• MERCOLEDì 05 OTTOBRE 2022
Festival

Jova Beach Party 2022 è partito. Con musica da tutto il mondo, più di 60 dj, e un mondo magico

Il tour dell'estate è partito: oltre 150 guest da tutto il mondo, 60 dj, e naturalmente un grandissimo protagonista

Tutte le foto: Maikid

È partito da Lignano Sabbiadoro, esattamente come nel 2019, il Jova Beach Party, edizione 2022, o Jova Beach Party 2 per rispettare la dicitura da sequel cinematografico che sarebbe quella ufficiale. Un weekend intenso, con 60mila spettatori per le prime due date, presenti fin in massa fin dall’apertura dei cancelli, per giornate che sono molto più di un concerto. D’altronde, l’intenzione è proprio quella di offrire al pubblico qualcosa che vada oltre la liturgia del concertone estivo da stadio, che detta così fa sembrare banali i concerti da stadio, quando in realtà, se ci fermiamo un attimo a pensarci, i concerti da stadio sono una macchina organizzativa immensa, e lo standard del grande evento legato alla musica, a livello internazionale. Quando sei un top player, fai gli stadi. Vale per il pop e vale per la dance, se pensiamo a Tiësto o a David Guetta che negli anni sono stati capaci di portare la musica da club in luoghi così grandi e carici di immaginario.

Ma Jovanotti a un certo punto ha deciso di rovesciare il tavolo e di portare la musica, e un grande, enorme pubblico, oltre gli standard. Di realizzare un concetto che nella sua apparente semplicità sembra quasi banale: musica, festa in spiaggia, mare, estate, estate italiana. Eppure, non è così semplice. O meglio, non è semplice passare dal pensiero ai fatti, e portare in scena una festa in spiaggia “alla Jova”. Perché dopo l’esperienza del 2019, e dopo il weekend di debutto di questa seconda edizione, possiamo dire senza dubbi di smentita che Jova Beach Party è un’idea di intrattenimento che porta su un altro livello l’idea stessa di concerto, e costringe inevitabilmente tutti gli altri a inseguire, anzi, a guardare con le braccia conserte mentre qui va in scena qualcosa di assolutamente inedito e fuori scala.

 

Jova Beach Party è sicuramente uno spettacolo unico, ma vale la pena soffermarci anche sullo sforzo produttivo esagerato che comporta uno show come questo. Che di fatto, è un festival tra i più grandi in Italia per numeri e dimensioni. Tre stage, il Kontiki dedicato ai live pomeridiani; lo SBAM! Stage dedicato ai dj e il main stage che a sua volta è attivo dal pomeriggio. Il tutto intervallato da video e interventi di illustri personaggi del mondo della cultura, dello sport, dell’arte, della società italiana. I truck food curati da Filippo Polidori (personaggio illuminato e illuminante) scelti tra le eccellenze del cibo di strada, con prodotti artigianali, biologici, di alta qualità. Un aspetto secondario per molti, non per Lorenzo Jovanotti che vuole rendere le giornate in spiaggia delle esperienze indimenticabili su tutta la linea. E a girare per gli stand, va detto che rispetto al 2019 anche questa parte dell’organizzazione ha cambiato marcia: code quasi sempre snelle, personale preparato e reattivo, e poi tanta, tanta acqua distribuita gratis al pubblico. Acqua che – ci duole davvero dirlo – in tanti, troppi eventi viene fatta pagare come un bene di lusso, quando dovrebbe essere un diritto fondamentale. E poi, sacchetti per la raccolta dei rifiuti ovunque, lungo tutto lo spazio del concerto. 

Ma ovviamente, molti di voi sono qui per sapere del lato artistico del Jova Beach. Eccovi accontentati. Va sottolineata all’infinito la qualità di una line up che non solo è di enorme valore, ma è anche coraggiosa, sghemba, avventurosa, lontana dai sentieri battuti. 150 artisti in 21 date, 60 dj che vanno da superstar come Benny Benassi e DJ Ralf ad outsider intriganti come Lorenzo BITW e Filo Q, da Matisa a Tommy Vee passando per Dubfiles (Paolo Baldini) ad Afrotronix, Nickodemus, Riva Starr e moltissimi altri. Idem per cantanti e band, basti citare il variegato universo musicale andato in scena nelle prime due date: Amadou & Mariam, AcidoPantera, Montparnasse Musique, Flavia Coelho, Sibode, Michelle David and The True Tones, Boombdabash, Sangiovanni, Max Pezzali, e un Gianni Morandi inesauribile (presente sia sabato sia domenica).

 

E i dj? Le giornate si aprono con i set di Fresco, perfetti per far acclimatare il pubblico, e poi in questo primo weekend abbiamo ascoltato Ackeejuice Rockers, i “resident djs” del tour, su SBAM! Stage e sul main, con la loro inimitabile carica; Sibode, Albert Marzinotto e Tommy Vee il sabato, con un calore esagerato da parte del pubblico (cori “se non metti l’ultimo…” alle cinque del pomeriggio); Nickodemus e Dubfiles, con il suo strepitoso set dub, la domenica. Benny Benassi è stato poi protagonista del set sul mainstage in apertura del live show di Jovanotti, con una chicca come la versione 2022 di ‘Satisfaction’ in collaborazione con David Guetta (pubblico in visibilio, inutile dirlo). Oltre, naturalmente, a Jova versione dj, mattatore incontenibile in tre ore e mezza di show dove il concerto con la band si mixa senza soluzione di continuità ai momenti in consolle, dove vale tutto in nome del party: Avicii e i Chemical Brothers, Fisher e Martin Garrix, i remix di Franco Battiato e le hit anni ’90, il revival ’70 e Major Lazer, i beat house e techno. E funziona. Funziona perché il maestro di cerimonie è uno che mestiere rompe le barriere, e fa diventare credibile e divertente una scaletta che è il riflesso di un sentimento, quello dell’estate, della presa bene collettiva, della volontà di prendere tutti per mano e portarli dentro un mondo magico, quello che esiste tra le due del pomeriggio e la mezzanotte sulle spiagge italiane in tuti i weekend di luglio e agosto. Il Jova Beach Party.

Lorenzo ha plasmato un mondo in cui i successi di 35 anni di carriera si mixano allegramente con un medley di hit di Max Pezzali o con una jam con Sangiovanni e Gianni Morandi; in cui AcidoPantera sono protagonisti quanto Amadou & Mariam e quanto Flavia Coelho, ciascuno con la propria poetica e tutti dentro quel fil rouge che solo Jovanotti sa tenere insieme con coerenza. Potremmo stare qui ore a incensare il lavoro esagerato dietro questo tour e il successo e l’amore del pubblico, ma anche di colleghi, addetti ai lavori, maestranze verso la visione illuminata di questo artista. I giornali e i TG nel weekend lo hanno palesato chiaramente. Ma visto che questa è una testata di settore, di musica, di dj e di clubbing, ci permettiamo di chiudere sottolineando ancora una volta un aspetto fondamentale. Jovanotti poteva benissimo starsene “comodo” negli stadi. Ha scelto una via molto più complicata. Ha scelto di usare il suo megafono comunicativo e i suoi spazi per portare in Italia, davanti a un pubblico pop, artisti straordinari, di nicchia, ricercati, laterali, alternativi. Con una cura per la qualità e la diversità musicale che, così a memoria, è raro trovare nei festival. Figuriamoci a quello che dovrebbe essere un concerto di un cantante. E questo è un valore inestimabile per stimolare la curiosità e la cultura nel pubblico. Mentre lo si fa ballare e divertire. E questo non ha prezzo.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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