Domenica 18 Agosto 2019
Festival, News

L’India sa come si balla: Sunburn Goa 2014

L’EDM è un fenomeno globale, e questo lo sapevate. Gli “eroi della Top100” si esibiscono in ogni angolo nel globo davanti a centinaia di migliaia di persone a settimana, e sapevate anche questo; ma lo sapevate che in India c’è una delle fanbase EDM più grandi del globo? I costumi, le tradizioni così tipiche, l’incredibile vastità di religioni e i loro usi millenari ci fanno immaginare l’India come un paese lontano dalle nostre passioni e dai nostri modi di divertirci ed incentrati su stili di vita molto più orientali da questi punti di vista. Ok, non è assolutamente così. Ogni anno a partire dal 2007, nella regione indiana di Candolim (quest’anno a Vagator), si tiene il più grande festival musicale di tutta l’Asia: Sunburn. Qualcosa che in Italia non potremmo mai immaginare: un concentrato di musica, attrazioni e ristorazione che unisce centinaia di migliaia di persone all’anno. Sunburn è stato votato nel 2009 dalla CNN in nona posizione tra i migliori festival al mondo, con davanti solo giganti come Ultra, Tomorrowland, Monegros, Creamfields, Coachella, EDC ecc., che sono sul pezzo da più di dieci anni.  Oggi, nel 2014, Sunburn offre più di tre quarti dell’intrattenimento indiano, con più di 300 eventi itineranti all’anno in tutta l’Unione Indiana e non solo. Come ci ha spiegato Shailendra Singh, CEO di Sunburn, il festival costituisce solo l’epilogo di un anno di eventi di primo livello con guests internazionali seguitissime in tutto il mondo. La line up di quest’anno comprende più di 150 artisti, e ci si aspetta un afflusso che tocchi le 300.000 persone. Singh, con cui ho avuto modo di chiacchiere rapidamente, è probabilmente tra i migliori businessmen indiani: manager di importanti giocatori di cricket, produttore di Bollywood, CEO della più grande e fruttuosa compagnia di intrattenimento dell’intera Asia e di alcune compagnie che combattono l’AIDS. Sentite cosa ci siamo detti.

Partiamo dall’inizio. Come nasce Sunburn e chi sono le menti dietro questo progetto?

Attualmente in India si contano più di 600 milioni di persone sotto i venticinque anni di età. Durante i primi anni del duemila, gli unici svaghi per i giovani indiani erano i film di Bollywood, il cricket e i grandi mall sparsi in tutto il paese. La mia compagnia, Percept, lavora nel business dell’intrattenimento e della comunicazione da quasi trent’anni, producendo gli eventi indiani più importanti delle ultime tre decadi. Nel 2007 ci siamo resi conto che per questa nuova e giovane India, serviva qualcosa di nuovo. Il mio team ed io abbiamo ideato due festival musicali: il Metalfest, un festival rock e metal, ed il Sunburn, un festival EDM. Entrambi sono stati lanciati nel 2007. I primi tempi riscosse molto più successo il Metalfest rispetto al Sunburn, perché in India c’è sempre stata una ben radicata cultura rock. Tuttavia in seguito, a causa di inconvenienti economici, ci trovammo davanti alla dura decisione di eliminare una delle due manifestazioni. L’esplosione della passione EDM era nell’aria, dunque puoi dedurre quale sia stata la mia scelta.

Sembra che in India il boom dell’EDM sia avvenuto più o meno negli stessi anni dell’Europa. Difficile da immaginare, pensando ai vostri costumi così diversi dai nostri!

