• LUNEDì 15 AGOSTO 2022
Clubbing, News

Cosa abbiamo imparato da Joseph Capriati & Friends e dalla Napoli techno

Sabato 28 maggio è andato in scena allo stadio Diego Armando Maradona un evento unico: dodici ore di techno e house, con i dj protagonisti sul palco e la partnership attiva di UNICEF

Foto: We Are Factory

“Sono sicuro di poter dire che in questo quartetto ci sono tre generazioni di musica “Tech-Napoli” partendo da Gaetano Parisio, che rappresenta sicuramente il capostipite, poi nel mezzo ci sono io ed infine Luigi Madonna e Roberto Capuano che rappresentano la generazione seguente alla mia. Tra l’altro la cosa che ci accomuna sta nell’aver avuto il piacere e la possibilità di produrre alcuni dei miei primi lavori sulle etichette di Gaetano Conform Records e Southsoul aprendo poi a mia volta le porte a Luigi e Roberto producendo alcuni dei loro primi lavori sulla mia etichetta AnalyticTrail”. La considerazione di Markantonio, storico dj della scena partenopea, fotografa benissimo una situazione particolarissima, riassumibile in due parole: Techno, Napoli.

Sabato 28 maggio è andato in scena allo stadio Diego Armando Maradona un evento unico, qualcosa che a Napoli non si era mai visto ma che in generale, in Italia, sembra fantascienza: dodici ore con i dj protagonisti sul palco, la partnership attiva e collaborativa di una realtà come UNICEF, e un contesto allo stesso tempo sacro e nazional-popolare come lo stadio, tempio del calcio italiano e luogo molto, molto “sentito” dalla popolazione della città. Joseph Capriati, con coraggio e ambizione, è riuscito a prendere uno spazio finora riservato al rito del weekend calcistico e ai pochi fortunati del pop che si possono permettere lo stadio. Lo ha fatto con forza di volontà, con occhio lungo e avanguardista, con una squadra preparata che ha gestito in pochissimi mesi qualcosa che covava sotto le braci da ben prima del blocco da Covid (se ne parlava da quattro anni!) riuscendo ad avere dalla sua anche il patrocinio delle istituzioni; Comune, Regione, quegli enti che spesso per primi sono miopi di fronte alla musica elettronica e alla club culture.

Abbiamo molto da imparare da un evento del genere, per come è andata, per il calore del pubblico, per una line up che ha messo insieme personaggi di livello internazionale: Dubfire, Cassy, i sempre più lanciati Agents Of Time che da Bari stanno conquistando il mondo, e certamente hanno fatto innamorare The Weeknd; nomi consolidati come quello di Silvie Loto, ormai una certezza delle consolle che contano; leggende come Dj Ralf; newcomer importanti e promesse già mantenute come GNMR; personaggi assolutamente trasversali come Clementino. Su tutti, ovviamente, Joseph Capriati, headliner e protagonsita assoluto fino a chiusura, grande mattatore della giornata, capace di invitare sul palco il Pocho Lavezzi, accolto con un’ovazione esagerata, e Jana Maradona e Diego Armando Maradona Junior, due presenze assolutamente significative in un giorno così.

Foto: We Are Factory

Ma tornando alle due parole che abbiamo citato all’inizio, Techno e Napoli, non possiamo fare a meno di approfondire il discorso di un set emblematico, quello di Gaetano Parisio, Luigi Madonna, Markantonio e Roberto Capuano, quattro teste di serie della techno napoletana, che si sono esibiti in un “b4b”, un back to back a otto mani, evento più unico che raro e importantissima, significativa ciliegina sulla torta di un evento che ha messo davvero al centro la techno, la cultura dei club e la musica dei dj, e in questo senso dare spazio e omaggiare in maniera così ampia la mitica “scuola napoletana” è davvero un momento da sottolineare, insieme al poker d’assi salito in consolle.

