Martedì 15 Giugno 2021
Recensioni

A lezione di storia con The Orb

Il gruppo inglese torna con il suo 17esimo album, con una serie di featuring molto sorprendenti

Per il lancio di ‘Abolition Of The Royal Familia’ (Cooking Vinyl), il 17esimo album di The Orb, il suo fondatore e leader conclamato Alex Paterson si è lanciato in una diretta streaming di 24 ore trasmessa da WNBC, web radio che trasmette dal South East di Londra. Una vera e propria maratona, il modo migliore per The Orb per mettere un punto fermo e ribadire il ruolo di indiscusso di padri fondatori della cosiddetta ambient house, ovvero quel genere che nacque in Gran Bretagna alla fine degli anni ottanta, miscelando campionamenti ambientali e acid house e che fece da apripista alla chill out.

 

 

Abolition Of The Royal Familia’ è il primo album di The Orb nel quale Paterson è affiancato da Michael Rendall nel ruolo di co-writer (entrambi nella foto di apertura di John Hollingsworth); Rendall è anche tornato a far parte della formazione live del gruppo inglese, dopo aver partecipato al tour che festeggiava i 30 anni della band. Insieme a Paterson e Rendall, tanti amici sono stati chiamati a collaborare: Roger Eno (il fratello minore di Brian), il talentuoso trombettista 17enne Oli Cripps e persino Ruby, il cane di Anderson.

 

 

Un album che è un’autentica festa, un caleidoscopio di suoni e rumori, dove in certi momenti sembra quasi di sentir bussare alla porta Giorgio Moroder e Bob Marley e nessun genere musicale deve sentirsi escluso; peccato per l’assenza all’ultimo momento del Principe Carlo (appena uscito dalla quarantena per il Coronavirus, tra parentesi); il campionamento di un suo discorso è stato rimosso all’ultimo momento dal master, per evitare probabili conseguenze legali. E come sempre, infine, The Orb non rinunciano a sane dosi di humour inglese e soprattutto ai loro messaggi militanti: l’album è infatti è una esplicita condanna contro la Compagnia Britannica delle Indie Orientali, il loro monopolio del commercio dell’oppio e le guerre e i danni che ne conseguirono in Cina e in India nel 19esimo secolo.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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