Lunedì 21 Ottobre 2019
Interviste

Intervista agli AnD

Il 13 febbraio scorso Napoli ha accolto Andy Bowen e Dimitri Poumpilis, duo esplosivo noto ai cultori della techno music con l’acronimo AnD. C’è chi a Berlino giura di non aver mai ascoltato nulla di minimamente equiparabile al sound crudo e volutamente spinto degli astri britannici, coccolati da Speedy J e fiori all’occhiello di Electric Deluxe. Manifesto, organizzazione capitanata da Mark Morris, Logotech e Future 16, ha reso possibile questo mistico incontro, conducendo Napoli ad un deraglio sinaptico, frutto dell’inattesa fusione di sconsiderata follia e artistica sublimazione scaturite dall’esibizione. La sala 3 del Duel:beat è stata scossa da un tremito, gli AnD hanno sfoderato un dj set di violenza inaudita, mettendo in luce sinergia ed intesa da spavento. Bpm alle stelle per un racconto lungo una notte, articolato in vinile, un viaggio tra meandri e sottocategorie dell’industrial, esperienza dal tocco fugace, ma profondo. Li abbiamo incontrati per una ricca chiacchierata su temi concernenti carriera, techno e la serata trascorsa alle falde del Vesuvio.

Com’è stato suonare a Napoli per la prima volta? E’ una città con forti radici techno, siete riusciti a percepire la preparazione del pubblico come vi aspettavate?

Ci siamo divertiti tantissimo a Napoli, siamo stati meravigliosamente. Il pubblico è stato totalmente coinvolto dalla musica, aperto a qualsiasi cambiamento di direzione del dj set e questo è un fattore gratificante, molto positivo da riscontrare. Il Duel poi è perfetto per una techno cupa e cavernosa. Speriamo di ritornarci presto!

Parliamo del vostro album su Electric Deluxe: cosa può significare “Cosmic Microwave Background” a questo punto della vostra carriera? Credete possa essere il trampolino di lancio per porre in maniera definitiva sotto i riflettori l’esplosività del vostro duo?

“Cosmic Microwave Background” è il nostro primo vero album, significa davvero moltissimo per noi. L’intento principe era quello di rappresentare noi stessi in qualità di artisti spacca-dancefloor e di dare sfoggio della nostra profonda natura musicale. E’ stato un grande onore essere richiesti da Electric Deluxe, così quando ci si è presentata l’occasione abbiamo subito voluto renderle giustizia. Abbiamo davvero provato a raccontarci musicalmente ed è stato magnifico ricevere la possibilità di sperimentare un progetto di tale portata con nuove attrezzature e nuove tecniche di sviluppo sonoro.

Riguardo voi due: com’è nata quest’alchimia? Raccontateci degli AnD, partiti da Manchester col sacro intento di divulgare techno ovunque nel mondo, come una missione religiosa.

In origine ci siamo incontrati a Manchester, tramite amicizie comuni, ed entrambi avevamo avuto un identico percorso musicale negli 6 mesi precedenti il nostro incontro. In seguito entrambi decidemmo, all’incirca 8 anni fa, di andare in studio e scrivere musica insieme. Beh, da allora abbiamo sempre scritto musica insieme. Non sappiamo esattamente perchè, ma le cose sono andate per il verso giusto dalla prima volta che abbiamo lavorato insieme. Siamo abbastanza diversi l’uno dall’altro, questo potrebbe essere uno dei motivi per cui ci completiamo così bene, come duo abbiamo una perfetta visione d’insieme delle cose, ma ognuno di noi ha un diverso approccio sul come ottenere il risultato o il sound che stiamo cercando di esprimere. Per noi scrivere musica è come meditare, perciò è quello che, cascasse il mondo, facciamo ogni giorno.

Non ho mai ascoltato nulla di simile al vostro dj set, ne sono rimasto davvero impressionato. Avete una mission diversa quando vi esibite in live set? Che punti d’incontro conservate tra le due forme espressive?

Siamo molto felici ti sia piaciuto il nostro dj set, cerchiamo sempre di immettere quanta più energia possibile nei nostri lavori, sia esso un live o un set tradizionale. Per noi è lo stesso, cerchiamo sempre di valicare certi limiti, sia con un’accurata selezione di vinili sia con il giusto utilizzo di ingranaggi analogici. Vogliamo sempre spingerci oltre, altrimenti è tutto inutile.

Cosa cambia, per voi, nel suonare all’Awakenings, o al Berghain, o ad una qualsiasi Boiler Room o al Duel a Napoli? Vi capita di cambiare qualcosa (o anche più di qualcosa) a secondo della folla che avete difronte, dell’atmosfera e delle sensazioni che la dancefloor trasmette? Credete che il tipo di violenza che immettete nei vostri set sia adatto a tutte le tipologie di party?

Qualsiasi tipo di pubblico o di venue rappresenta lo stesso tipo di sfida per noi. Ogni nostra esibizione merita identico tipo di considerazione. Se le persone fanno dei sacrifici per venire a sentirci e spendono i loro soldi per il biglietto d’ingresso, noi saremo sempre lì a suonare sfoggiando il 100% delle nostre abilità per regalar loro un momento da incorniciare.

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L’artista techno che è stato maggiormente d’ispirazione alla vostra carriera?

Beh, ad essere onesti ce n’è più d’uno, ma se parliamo di sincera dedizione alla causa dal primo giorno della sua carriera ad oggi non può non essere Jeff Mills! Nessuno ha fatto più di lui, nessuno ha scandagliato la pura natura della techno più di Mills, una vera fonte d’ispirazione per chiunque abbia dedicato tutto a questo genere.

Siete capaci di fare un dj set spettacolare utilizzando esclusivamente i vinili, costruendo una perfetta idea di sound senza utilizzare machines né giocattoli simili. Non credete questo vi ponga nel ristretto circolo dei santoni della techno o credete di avere bisogno di ulteriore tempo ed esperienza per dimostrarlo?

Abbiamo ancora molta strada da fare! Suoniamo sempre con vinili e i componiamo i nostri live set sempre con hardware, ma per noi questo è naturale, non è così importante come un artista esprima se stesso, può usare l’attrezzatura che preferisce per esibirsi e interagire con la musica nella maniera a lui congeniale.

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