Giovedì 22 Agosto 2019
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Il ritorno di Larry Heard in Italia

Larry Heard atterra in Italia per la stagione estiva del Circolo Magnolia in collaborazione con Dude Club e Jazz Re:Found.

Domenica a Milano, e più precisamente al Circolo Magnolia, si è consumato un altro capitolo dell’estate 2017 in chiave club culture: L’arrivo di Larry Heard a.k.a Mr. Fingers. Il leggendario produttore statunitense lo scorso anno era tornato alla ribalta grazie al live presentato, in occasione del Dimensions Festival in Croazia, dopo quasi vent’anni di silenzio. Certo, il cinquantasettenne ha continuato ad esibirsi in dj set negli ultimi anni, seppur a mezzo servizio a causa di problemi cronici di udito. Ma Larry Heard ha fatto di necessità virtù selezionando sempre un sound adeguato per i suoi fans e per sé stesso, cementando il suo status di pioniere della deep house e di perfetto creatore di atmosfere, sia in studio che in consolle. Dopo la world premiere di grande impatto della scorsa estate l’attesa era dunque notevole per il debutto italiano in questa veste.

Il colpo d’occhio non è invidiabile complice il caldo torrido di Milano ed il periodo vacanziero, ma a giudicare dall’età media sono sicuramente moltissimi i cultori di Mr. Fingers che, dopo tanti anni, sono venuti ad ascoltare il loro idolo d’infanzia. Proprio per questo motivo non appena il producer di Chicago fa capolino sullo stage parte l’ovazione ed il pubblico fin da subito risponde con entusiasmo. E’ facile accorgersi che la scaletta ha subito significative modifiche, con spostamenti ad hoc di alcuni brani per rendere il discorso più organico, dosando con un po’ di malizia i classici per mantere l’interesse vivo lungo tutta la performance. Scelta che si rivela saggia sulla distanza e che permette a Heard di incedere nel suo viaggio senza intoppi mettendo in scena un live tecnicamente essenziale ma emotivamente molto potente. I momenti apicali restano quelli dei grandi classici e come sempre ‘The Sun Can’t Compare’ scatena i più giovani, stranamente e improvvisamente innamoratissimi dei rispettivi partner, e un po’ anche della voce di Mr. White. ‘Closer’ e ‘Can You Feel It?’ vengono ovviamente accolte da boati e sarebbe strano il contrario dato il peso specifico in campo.

Se nel corso di quest’anno il live di Larry Heard è stato affinato per essere proposto in modo più funzionale e appetibile è anche vero che qualcosa si è perso. L’artista americano infatti aveva osato nelle precedenti esibizioni inserendo molti dei suoi tormentoni nella fase iniziale per poi sperimentare maggiormente, chiudendo addirittura con la malinconia di ‘Missing You’, un momento indimenticabile ma forse poco adatto a chi ha una fruizione più fisica della musica da dancefloor. Tuttavia dopo ogni esibizione di Mr. Fingers resta il ricordo di un uomo pacato e gentile, che senza esporsi con foga, sale sul palco e prova a raccontare con i suoni cose che spesso a parole sono indescrivibili. Vita, amore, felicità e tristezza sono alcuni dei temi universali che disegna con eleganza rara e con l’umiltà di una persona che prima di salire sul palco ripete spesso: “Spero che i giovani siano comprensivi là fuori con questo vecchietto”. Dopo il live di domenica dubitiamo che non lo saranno.

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