Lunedì 17 Giugno 2019
Interviste, News

Le interviste degli Mtv Digital Days: Spada

Agli Mtv Digital Days, lo scorso 12 e 13 settembre, ho incontrato gli artisti selezionati per il premio New Generation Electro, artisti che si sono poi esibiti in apertura delle Electro Night alla Venaria Reale. Su DJ Mag n.44, in edicola a ottobre, troverete un ampio report del festival; qui sul sito, invece, le interviste in versione integrale.
Oggi è il turno di Spada, produttore e dj che si è inserito nel filone di quella house soffusa e melodica che, ultimamente, spesso sentiamo anche nelle programmazioni radiofoniche e in classifica.

Questa è la tua prima intervista con DJ Mag. Raccontami di te, cosa stai producendo e qual è il tuo suono?
Ciao, sì questa è la mia prima volta con voi e ne sono molto contento. Il mio sound è deephouse, con contaminazioni chill out e country, uso spesso suoni di chitarra. Le classiche “chitarrine” che si sentono in diversi dischi usciti di recente. Riguardo alle produzioni, il mio ultimo pezzo si intitola “Feels like home” ed è andato molto bene. Si tratta della versione cantata di una strumentale precedentemente uscita con il titolo di “Red velvet dress” su etichetta Hysterical, ora stiamo chiudendo licenze in vari Paesi con Sony, Warner e altre grosse realtà discografiche, sta diventando un successo. Nel frattempo sto lavorando a nuove produzioni e remix: nel mio prossimo brano ci sarà Elen Levon, una cantante australiana piuttosto popolare anche da noi. Sono contento del pezzo perché il mio lato “chill” sposa la sua energia.

Da dove sei partito e come sei arrivato ad avere il tuo sound?
Ci è voluta pazienza e tanto lavoro, sia per arrivare a saper produrre in modo competitivo, sia perché in Italia questo non è il genere che va per la maggiore. Inizialmente ero più orientato alla techno, poi attraverso diversi ascolti sono arrivato al suono che mi piace produrre e suonare ora. Gli artisti francesi mi hanno molto influenzato in questo, dai Daft Punk a Vitalic e ad Agoria, fino a Laurent Garnier, che ha suonato diverse mie tracce e mi ha definito “spadalicious”. La mia musica nel tempo è scesa nei bpm, ma questo è anche una conseguenza dell’epoca stiamo vivendo, sta tornando il suono deep dopo anni esagerati in quanto a violenza e tempi veloci.

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Mi parli di questa tua componente, come la definisci tu, “country” e “chill”?
In realtà “chill” è una parola che uso in modo improprio, perché voglio indicare artisti come Apparat e Flying Lotus, che non sono propriamente affiliati a quello stile. E’ il lato più sperimentale della musica che amo, downtempo, un certo tipo di beat più lenti della house, ma non vicini all’hip hop, piuttosto con una forte presenza melodica. Anche in certe mie produzioni mi sono spinto in quei territori, la melodia per me è fondamentale, anche con la cassa dritta. Il lato “country”, invece – anche qui uso un termine improprio – è quella parte pop acustica di chitarre che ti dicevo prima, e che spesso ricorre nei miei pezzi proprio per la sua caratteristica melodica.

Sei prima un dj o un producer?
Prima produttore, mi piacevano le canzoni e volevo provarci anch’io, ho sentito l’esigenza di mettermi davanti al computer a produrre musica. Poi, a catena, sono arrivate le richieste per i dj set, quando i miei primi pezzi hanno iniziato a circolare.

Cosa ti piace suonare quando sei in consolle?
Nel periodo “di formazione” proponevo dei live digitali con Ableton Live, alcuni synth, un Mininova, un Launchpad, e macchine varie; poi mi sono stufato e ho voluto fare il dj, anche per questioni di praticità e fantasia. Mi piaae poter suonare una traccia che mi viene in mente mentre sto suonando, che penso sarebbe perfetta in quel momento e in quel contesto, e poterlo fare.

Quali artisti ti piacciono, oltre alle ispirazioni che mi hai citato prima?
Klingdale, Wunkelmat, sono gli artisti che preferisco. Anche Robin Schulz è uno dei miei prediletti. Quando ho sentito le sue produzioni, ho capito che quella era la mia via. Sono un fan di James Holden ma ultimamente le melodie mi sono accorto che le sue melodie sono rimaste nel cuore, macule tipo di musica non ha attecchito, forse perché passato il momento non è rimasto molto. Tornerà, spero. Mi piacerebbe produrre cose in quello stile. Spero di fare di tutto. Tranne la drum’n’bass.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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