Martedì 10 Dicembre 2019
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Joseph Capriati riapre il dibattito: vinile o digitale?

Joseph Capriati si è espresso sull'eterna questione dopo il suo recente set di 25 ore a Miami

L’ascesa di Joseph Capriati nel panorama internazionale non sembra destinata a conoscere soste. Il dj napoletano ha aggiunto un altro personale record al suo sempre più ricco curriculum e questa volta lo ha fatto con un set  lungo 25 ore, proposto a Miami e più precisamente nella cornice del noto Heart Nightclub. Un’occasione per celebrare assieme a fan provenienti da tutto il mondo una carriera in costante evoluzione ma anche per riaprire il famigerato dibattito tra analogico e digitale. Capriati infatti a seguito della lunga esibizione ha dichiarato:

“Non si tratta solo del software. Io non uso il sync, utilizzo sempre il pitch control ma qualsiasi cosa voglia fare la gente oggi può farlo. Non dovreste soffermarvi su cosa si sceglie tra vinili, cdj o Traktor. Anche io per esempio ho utilizzato i vinili e i cd in passato. Oggi utilizzo Traktor e credo che il grande vantaggio sia vedere quali tracce si sono già suonate. Questo sistema mi aiuta moltissimo nelle mie maratone in console, così non ripeto mai i dischi già proposti”.

L’artista italiano incalza entrando nel dettaglio di questa sua scelta:

“Seleziono moltissima musica ogni settimana tra i promo e le demo, principalmente techno, che mi arrivano. Qui ho selezionato materiale ricco di groove tra house e tech-house in modo da avere ampia scelta e scovare quei dischi che non avevo mai suonato prima. Ho anche preparato una cartella per le occasioni speciali, composta principalmente da produzioni degli artisti della scena minimal rumena ed ha funzionato perfettamente nella prima parte della serata tra le sei e le sette di pomeriggio”.

Ancora una volta dunque questo dibattito, che si trascina oramai da oltre un decennio, pare non aver esaurito la capacità di generare interesse, considerazioni e discussioni spesso molto accese. In questo quadro Capriati assume una posizione moderata, tipica di chi si sofferma più sul risultato che sugli strumenti utilizzati per ottenerlo. Un ruolo di mezzo tra chi ancora oggi sostiene la necessità di autenticità, garantita dal vinile sia a livello tecnico che in termini di presunta qualità del suono, e chi invece si concentra sulle possibilità offerte dal digitale nel tentativo di innovare e personalizzare i propri set grazie alle soluzioni offerte da una sempre più ricca offerta tecnologica. Come spesso accade ognuna delle due fazioni porta in dote argomentazioni condivisibili ed estremismi francamente trascurabili. La speranza è che in questo contesto qualcuno si ricordi di sottolineare che sarebbe importante discutere anche e soprattutto di cosa si propone durante i propri dj set e non solo del come.

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