Gaetano Parisio ci confida che “è sicuramente una cosa speciale che non so quanti dj abbiano avuto la fortuna di vivere, specialmente se accade nella tua città natale. Di questo voglio ringraziare Joseph che ha reso tutto questo possibile. Grazie alla sua popolarità e capacità comunicativa è riuscito a fare qualcosa mai fatto prima coinvolgendo grandi istituzioni. Mi piace pensare che ci saranno anche persone che normalmente non vediamo nei club e festival. È una serata che ha in sé un messaggio importante, per molteplici aspetti”, mentre Luigi Madonna incalza: “dire che sono emozionato è poco, solo a pensarci mi vengo i brividi! Dare il nostro contributo, esprimere la nostra musica nello stadio che ha regalato tantissime emozioni alla nostra città (ormai una mecca, potrei dire) ha un valore inestimabile, è stato qualcosa di unico che porterò per sempre dentro di me!”.

Ed è stato speciale proprio perché per più di un’ora al centro del palco è andata in scena una ezione di quella che viene in tutto il mondo riconosciuta come la scuola napoletana, uno stile e un’idea di techno che nel tempo, a partire dagli anni ’90, hanno inciso profondamente sul genere con connotati propri e originali, unici. Un termine entrato di diritto nella storia della techno e della sua cultura. È Roberto Capuano a prendere la parola: “Scuola Napoletana, musicalmente parlando, per me rappresenta un sound unico nel suo genere dove il groove fa da protagonista. È “scuola” perché il nostro filone ci è stato tramandato dalle varie generazioni di dj e producer delle nostra scena che non hanno mai avuto paura di condividere con gli altri esperienze ed idee”. Per Parisio si tratta di “una bellissima favola che con il passare degli anni ha saputo continuare ad auto alimentarsi. Il messaggio lanciato tanti anni fa è stato raccolto alla grande dalle nuove generazioni di dj e producer. Ad un ragazzo di 18 anni più che spiegare la storia ne svelerei le basi del successo. Da soli si possono fare cose eccezionali ma la storia si scrive quando piu artisti hanno una visione comune e decidono di percorrere assieme un percorso ispirati da motivazioni sane e non legate al successo commerciale  o dal danaro in generale”. Markantonio puntualizza: “la “Techno Napoli” è nata come un movimento in una città che è sempre stata culla di grandi movimenti artistici. I club erano davvero underground e si incontravano nel 90% dei casi sempre le stesse persone, in queste occasioni ci siamo conosciuti ad esempio con Gaetano, Rino Cerrone, Marco Carola… Potrei racchiudere questo concetto in una parola: condivisione!”.

Foto: We Are Factory

Una storia che si è fatta mito ma che prosegue, e la perfetta chiusura di tutti questi ricordi è nella visione che oggi questi artisti così significativi hanno nel collocare la città nello scenario techno internazionale. “Napoli è una realtà che ha creato un suo movimento ed ha partorito alcuni dei migliori dj/producer al mondo. Credo che sia tanto rispettata nella scena e non abbia niente di meno in confronto alle altre realtà considerate tra le numero uno al mondo” non ha dubbi Roberto Capuano. Meno ottimista Luigi Madonna che però guarda al futuro: “Ad oggi rimane di tutto rispetto ma dopo questa pandemia vedo tanta confusione onestamente, c’è un cambio radicale e generazionale, sarà importante educare la nuova generazione al clubbing e alla musica elettronica. Sarebbe importante e bello vedere la nuova generazione approcciare la musica nel suo valore stesso, di viverla, di sentirla dentro e non per altri motivi”.

In chiusura di questa vivace chiacchierata, è Gaetano Parisio a puntualizzare come Napoli e la Techno siano indissolubilmente legate: “sicuramente è stato messo un punto sul mappamondo della scena techno mondiale da ormai quasi tre decenni. È un fatto consolidato e chi vive nella scena techno sa perfettamente cosa rappresenti Napoli in questo ambito”.

Tirando le somme, abbiamo imparato tanto da Joseph Capriati & Friends: abbiamo imparato che si può fare. Si può portare la club culture negli stadi, si può avere lo statement di portare partner istituzionale di alto livello, si possono mettere insieme line up di qualità e composte di storie importanti, di amici, di legami nati nel tempo. Si può fare, in modo diverso, guardando certo il mercato ma anche il cuore. Che è la cosa più bella, e forse, difficile. Ma si può fare.

 

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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