Domenica 15 Dicembre 2019
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IMS Ibiza e la ricerca di un futuro migliore

La convention di Ibiza e i suoi momenti più importanti. Salute mentale e ambientale e parità di generi tra gli argomenti trattati e dibattuti

Foto di James Alexander Chapman

Tutelare la salute mentale, combattere ogni forma di discriminazione e indicare soluzioni per un migliore impatto ambientale di festival e club: quest’anno l’International Music Summit di Ibiza ha puntato su temi che vanno ben oltre i canonici argomenti che si dibattono in questi contesti, dalla ricerca dei segreti per diventare un dj internazionale piuttosto che dare le coordinate per realizzare una traccia che si trasformi in una hit. Temi di un certo peso, quelli di IMS 2019, che hanno coinvolto gran parte dei 1.200 delegati presenti, provenienti da 50 nazioni diverse. Proviamo a sintetizzarli.

Business Report. Un classico dell’IMS è la presentazione dell’annuale Business Report, 30 pagine scaricabili gratuitamente dal sito della manifestazione e sul quale torneremo nei prossimi giorni con un ulteriore approfondimento. Qualche dato che spicca rispetto agli altri? Nel 2018 il fatturato stimato dei top dj è stato il più basso dal 2013 (261 milioni di dollari, lo scorso anno si era arrivati a 298); le artiste donne presenti nelle line up dei festival sono soltanto il 18% dei totale; il declino (irreversibile?) dei club: nel 2018 i locali inglesi sono diminuiti del 21%. Se invertire il calo dei club è oggettivamente difficile per non dire impossibile, di sicuro si può fare molto per aumentare le presenze femminili negli eventi musicali, anche se la vera parità di genere sarà raggiunta soltanto quando non farà più notizia. Significherà che l’obbiettivo è stato raggiunto.

 

Tim Bergling Foundation. Il panel che ha avuto più partecipanti? Quello che ha presentato la Tim Bergling Foundation, voluta da Klas Bergling, il padre di Avicii, per aiutare gli artisti e tutelarne la salute mentale, prima che la depressione faccia vittime o comunque sia troppo tardi per intervenire. La Fondazione si impegnerà anche a tutela degli animali, della natura e del clima, argomenti che stavano molto a cuore ad Avicii. Bergling senior ha ricordato come la vita di un dj sia ad alto rischio, per i troppi voli, per il sonno perso, e soprattutto perché è una delle poche professioni nelle quali sia consentito per non dire normale bere alcolici mentre si lavora. Fondamentale avere intorno amici e soprattutto professionisti che pensino più alla salute dei propri assistiti, invece che vederli come macchine per fare soldi.

Plastica nemico pubblico numero uno. Ogni anno, il pubblico dei festival anglosassoni consuma 10 milioni di bottiglie di plastica (23.500 tonnellate il peso totale dei rifiuti); numeri che si commentano da soli, e che di questo passo contribuiranno ad arrivare al 2050, quando negli oceani ci sarà più plastica che pesci. “Tocca a noi dare per primi il buon esempio – ha spiegato Vivie-Ann Bakos delle BLOND:ISH, che ad IMS ha presentato il progetto Bye Bye Plastic iniziamo a chiedere rider plastic free. Un primo passo molto semplice e che possiamo fare tutti insieme”.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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