Sabato 14 Dicembre 2019
Festival

Jazz:Re:Found Festival 2017: Never hype, ever ahead!

Decimo anniversario per Jazz:Re:Found. Il festival torna a Torino dal 29 novembre al 3 dicembre

In un mondo sempre più dominato da produzioni su larga scala, investimenti importanti, ritmi serrati e talvolta isterici, crescere il proprio “piccolo” progetto un passo alla volta può sembrare mera utopia. Le nicchie che cercano con cura, dedizione e pazienza di trovare solidità e consistenza nei contenuti vengono spesso annientate dai capricci di un business frenetico e incomprensibile. Jazz:Re:Found appare una gradita eccezione, la storia di un festival nato nella provincia, più precisamente quella di Vercelli, per poi sbarcare a Torino con un balzo tutt’altro che semplice da affrontare. Se infatti è vero che una città più grande può offrire migliori soluzioni logistiche, maggior afflusso e location uniche nel suo genere è vero anche che Torino è il luogo di realtà consolidate che da anni segnano le proprie traiettorie senza fare sconti.

Com’è possibile quindi che Jazz:Re:Found sia arrivato a spegnere le dieci candeline? E’ lo stesso claim del festival a rivelarlo: “Never Hype, Ever Ahead”. Seguire il proprio percorso, le evoluzioni stilistiche realmente interessanti, rifuggire tutto ciò che è hype e presenzialismo. Con questa formula il decennale del festival prenderà vita dal 29 novembre al 3 dicembre con una line up solida, coerente e molto distante dalla raccolta di figurine che è diventata il trend degli ultimi anni. Si comincia con due preview, la prima venerdì 20 ottobre a Milano con gli Azymuth, veterani del jazz funk brasiliano, la seconda il 25 novembre con Thundercat, bassista californiano che assieme ai suoi compagni della Brainfeeder sta conquistando il mondo a suon di slap e riff insidiosissimi.

Il festival vero e proprio sarà inaugurato invece da Cory Henry & The Funk Apostles, ensemble in cui spicca il prodigio di Brooklyn capace di esibirsi allo storico Apollo Theatre di New York quando aveva solo sei anni, oggi astro in ascesa della scena jazz/gospel made in USA. Giovedì si torna in Italia, almeno parzialmente, con i Napoli Centrale capitanati dall’eclettico sassofonista James Senese a testimoniare che anche da queste parti negli anni d’oro qualcosa di musicalmente interessante lo si è detto e fatto. A seguire Bradley Zero, la cui crescita costante lo rende uno dei più papabili headliner del futuro nell’immaginario della club culture internazionale.

Venerdì sarà tempo di sondare territori ricchi di groove con il progetto tutto italiano Capofortuna, spazio alle sperimentazioni di Jameszoo (quest’anno mattatore indiscusso ai Worldwide Awards di Londra), shuffling time di altissimo spessore con il belga Lefto, oramai onnipresente alla corte di Gilles Peterson e assieme ai suoi amici BADBADNOTGOOD. Chiuderanno in grande stile Roni Size con lo speciale show ventennale di ‘New Forms’ e Mr. Metalheadz Goldie, evento davvero raro. Sabato i live di Casino Royale (si vocifera di importanti sorprese), il francese Chassol, pianista e compositore di spessore e Moses Boyd, chiacchieratissimo batterista che si affiancherà ai suoi fidati Exodus. Chi cerca le risposte nel dancefloor le troverà nelle astrazioni di Indian Wells, nel partymood di Peggy Gou e nelle sfumature di groove toccate rispettivamente da Motor City Drum Ensemble, Nicky Siano e Tama Sumo. Un immaginario suggestivo quello che è stato pensato per questo importante anniversario, uno stimolo alla riflessione sul contenuto e sul contenitore per capire quale sia il modello di festival economicamente sostenibile e culturalmente utile che potrebbe traghettarci fuori da un periodo musicalmente di (pochi) alti e (molti) bassi.

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