnologia laser. Troxler e Ame portano in pista ricercatezza e sperimentazione, aprendo le danze ai due maestri che si alterneranno contemporaneamente. Ricardo iper percussivo, festaiolo, leggero. Per certi versi quasi sottotono, per qualche strappo di troppo, ma comunque magistrale. Sven energico, implacabile, coinvolgente. Muove la folla come un burattinaio, vinile dopo vinile, ripartenza dopo ripartenza. Le due sale sono in fiamme fino alle sette di mattina, il pubblico osanna i due maestri e li ascolta come tramandassero precetti imperdibili. A dimostrazione del fatto che Cocoon resti negli anni una delle certezze inespugnabili di Ibiza.
Altro scenario. Space Ibiza. La sala principale è chiusa, al momento del mio arrivo si sta esibendo Mano Le Tough. Le luci sono basse e calde, non ci sono strobo e la spettacolarità pirotecnica è messa in secondo piano per lasciar più spazio alla musica. L’uomo in caduta simbolo di Afterlife, party ma anche etichetta firmata Tale Of Us, sovrasta la console, posizionata nel cuore della sala a contatto con la folla per 360 gradi. Un’atmosfera intima che sa di confessione. Niente ledwall giganti, niente laser 3D. Somme e Mano Le Tough scaldano i muscoli (purtroppo Kiasmos è assente per motivi personali), i Tale Of Us colpiscono dritto al cuore. Il sound è quello tipico di Afterlife, ricco di sperimentazione e libero nello spazio, con alcune riprese dell’ultimo EP pubblicato, che ha visto la firma di Somne, Recondite, Kiasmos e tanti altri. Nel complesso le sonorità del duo milanese spaziano leggermente da quelle consuete e in alcuni punti risultano leggermente ripetitive. Cassa potente con una sfumatura melodica minore rispetto a come si ricordano su Life And Death. Il risultato è però più che gradevole, e anche qui staccarsi prima delle sette risulta difficilissimo.
PHRANK-2016-08-01-10239
I detrattori della Isla possono stare sereni: Ibiza è più in forma che mai. Le certezze restano, le nuove realtà promettono più che bene. A questo punto ciò che resta da fare è aspettare la fine della stagione per tirare le somme definitive, soprattutto in merito ad Afterlife. Il punto della situazione ad inizio agosto è decisamente buono.
Articolo PrecedenteArticolo Successivo
25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.