Martedì 25 Giugno 2019
Recensioni

L’anonimo ritorno di Gesaffelstein

Gesaffelstein ci ha fatto sentire i primi estratti del nuovo album, che nonostante segnino un attesissimo e benvenuto ritorno hanno finito col non convincerci. Ecco perchè

Tra le tante cose, il 2019 sarà l’anno di ‘Hyperion‘, il nuovo album (via Columbia Records) del produttore parigino Gesaffelstein – principe oscuro della techno di casa francese – e attesissimo ritorno in scena dopo ben sei anni senza produzioni e tre senza esibizioni. Abbiamo avuto i primi due assaggi, e forse era lecito aspettarsi di più. Ma andiamo con ordine. Mike Lèvy in realtà non era del tutto sparito, avendo negli anni della pausa collaborato con Jean Michel Jarre – nel 2015 – e con The Weeknd nel 2018; nel secondo caso, Mike si era cimentato nella produzione dell’album ‘My Dear Melancholy’, con il quale The Weeknd, complici le tipiche sonorità dark del francese, aveva strizzato l’occhio al suo passato. Un connubio che ci era piaciuto, e che in un certo verso era necessario per puntare di nuovo il riflettore su uno dei produttori più eclettici in circolazione. 

Questo perchè ‘Aleph’, il debut album di Gesaffelstein, era stato un clamoroso successo. Una raccolta di dark techno che ha messo d’accordo sia il pubblico “drop-dipendente” dei festival sia i clubber più underground; quello che gli americani definirebbero un istant classic. Brani come ‘Viol’, ‘Pursuit’ e ‘Hate or Glory’ sono perfettamente emblematici della corrente sonora valorizzata dal parigino e tra l’altro imitata in ogni angolo del globo da una grossa schiera di artisti emergenti, dal 2013 in poi. Alla potenza dei synth si è unita una notevole direzione creativa nei video ufficiali, che hanno immediatamente proiettato Gesaffelstein tra i nomi più interessanti della scena – nonostante fosse di casa Turbo Records già dal 2010 – prima di decidere di ritirarsi dalla scena live nel 2015, con un ultimo atto al Coachella. Quindi torniamo al 2019. Il prossimo album si chiama ‘Hyperion’ e i primi due estratti sono il singolo ‘Reset’ e la collaborazione con The Weeknd, ‘Lost in Fire’.

  
Le aspettative per il secondo atto discografico del “Dark Prince of Techno” – come viene chiamato dai suoi fan – erano genuinamente altissime, e ad ascolto fatto e a giudizio della maggior parte del pubblico era decisamente lecito aspettarsi qualcosa di più. ‘Reset’, accompagnato da un video diretto da Manu Cossu, è un singolo del tutto anonimo, al pari dell’artwork del brano, un semplice sfondo nero. Una linea sonora continua, statica, che per tre minuti non vuole saperne di scomporsi, come un motivetto di accompagnamento di un videogioco cabinato in 2D. E poi c’è la collaborazione con The Weeknd, uscita qualche giorno fa. ‘Lost in Fire’ è poco più che un buon lavoro del cantante canadese, in cui il contributo del produttore di ‘Hyperion’ è al limite del rilevabile, e per quel poco che si riesce non sono riscontrabili segni particolari che riconducano alla tipica firma di Gesaffelstein. Pretendere di tornare in scena nel 2019 con lo stesso identikit di ciò che è andato forte nel 2013 è ovviamente insensato, perchè certi suoni strutturati – copiati a dismisura da produttori electro e hard techno – avrebbero trovato ormai terra bruciata e tolto al produttore l’occasione per volgere ad un rinvigorimento che avrebbe del maestoso; ma qualunque sia la strada verso cui Mike Lèvy ha deciso di sterzare, questa non è al momento chiara

 
L’operazione The Weeknd aveva avuto perfettamente senso con ‘My Dear Melancholy’, un album a mio giudizio sottovalutato e con il quale Gesaffelstein aveva dato prova della sua duttilità. Forza bruta compressa e fusa – un po’ come la sua nuova veste metallica in cui appare nel video con The Weeknd – e quindi adattata ad inquietudine e malinconia. Ma replicare la stessa direzione artistica in uno dei singoli estratti dell’album (la cui funzione da sempre è quella di “calare gli assi” dal mazzo dell’artista) ha causato la fusione totale di quell’energia elettrica di ‘Aleph’, che in un certo senso è arrivata a svanire del tutto, ad evaporare. Il malcontento è facilmente leggibile tra i commenti dei fan nei social, con una decisa percentuale (qualcosa come il 90%) che si è detta per nulla soddisfatta; altra faccia della medaglia è il fatto che a commentare sono quasi sempre gli haters e che comunque su YouTube il video di ‘Lost in Fire’ abbia totalizzato più di quattro milioni di spettatori in appena tre giorni. Può darsi che la presentazione di questi due singoli abbia lo scopo di mettere da parte un “vecchio” Gesaffelstein e di introdurre un Mike Lèvy 2.0 (e qui la sua nuova livrea visiva avrebbe senso) del tutto rinnovato. Non ci resta che attendere la data di uscita ufficiale di ‘Hyperion’, così come eventuali ulteriori estratti, per mettere il gioco il nostro giudizio. 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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