Martedì 07 Luglio 2020
Recensioni

JOYRYDE pubblica l’album d’esordio (fuori tempo massimo?)

Sonorità urban, bass house, r&b, hip hop, dubstep. L'album osa senza farsi remore. Unico neo? Aver dovuto aspettare così tanto

JOYRYDE ha finalmente pubblicato ‘Brave’, il suo album d’esordio su HARD Rec. Inizialmente prevista per il 2018, l’uscita di questo LP è stata più volte posticipata a causa di serissimi problemi di salute che hanno impedito al produttore inglese di chiudere definitivamente la release.

Come ha raccontato lui stesso poche settimane fa “nel 2017 – poco prima di suonare a Ultra Miami – mi è collassato un disco intervertebrale e, dopo l’operazione, a causa dei farmaci assunti, per mesi ero costantemente sotto allucinazioni e in preda a fortissimi dolori. Ero a terra, impossibilitato a fare musica. Mesi dopo sono tornato in studio e ho iniziato a scrivere brandelli di canzoni, beat interessanti ma senza corpo. […] Qualche tempo dopo, diminuiti i farmaci, ho ripreso a fare musica con un senso logico. Ho finito la prima traccia, poi la seconda e così via. […] Mi dispiace per tutto il tempo che ho fatto attendere i miei fan ma, f**k, questa è la vita., giusto? Il mio ruolo nella vita è quello di creare per gli altri. Sono arrivato a questa conclusione. E qui c’è qualcosa che ho prodotto”.

 

Una storia forte, che ha lasciato segni visibili sulla sua storia personale e artistica. ‘Brave’, nonostante questo travaglio, suona coerente e compatto. Le tracce, sebbene si alternino scorrevoli, hanno tutte un’anima diversa: sonorità urban, bass house, r&b, hip hop, dubstep, si fondono per dare forma al plastico macrocosmo musicale di JOYRYDE. Niente ballate sdolcinate ad addolcire la pillola, collaborazioni altisonanti acchiappa-classifica o leccate poppy. Qui si osa, senza farsi troppe remore o pensare alle classifiche. L’album è un gioiellino per selezione, qualità compositiva e varietà stilistica.

L’unica critica, purtroppo, è quella relativa al timing. A partire dal 2016 (leggi: Hot Drum) JOYRYDE era riuscito a diventare il flagship-artist all’interno della scena bass house americana. Se fosse riuscito a pubblicare l’album sull’onda di quel momento, ‘Brave’ sarebbe stato sicuramente diverso ma avrebbe avuto un impatto devastante sulla scena. Ora, sebbene sia un lavoro assolutamente gradevole e di pregevole fattura, ne esce fortemente ridimensionato. I budget, l’attenzione dei promoter, dei festival e gli slot dedicati a questo genere sono radicalmente cambiati nel giro di pochi anni. Il retrogusto che lascia dopo un paio di ascolti è quello di una parziale occasione mancata, per lui, più che per noi in realtà. Però, come saggiamente affermato da JOYRYDE stesso, “f**k, this is life, right?” Godiamoci la musica e pensiamo positivo.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Michele Anesi
Preferisco la sostanza all'apparenza. micheleanesi@djmagitalia.com

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.