Martedì 28 Gennaio 2020
Costume e Società

Jackmaster si confessa: “è stata tutta colpa mia”

In una lunga intervista a Vice UK, Jack Revill si assume molte responsabilità e racconta i suoi trascorsi con le droghe, il caso di molestie che l'ha messo all'angolo, la volontà di rimettersi in piedi

Nell’ultimo anno e mezzo, la carriera di Jackmaster ha subìto una frenata brusca. Molto brusca. Un’inchiodata. Perché dalla primavera 2018, quando scoppiò il caso delle molestie ai danni di alcune componenti del Love Saves The Day Festival, a Bristol (UK), il dj scozzese ha visto chiudersi diverse porte davanti a sè. Piccolo riassunto: Jackmaster tra il 2014 e il 2018 è in fortissima ascesa. È un dj bravo, capace, divertente, ha un ottimo profilo pubblico, è un bel personaggio, ed è anche un party boy a cui di tanto in tanto piace esagerare. Nell’ambiente la cosa è risaputa ma fa parte del gioco. Solo che a un certo punto la situazione gli sfugge di mano, e nel backstage di Love Saves The Day succede di tutto: Jackmaster è in botta da GHB, una droga molto diffusa tra i clubber che toglie parecchie inibizioni, e perde la testa. Tenta di baciare le ragazze dello staff del festival, e ne ferisce una ad un braccio. La leggenda vuole che abbia anche evacuato – per usare un termine elegante – in un bollitore nei camerini, eccesso smentito dall’artista nonostante la viralità raggiunta dalla curiosa vicenda. Il fatto viene alla luce, in tempi di #MeToo il dj viene giustamente messo in croce. Lui si scusa, ma la frittata è fatta. Jack Revill viene bollato con il marchio dell’infamia. Dal canto suo, capisce che è il momento di affrontare i propri problemi, perché essere un party boy è una figata, ma spingersi troppo in là diventa una complicazione per vita e carriera. Sparisce. Niente serate, niente di niente. Riemerge di tanto sui social per scusarsi e parlare dei suoi problemi. Appaiono sporadiche date sue ma senza un tour vero e proprio, meno del minimo sindacale per uno che era lanciatissimo verso lo stardom. E arriviamo a oggi, dicembre 2019.

 

Jackmaster si confessa e in una lunga intervista con il sito inglese di Vice ammette che “è stata colpa mia”. Un’ammissione placida e scioccante:il mio abuso di droghe era qualosa che mi andava bene, finché facevo del male a me stesso, e perfino quando sono finito in coma e ho messo mio fratello, la mia famiglia e i miei amici nella condizione di vedermi vicino alla morte. Ma nel momento in cui ho ferito altre persone, queste donne, è diventato molto difficile riconciliarmi con me stesso. Revill si riferrisce ovviamente alla violenza ai danni del team di Love Saves The Day, ma soprattutto a un episodio che diventa centrale nella sua confessione.

Per festeggiare il suo 30esimo compleanno, Jackmaster diede una festa a Glasgow (la sua città) con migliaia di persone, ed era così fatto che collassò entrando in coma, fu necessaria un’ambulanza e il tutto sotto gli occhi di suo fratello minore, evidentemente sotto shock. E qui afferma: “è stata tutta colpa mia. Ho scelto di potare la bottiglietta di GHB alle labbra e di bere”. Parole pesanti. Importanti. Perché da questo mea culpa, e dal casino di Love Saves The Day, Jackmaster ha deciso di tirare il freno a mano, fermarsi, riflettere, rimettersi in forma, mollare droghe e alcool, e cercare di raccontare tutto questo in pubblico in modo oculato, con poche ma coerenti uscite. Jack Revill è uno che ama divertirsi. Un aspetto di sè che ha preso il sopravvento. Ma fortunatamente, siamo all’alba del 2020, di certi problemi si può parlare, si deve parlare, e gli fa onore aver riflettuto su di sè a ver scelto una strada diversa da quella dell’auto-distruzione incondizionata. Gli auguriamo il meglio. Intanto, è un bell’esempio il suo, che a comportamenti gravi, pessimi, ha deciso di porre un freno, con delle scuse, con il proposito di cambiare.

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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