Attualmente l’India va definita come Stati Uniti dell’India: ventinove stati, quasi duemila idiomi differenti, una varietà di religioni. Partendo da un paese qualsiasi, puoi prendere un aereo, fare un’ora di volo e atterrare in uno stato in cui si parla un’altra lingua, si seguono diverse tradizioni e si pratica un culto totalmente opposto rispetto al paese da dove sei partito. L’EDM va oltre i testi e le melodie: la musica elettronica è pura energia. Il linguaggio dell’energia trascende quello dei dialetti, delle culture, delle caste e dei credi; unisce i popoli sotto il segno dell’emozione. In India è più di semplice musica o di un genere: è un impeto sociale di unione e cambiamento.

Nonostante sia proprio l’EDM l’elemento principale del Sunburn, immagino sia riduttivo definirlo unicamente come “festival EDM”, con la varietà di generi offerti. Techno e tech house sembrano ancora lontane però…

Hai ragione. Che dire, la commerciale EDM è la più accessibile e più facile da gestire: inutile dirti che i giovani indiani pretendono questo dal Sunburn. Non è un caso che ogni anno registriamo un nuovo record di afflussi; il mainstream ha i suoi frutti. Allo stesso tempo è giusto promuovere gli altri generi. Ad esempio la trance, che qui in India ha una lunga storia; per quanto riguarda Goa soprattutto la psy trance. Mi chiedevi della techno: due anni fa abbiamo lanciato Afterburn, un sub-brand di Sunburn dotato di vari stages in cui sono stati ospitati nomi molto importanti dei generi più underground, come Adam Beyer e Josh Wink. I tempi sono cambiati, e adesso il genere techno si è unito agli stages principali del Sunburn – sette per la precisione – in cui, oltre ai vari hardstyle, psy trance e drum&bass, troverete anche uno stage techno: Pete Tong, Marco Bailey e Paul Ritch. Altra novità: un full-night-show del guru Damian Lazerus.

L’edizione 2014 ha incluso nomi come Dimitri Vegas & Like Mike, Knife Party, Sander Van Doorn e tanti altri, raggiungendo più di 150 artisti. Oltre alla line up d’effetto, quali saranno le principali novità quest’anno?

Come ho già detto, Sunburn non è solo musica. Il festival ospita ristoranti, arene sportive, mercati, esposizioni artistiche e attrazioni varie. Ogni anno in questi diversi settori trovate qualcosa di nuovo, e l’edizione 2014 non sarà da meno: aspettatevi tante novità anche nei visuals, ma anche nella scenografia. Quest’anno cerchiamo di dare al festival un tocco più vicino alla tradizione indiana.

Il festival “Goa” si svolgerà dal 27 al 29 Dicembre, ma sarà introdotto da una serie di eventi che si svolgeranno nelle settimane precedenti che contano nomi artisti come Martin Garrix e Matisse&Sadko. 

Esatto. Abbiamo quattro piattaforme principali: Sunburn Festival, Sunburn Arenas, Sunburn Reloads e Sunburn Campus. Ci stiamo occupando di tenere i giovani “impegnati” durante tutto l’anno attraverso le varie piattaforme, offrendo eventi di primo livello con guests importanti e attività divertenti. Quest’anno ci sono stati più di 247 eventi, e continueranno fino a culminare nel festival di Goa.

Da quali paesi avete registrato maggiore affluenza, oltre l’India?

Riceviamo grande supporto da eventi come l’IMS e l’ADE, e abbiamo tenuto due Sunburn Festival in Sri Lanka e Dubai. Sostanzialmente sono questi due i maggiori paesi di affluenza.

A cosa è dovuto il vostro spostamento nella location di Vagator?

Amiamo la nostra “terra natale” Candolim, ma purtroppo il festival è cresciuto troppo per poter riuscire a contenersi ancora in quella zona. Ci siamo dovuti spostare in una nuova location in cui potessimo contenere più tranquillamente le persone e controllare il traffico, perché la sicurezza dei partecipanti deve sempre essere al primo posto. Vagator poi è sensazionale: un immenso anfiteatro naturale circondato da promontori dai quali si gode di una vista mozzafiato, per non parlare dei tramonti sul mare.

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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