Mercoledì 20 Novembre 2019
Festival

Jovanotti ha portato in spiaggia i dj, il concerto, Avicii, Underworld, Daft Punk

Jova Beach Party è partito ieri da Lignano Sabbiadoro: 45mila spettatori, molti ospiti, un allestimento mai visto prima e uno show a metà tra dj set e concerto

Foto: Instagram @lorenzojova

Progettare qualcosa di nuovo, completamente inedito. Prendersi dei rischi, dei rischi grandi, considerati i tempi che corrono e i numerosi flop che questa estate sta regalando ad artisti e festival. Prendersi il rischio di progettare qualcosa di nuovo, estremamente faticoso da costruire e da gestire, molto dispendioso dal punto di vista economico (il manager Maurizio Salvadori, in questo settore da parecchi anni, parla una spesa di circa un milione e mezzo di euro a data) e ambizioso. Tanto ambizioso. Questa è la verità sul Jova Beach Party, partito ieri da Lignano Sabbiadoro (ora ci sono altre sedici date in tutta Italia fino alla fine di agosto). E quando dico ambizioso intendo da ogni punto di vista, anche e soprattutto artistico.

Entrare al Jova Beach significa entrare in una città, un villaggio costruito e smontato nel giro di pochissimi giorni, che ha vita solo per il tempo necessario alla festa. Ma preferisco parlare di città, perché si tratta di un’area autosufficiente di 40mila metri quadrati che ha ospitato più di 40mila persone per una giornata intera, dal primo pomeriggio alla notte. Quello di Lorenzo Cherubini è un sogno, un’ambizione, appunto, messa in piedi in un anno di lavoro. Con risultati stratosferici. Inimmaginabili. Oltre ogni previsione possibile. Non solo perché è tutto bellissimo, ma perché è davvero qualcosa di mai visto: appena ho messo piede nella spiaggia di Lignano ho capito che questo progetto non ha termini di paragone. Mi è sembrato di essere al Tomorrowland, perché è un po’ Luna Park, ma qui c’è anche la spiaggia. Mi è sembrato di essere a un festival, con tre palchi e artisti da tutto il mondo dalle 16 alle 23.30. Ma in realtà questo è il tour di un artista, che porta “in dote” al pubblico altri artisti su tre stage. Mi è sembrato di essere a un concerto, ma non è così. È molto di più. Mi è sembrato di essere a una festa in spiaggia, e questa definizione così larga è quella che forse calza meglio a un contenitore gigantesco come il Jova Beach Party.

Jovanotti sullo Sbam Stage nel pomeriggio – Foto: Instagram @lorenzojova

Ma se sono qui è per scrivere un articolo giornalistico, e la nostra rivista parla di musica da dj e da club. Quindi so che a qualcuno la domanda sorge spontanea: qual è il nesso tra i dj e Jovanotti? Domanda piuttosto retorica, a dire la verità, perché se non avete vissuto sulla luna negli ultimi anni, vi sarete accorti che il legame tra Jova e i dj è forte, stretto, sia perché Jovanotti stesso ha iniziato la sua carriera come dj, sia perché sempre più spesso i dj sono parte del suo entourage, dai tour alle produzioni. In particolare, il Jova Beach Party vede molti dj nelle line up di queste date. A cominciare da ieri. Dagli Ackeejuice Rockers, titolari di uno stage per tutta la durata del tour, e che ieri hanno fatto saltare tutti con un set assolutamente divertente, tra suoni jamaicani e tiro elettronico – il loro marchio di fabbrica – presentando tra l’altro il nuovo singolo ‘Aquagym’ con la voce di Rkomi. E poi Albert Marzinotto – in grande forma -, Paolo Dubfiles Baldini, Shantel e Benny Benassi, che apre ufficialmente le danze sul mainstage, visto che sulla sua ‘Satisfaction’ entra in scena Jovanotti e da lì si arriva a ‘Megamix’ e poi a ‘Ti Porto Via Con Me’ che proprio Benassi aveva prodotto, e che sancisce il passaggio dal suo set allo show di Jovanotti. A dire la verità, già sentire un set di Benny sulla spiaggia è un’esperienza che andrebbe provata una volta nella vita. Perchè Benny è il dj italiano più iconico di tutti i tempi e perché il suo sound è proprio quello di una serata estiva in mezzo ad altre 40mila persone che hanno voglia di divertirsi e stare bene.

Pomeriggio al Jova Beach party – Foto: Instagram @lorenzojova

Poi comincia il concerto di Jovanotti, che però non è un concerto. È un ibrido, anche questo inedito, tra concerto e dj set, jam session e grandi classici. Lorenzo è in consolle, mixa brani di altri, fa mash up, mette in loop beat su cui la band suona pezzi suoi. Tutto mescolato, tutto frullato insieme. C’è spazio per ‘Paper Planes’ di M.I.A e per 50 Cent, c’è la trap e il reggae, Avicii e i Nirvana, ci sono i freestyle di Lorenzo con qualche frecciatina abbastanza diretta: “Ho scalato più classifiche di Rienhold Messner” oppure “Ho un contratto discografico da grande star/ma da star di quelle vere, non di Instagram”. Ci sono ‘L’Ombelico Del Mondo’ e ‘A Te’ ma ci sono anche ‘Around The World’ dei Daft Punk e ‘Born Slippy’ degli Underworld. Il mondo musicale portato in scena è l’esatta trasposizione di ciò che c’è sotto il palco. Uno spettacolo unico, eterogeneo, trasversale, universale, mai visto prima, la cosa più vicina che mi viene in mente a questo show è quello leggendario di Fatboy Slim a Brighton nel 2002. Appena entro capisco che non voglio vivere questa giornata dalle consuete postazioni “da osservazione” riservate a stampa e ospiti: voglio girare ogni metro quadro di questo spazio, vedere cosa fa chi arriva qui alle 3 del pomeriggio con il telo mare. Tento di fare il bagno, incontro amici, mi perdo infinite volte tra i palchi. Mi godo lo show di Lorenzo con i piedi nel mare, mi prendo tutto l’acquazzone rinfresca Lignano, guardo le facce felici delle persone, i bambini stanchi addormentati avvolti negli asciugamano da spiaggia, le coppie, i gruppi di amici. Lorenzo mette più volte l’accento sul lato ecologico di questa grande cosa, e in effetti la spiaggia è straordinariamente pulita, le persone accumulano le bottiglie e i rifiuti in pochi spot indicati, un risultato straordinario per un progetto ecologico anche qui senza precedenti, per come sono pensate la raccolta differenziata, lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti, e per l’impegno degli sponsor in questa grande opera di sensibilizzazione sul tema dell’ambiente.

Passano le 23 e sulla doppietta ‘Il Più Grande Spettacolo Dopo Il Big Bang’ e ‘Ragazzo Fortunato’ Lorenzo annuncia che è ora di chiudere. Io mi avvio verso la sala stampa a piedi nudi, bagnato, sudato, sono in uno stadio psicofisico tribale e ne sono felice. Mi commuovo in un angolo del vialetto pensando a ‘Born Slippy’ cantata in una spiaggia da più di 40mila italiani in un contesto che non è un festival techno. Mi emoziono pensando a cosa possa significare mettere in piedi un progetto come questo, e farlo andare bene. Incrocio la coppia che nel pomeriggio è stata sposata da Jovanotti sulla spiaggia. Sono stanchi e raggianti, e li capisco. È stata una giornata epica, magica, per loro come per la musica in Italia. Ho usato spesso la parola ambizione in questo articolo. Credo che quando l’ambizione sia rivolta a progetti come questo, sia una grande qualità.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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