Venerdì 22 Ottobre 2021
Clubbing

IMS, diramato il business report del 2021

Cifre mai così basse. Il calo è netto rispetto anche al 2020 (7,3 miliardi) e ad anni luce dai 7,4 miliardi nel 2016. Ma ci sono NFT e livestream a risanare in parte il settore

Puntuale come ogni anno l’IMS produce e diffonde il suo business report offrendo approfondimenti sulle principali tendenze finanziarie, musicali e culturali dell’industria globale della musica dance. Dopo un anno in caduta libera e senza precedenti per la discografia legata all’elettronica e il clubbing, professionisti e fan osservano con attenzione quello che accade dopo che la pandemia ha colpito i punti chiave del comparto.

 

 

Per la prima volta il rapporto (per scaricarlo basta cliccare qui) – oltre 35 analisi di dati e 22 interviste con i leader del settore – è stato realizzato da un tecnico analista di dati, David Boyle, entrato a far parte del team dell’IMS in un anno davvero critico come quello in corso. Durante la presentazione online, Boyle ha preso in considerazione i principali trend legati alle diminuzioni delle entrate per club, festival e i mancati guadagni degli artisti incoraggiando tuttavia realtà come l’NFT e i livestream, che hanno colmato a livello economico molti mancati guadagni.

 

La pandemia ha riportato l’industria della musica dance a una dimensione e a un valore di un decennio fa. Una vera e propria involuzione. Il rapporto attuale fornisce all’industria globale della dance una valutazione di 3,4 miliardi di dollari, un numero in gran parte abbattuto dalle vendite di software e hardware. Tra i punti da sottolineare, le vendite dei brani e lo streaming (valutati a 1 miliardo di dollari), i guadagni degli artisti (0,3 miliardi di dollari) e i live tra club e festival (un miliardo circa).

Stazionaria la crescita dell’hip-hop che su molti versanti sta cercando di soppiantare la dance in fatto di popolarità negli ultimi anni. Dopo cinque anni di rapida crescita mondiale, la crescita del mondo del rap sembra si stia fermando negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania. La musica dance elettronica invece ha una quota stabile e considerevole del mercato statunitense: il 3,2% della quota totale della musica Usa è dance.

 

 

Per il quinto anno consecutivo il genere più gettonato è la techno. La house music sale al secondo posto, la tech-house arriva al terzo, la drum & bass al quarto e la melodic house al quinto. Attenzione poi a K-pop, latin music e groove caraibici, urban, R&B. Il genere dance electro pop, che ha debuttato su Beatport nel settembre del 2020, è entrato nelle prime dieci posizioni al numero 8. Nel contempo, le vendite di vinile sono aumentate del 24% nel  primo semestre del 2020. Il 76% di tutte le pubblicazioni veicolate via NFT hanno un valore di 50,2 milioni di dollari.

Festival e club hanno perso il 78% del loro valore proprio a causa del Covid. Il totale perso ammonta a 3,4 miliardi di dollari nonostante il valore dei biglietti per i live sia aumentato del 123% se si confrontano i prezzi presi in considerazione da marzo a maggio scorsi. I guadagni dei dj e degli artisti sono diminuiti di 743 milioni di dollari e del 68% rispetto al 2019. Beatport ha registrato un’impennata del 33%, quest’anno, nonostante il mercato dei download sia diminuito del 16%.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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