• VENERDì 13 MARZO 2026
Interviste

La continua evoluzione musicale di Simone Zino

Simone Zino e la sua techno conquistano KMS con 'Back To The Old School' EP

Foto: Marco Del Borrello (styling by Chiara Amico)

In occasione dell’uscita del suo nuovo EP, ‘Back To The Old School’ sulla leggendaria label techno KMS, fondata a Detroit da Kevin Saunderson (uno dei padri della techno), abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Simone Zino. Un’intervista in cui lo abbiamo potuto conoscere meglio, come artista e come persona. Una carriera che nasce da una passione vera e sincera nei confronti della musica e della consolle che dura da quasi ormai vent’anni.

Simone si appassiona alla musica fin da piccolo, anche grazie al nonno. E già da bambino si approccia a suonare vari strumenti. La folgorazione per la musica elettronica arriva però a circa 15 anni quando un collega del padre gli fa ascoltare alcuni dj set house di artisti come Enrico Logallo. Da lì a poco compra la sua prima consolle, inizia a studiare da autodidatta, a comprare i primi vinili e a frequentare le serate techno milanesi. Ci racconta poi le prime esperienze come uno dei protagonisti nei club, e di aver avuto la fortuna di aver sempre avuto fin da subito via libera riguardo la selecta. Un passaggio importantissimo per un artista: “ti abitui a dire: io come dj suono quello che piace a me, non ciò che impone il locale”. Poi arriva il Bolgia, locale in cui durante una collaborazione durata più di quattro anni, ha avuto modo di “farsi le ossa”. Un altro momento fondamentale è stata l’estate del 2010, quando parte all’avventura per una stagione a Ibiza in cui oltre a rimanere sempre più colpito da questo mondo riesce a suonare a un after del Pacha. E poi la collaborazione con Richey V e VOID che lo porta a una residenza settimanale per anni al Rocket.

 

Ed è proprio in questo periodo che Simone partecipa a un Time Warp, e nella hall dell’hotel prima del festival incontra Joseph Capriati per la prima volta. Ce la siamo fatta raccontare facendogli poi qualche domanda sul rapporto che ha sviluppato con Joseph Capriati e Sam Paganini, due artisti che da tempo supportano Zino e per i quali spende parole di elogio e di stima per tutto il corso dell’intervista. “Dopo essermi presentato gli ho lasciato la mia chiavetta con le mie produzioni”. Ci descrive la felicità e lo stupore quando poche ore dopo, durante il set dell’artista napoletano riconosce la propria traccia. Il giorno successivo riceve poi un messaggio proprio da Joseph su Instagram “Se mi espongo è perché ho sentito qualcosa”. Da quel momento sono rimasti in contatto e Simone Zino è stato invitato a suonare anche ad alcuni eventi importanti di Metamorfosi come quello durante l’ADE o quello al Cocoricò. Altro mentore è senza dubbio Sam Paganini, persona che lui stesso non stenta a definire “amico”. Ne parla con ammirazione descrivendolo come una persona con cui si è instaurato un rapporto umano e professionale molto solido: già 5 EP sono stati pubblicati tramite la label di Sam. “Joseph e Sam mi hanno insegnato e mi stanno tutt’ora insegnando tanto, sono fiero di ricevere la loro fiducia”.

Il punto di svolta della carriera arriva nell’ottobre del ’23 quando Simone decide di uscire dal progetto Void, per dedicarsi alla carriera personale. “Sono grato a VOID per tutto, ma dopo sei anni di residenza in cui sono cresciuto umanamente e artisticamente, ho capito che ero arrivato a un punto in cui doveva cambiare qualcosa, e sono certo di quella decisione perché è da lì che è effettivamente partita la mia nuova carriera”. Al di là di date, contatti e nuove produzioni, ci spiega come proprio l’evoluzione personale e di sound non sarebbero state possibili senza quella scelta.

