Lunedì 09 Dicembre 2019
Interviste

Tiptop Audio, la label analogica modulare

Localizzata nella Silicon Valley, in California, Tiptop Audio è un’azienda che si occupa di sintetizzatori modulari, affascinante mondo che negli ultimi anni viene riscoperto da una fascia sempre più ampia di musicisti e produttori, non solo legati al mondo elettronico. Su suggerimento del compositore italiano Piero Fragola (nei We Love insieme a Giorgia Angiuli, approdati sulla BPitch Control di Ellen Allien, ed ora impegnato nel progetto Angle con Thomas Pizzinga), la Tiptop Audio vara la Tiptop Audio Records che veicola brani realizzati per l’appunto con l’utilizzo di sintetizzatori modulari. Approfondiamo il discorso proprio con Fragola, a cui è stata affidata la direzione della debuttante label.

Come, dove e con che fini nasce Tiptop Audio?
Tutto inizia alla fine del 2009, quando Gur Milstein comincia a costruire i primi moduli della Tiptop Audio nel suo laboratorio ad Hollywood, in California. A sei anni di distanza alcuni dei migliori musicisti elettronici del mondo sintetizzano i loro suoni e compongono con i nostri strumenti. Parte del sogno si è già avverato.

Tra i prodotti della Tiptop Audio ci sono diversi emulatori di strumenti iconici come Roland TR-909 e TR-808. Come mai, nonostante i trenta (e passa) anni, si finisce irrimediabilmente col clonare il passato e non tentare di imporre nuovi standard per il futuro? Involuzione che ha preso posto dell’evoluzione?
Certi suoni con caratteristiche timbriche solide hanno creato degli standard senza tempo, alla stregua di strumenti classici come pianoforte, chitarra o violino. Volevamo avere la possibilità di usare quelle sonorità generate da uno strumento affidabile e qualitativamente performante. I moduli delle drum uniti alle altre voci del sistema consentono di lavorare alla creazione del proprio setup con un unico strumento, anche per le performance live.

Perché ora, dopo anni di costante espansione del digitale e virtualizzazione degli strumenti, si registra un ritorno al “fisico”? Semplice moda o qualcosa in più?
Il mercato discografico era arrivato ad un punto di saturazione a causa delle infinite produzioni realizzate con l’uso di plugin e loop preconfezionati. Ciò remava a discapito della qualità sonora e della ricerca di un setup personale che possa identificare l’artista anche da un punto di vista timbrico. I sintetizzatori modulari rappresentano la possibilità di costruire il proprio suono, dalla radice della sintesi sonora fino alle concatenazioni più complesse di elementi che interagiscono gli uni con gli altri. Il suono è “vivo”, i loop non si ripetono mai uguali a se stessi ma si modulano nel tempo. L’approccio alla macchina è fisico, le connessioni sono visibili e non occultate da un display, i cavi connettono i moduli fra di loro nella costruzione di una “patch” personale che non ha nulla a che vedere con un preset. Spesso una combinazione fortuita può essere quella vincente, il rapporto di interazione è biunivoco uomo macchina – macchina uomo. La fisicità con cui il musicista approccia allo strumento muta, l’interfaccia del modulare lo riavvicina ad un contatto classico verso lo strumento fisico, sia esso un cordofono, fiato o altro.

Chi è il tipico cliente della Tiptop Audio? Un professionista o un semplice appassionato?
Direi entrambi, anche se spesso ci si avvicina a questi sistemi solo dopo aver testato le macchine “entry level”.

Quali sono i pregi essenziali di un synth modulare? E i difetti (o complicazioni tecniche) che ne possono derivare?
I pregi sono la qualità del suono, la fisicità, la versatilità, l’effetto sorpresa, la non replicabilità tramite software. Difetto inevitabile è la non facile riproducibilità di un suono riscrivendo una patch. Tessere la trama dei cavi non è come richiamare un preset.

Quest’anno Tiptop Audio diventa anche un’etichetta discografica: su quale concept nasce?
Tiptop Audio Records è la nostra prova d’amore verso i sintetizzatori, con uno sguardo al futuro. Molti musicisti contemporanei stanno usando i nuovi sistemi modulari nei loro setup, sia in studio che durante le performance live, con risultati a dir poco sorprendenti. Vorremmo che Tiptop Audio Records diventi un punto di incontro per tutti questi produttori. La label inoltre non è solo un contenitore di progetti audio ma anche grafici e video. La cover della prima uscita è stata disegnata dall’artista Matteo Giampaglia mentre il teaser promozionale è un’operazione artistica che “texturizza” in chiave inedita i sintetizzatori modulari. Nel contempo stiamo realizzando diversi videoclip per i brani della compilation grazie alla collaborazione con artisti di settore che hanno supportato l’uscita.

La prima pubblicazione ha una connotazione quasi integralmente Techno. Contate di esplorare altri territori stilistici in futuro?
L’attitudine della label è prevalentemente Dance. Come prima facevi notare, fra i prodotti della Tiptop Audio spiccano i moduli drum e il nuovo sequencer Circadian Rhythms, molto usati dai produttori Dance-oriented, ma nonostante ciò le porte non sono chiuse a musicisti di altri generi, proprio come avvenuto nella prima uscita.

La voglia di realizzare un doppio 12″ (che comunque non esclude la pubblicazione in formato digitale) è legata all’esigenza di ritrovare una dimensione “umana” e tattile in un mondo che va delineandosi sempre più come “liquido” ed incorporeo?
Se i synth modulari rappresentano la possibilità fisica di elaborazione sonora, il vinile ne rappresenta la materializzazione finale. Vogliamo preservare la dimensione umana e tattile di cui parli. Allo stesso tempo molti DJ o appassionati di settore prediligono il supporto digitale, non volevamo escludere nessuno.

Quali artisti ambiresti ad avere su Tiptop Audio Records?
Siamo già in contatto con alcuni per la seconda uscita ma preferiamo non svelare nulla al momento tranne uno che, entusiasta della collaborazione, si è già auto-annunciato, Florian Meindl. Ci piace l’idea di un carnet di artisti che spazi dai più conosciuti agli emergenti, ciò che ci interessa in primis è la buona musica.

http://www.tiptopaudio.com/
http://www.tiptoprec.com/

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Scrivo di musica elettronica dal 1996, colleziono dischi (ovviamente), fumetti di vario genere ed altre stramberie (robot, manifesti circensi, abiti e memorabilia Energie, sneaker SPX). Ho scritto tre libri sulla musica e DJ culture degli anni Novanta, uno sull'International Deejay Gigolo Records ed ho fatto tante altre cose che puoi scoprire in rete e non solo.

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