Sabato 10 Aprile 2021
Storie

Indiegini d’Italia: la nuova ondata di artisti italiani tra elettronica e indie

Come sta andando l’Italia dell’elettronica indipendente? Ecco una lista di nomi che stanno rilanciando il movimento, nonostante tutte le difficoltà di un momento storico pieno di incertezze.

La nostra cara Italia sta prendendo schiaffi su tutta la linea. Le difficoltà di questo periodo storico si fanno sentire, inutile negarlo, e sono strutturali come economiche, sanitarie come culturali, visto che la musica e le arti sono congelate da diversi mesi nell’assenza di proposte dal vivo.

Ma è forse da queste situazioni che gli artisti riescono a tirare fuori quell’energia e quella capacità unica di sorprenderci con opere di grande carattere. Complice il periodo e l’obbligo di dover limitare all’interno delle quattro mura la propria creatività, molte figure del sottobosco indie italiano hanno mostrato una capacità notevole di adattamento riuscendo a farci pervenire idee, progetti e brani molto più che interessanti. Pochi nomi non bastano a illustrare in modo chiaro il vivace fermento che sta animando la scena, e questo non può far altro che renderci estremamente felici e fiduciosi sul presente e sul futuro di questo movimento.

Andiamo a conoscere alcuni di loro, che potrete ritrovare assieme ad altri esponenti nella consueta playlist dedicata.

 

Iniziamo con il  soprendente Be A Bear, (al secolo Filippo Zironi, bolognese), già piuttosto attivo negli ultimi anni con creazioni e titoli interessanti, tutti rigorosamente creati con l’ausilio di un semplice iPhone coadiuvato dall’utilizzo di rudimentali strumenti casalinghi e, nel caso specifico di ‘My Lullaby’, dalla voce della neonata Bianca, sua figlia. Il lockdown ha portato al buon “orso” l’importante collaborazione di Waxlife proprio sulla traccia sopra citata, che è stata sapientemente rave-mixata con risultati notevoli. Uscito ufficialmente questo 26 marzo per Il Piccio Records, è tutta da ascoltare.

Anche la techno non è stata a guardare: i Synästhesie hanno da poco pubblicato l’ultimo EP ‘Tiny Room’ e ancora più recentemente la splendida ‘The Life You Left Me’ con la quale hanno ribadito l’intenzione di voler diventare il nuovo punto di riferimento italiano del genere, mentre Keira Meier ha sviluppato il suo Podcast ‘2091’ dopo i colpacci messi a segno tra 2018 e 2019 con ‘Breathe In’ e ‘Rise Against Morality’ . Tra i nomi da segnalare c’è senza dubbio quello di Khloro, progetto elettronico solista piemontese nato proprio nel 2020, che nel mood più cupo ed integralista ha saputo tirare fuori una indole accattivante. Una traccia su tutte: ‘Nero’.

Un progetto decisamente diverso ma altrettanto promettente è quello dei P L Z. Duo milanese dal look vinilico, stile gabber anni ’90 regrediti in wrestler messicani, hanno colpito nel segno con gli ultimi lavori che mirano ad unire l’elettropop a testi piuttosto intriganti come nella recente uscita ‘Presi bene’  (con un bel contributo di Treega, altro nome interessante). Un progetto vincente della Scuderia Costello’s Records.

Foto: Chiara Cocchi

Di pasta simile ma con accenti più asciutti e un massivo utilizzo di synth è invece il lavoro degli EXWYFE. Il duo milanese (composto da Emanuele Ferretti e Giacomo Carlone) presentano nell’ ultimo album ‘Butter’ (uscito per la Cane Nero Records) un atipico esempio di ordine nell’apparente caos. Tra chitarre distorte, accenni di rap, innesti di fiati improvvisi e rimandi ‘80s è una scoperta nuova ad ogni ascolto.

Bruno Belissimo rappresenta invece, passateci il termine, un passo avanti nel vintage. Un’eleganza e stile unici da sorseggiare alla prima libera uscita stagionale sulla prima spiaggia a disposizione. Il suo ultimo album Tucker, come i precedenti , è un viaggio funky tropical balearico come raramente se ne possano vivere. Attendiamo con trepidazione fine aprile per l’uscita del suo nuovo album, ricco di feauring come annunciato sui suoi social, e anticipato a febbraio dal video del brano ‘L’Italiano Fantastico’.

 

Decisamente interessati anche Glanko e i Bento. Presi singolarmente è un piacere ascoltare il primo per l’intrigante album ‘Remission’, un concentrato di virtuosismi che spaziano dalla techno ambient al glitch (tra l’altro già ben miscelati nel precedente ‘Osmosi’ nel 2017), ed i secondi per l’ottima capacità di esprimere un sound ricercato e soprattutto caratterizzato da una miriade di cambi di ritmo e stili nella singola traccia. Affiancati, è assolutamente da ascoltare il remix di ‘Moon’ che il primo ha composto per i secondi.

Il 2020 di See Maw è stato decisamente prolifico. Un album intimista (A Luci Spente), tanti singoli associati a tanti ascolti e collaborazioni davvero ben riuscite come quello con gli ISIDE (Maremoto) e con Ceri (Buio Sereno).

Stesso discorso vale per Claudym. L’illustratrice milanese,  con ‘La parte peggiore di me’ e il recentissimo ‘Nightmare’ ha iniziato il suo percorso in lingua italiana con positivi consensi e rosee previsioni future, con la speranza che possa liberarsi dall’inutile marchio di Billie Eilish nostrana.

 

I mantovani Frank Sinutre hanno invece fatto uscire il loro quarto album ‘200.000.000 Steps’. Lavoro ben strutturato, con sonorità elettroniche da manuale e rimandi kraftwerkiani. L’ausilio di strumenti elettronici artigianali uniti a tradizionali vocoder, chitarre e basso portano il suono in territori visionari decisamente godibili. Molto ben fatto il video del singolo a cura di Giovanni Tutti.

Chiudiamo la carrellata con Valentini. La sensibilità e capacità uniche del musicista e producer marchigiano (ma milanese d’adozione) nel creare melodie eteree e malinconiche rappresentano la colonna sonora perfetta di questi tempi. Che la sua ultima ‘When Everything’s Right’ ci accompagni verso l’estate che tutti sogniamo, finalmente radiosa e con tanta grande voglia di splendida musica italiana.

 

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Matteo Cava
Imolese doc, appassionato di scrittura e di suono in tutte le sue forme. Esploratore di musica elettronica dagli anni '90 ad oggi. Ama scovare tracce nascoste.

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