 

Un sound che continua ad evolversi: alla fine dello scorso anno è stato pubblicato ‘Signals’. “Il singolo è uscito su Transition, una delle label più interessanti per quanto riguarda la techno più “underground”, groovy un po’ ipnotica e ha ricevuto supporti importantissimi di quella nicchia come Chlär e Yanamaste”. E aggiunge ancora “sono molto felice, mi piace realmente ciò che sto producendo, sono soddisfatto”.

Da pochi giorni è uscito il nuovo EP di Simone Zino, ‘Back To The Old School’. È stato pubblicato su KMS, label di Kevin Saunderson, fondatore degli Inner City e leggenda della techno di Detroit. Il progetto contiene due tracce: la title track e ‘Just Wanna Dance’. Una techno pura e diretta, con però alcune influenze che derivano dall’house e che permettono di poter ascoltare delle sfaccettature differenti dell’artista grazie a melodie più serene ed allegre rispetto a quella techno “più scura” che avevamo potuto apprezzare con ‘Signals’.

Tutto parte dal remix di ‘Good Life’ proprio degli Inner City. La traccia, uscita su Armada è stata fin da subito apprezzata da Kevin Saunderson e da lì è nato il rapporto che con il tempo si è consolidato fino ad arrivare alla pubblicazione dell’EP.

 

Abbiamo poi parlato di ‘Room 360’, il format che Simone sta portando da qualche tempo al Gate Milano. “Volevo creare un mio party dove poter decidere gli artisti, il sound, il mood”. Nato dalla voglia di ricominciare a suonare dopo l’uscita da Void, si è svolto la prima volta a Barcellona con il nome ‘Techno Room’, ed era stato pensato come un party pomeridiano perché in un periodo in cui l’artista era convinto che “la notte stesse perdendo un po’ lo smalto”. Dopo una serie di evoluzioni, la consolle viene spostata al centro e si arriva alla serata a cui si può oggi assistere nella club room del locale milanese. Un progetto nel quale crede molto, ma di cui ci spiega le difficoltà: a Milano non è facile, ci sono tantissime realtà, anche simili. Quindi o si ha già bacino di utenza o bisogna inventarsi qualcosa di folle che faccia scaturire un’idea che rimanga. Il risultato non è sempre garantito. Fidelizzare un pubblico, a maggior ragione a Milano, in questo periodo è sempre più complicato”. La prossima data è prevista per sabato 14, qui il link per i biglietti.

 

 
 
 
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L’ultimo grande argomento che abbiamo toccato ha riguardato il futuro. Negli ultimi mesi sono state tante le soddisfazioni: tante pubblicazioni, tanti supporti, tante date importanti. Ad esempio durante l’ADE per il party di Metamorfosi, o il momento durante il Kappa FuturFestival contemporaneamente il suo remix di ‘Good Life’ era protagonista sui due palchi in cui suonavano Joseph Capriati e Enrico Sangiuliano. “All’inizio fa un certo effetto, quasi non ci credi. Non realizzi che una cosa fatta in cameretta venga suonata dai i big della scena. Ovviamente poi bisogna ragionare sull’obiettivo e lavorare affinché su quei palchi possa esserci io sempre più spesso. Ma il 2026 è partito a gamba tesa”. Infatti ci ha anticipato non solo di nuove release nel corso dell’anno, ma anche di alcune date importanti, di un nuovo tour in India, e del ritorno a Ibiza la prossima estate almeno due volte per due dei party più importanti dell’isola.

Foto: Instagram @simone_zino

L’intervista si conclude con l’immagine di un artista che guarda al futuro con determinazione e idee chiare. Tra ricerca ed evoluzione sonora, esperienza dietro la consolle e nuovi progetti in cantiere, il suo percorso continua a evolversi nel panorama della musica elettronica. Un cammino fatto di passione, lavoro e sperimentazione, che lascia intravedere sviluppi sempre più interessanti per i prossimi mesi.

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