Venerdì 15 Novembre 2019
Interviste

Love Shack, il nuovo singolo di Leandro Da Silva

Lunedì primo giugno esce ufficialmente il nuovo singolo di Leandro Da Silva, Love Shack, liberamente ispirato all’omonimo brano datato 1989 della rock band statunitense The B-52’s. Il brano sarà in ascolto esclusivo sul nostro sito fino a lunedì. Ho incontrato lo speaker di M2o all’International Music Summit di Ibiza, e ci ho scambiato due interessanti chiacchiere riguardo la sua ultima creazione e lo scenario musicale attuale. Ecco che ci siamo detti.

Come nasce questo brano?

Love Shack è un disco anni ’90 di cui vado matto e che conosco da tanti anni. Mi è tornato in mente guardando la pubbicità della Aperol e ho immediatamente pensato di poterci lavorare su per una produzione. Ho aperto Ableton e mi sono dato da fare per riconcepire il pezzo in chiave moderna e questo è il risultato!

La tua ‘Love Shack’ si ricollega sicuramente al filone “future house”, come ormai ci siamo abituati a chiamare la “nuova deep house”. Quanto pensi potrà resistere questo genere nel grande scenario musicale?

Oggi la future house è ounque, anche i grandi dell’EDM collaborano con i sui principali esponenti e penso questa sarà l’estate più fruttuosa per i produttori di questo genere. Non so dirti con precisione quanto durerá, come minimo un anno.

Causa di tutto ciò forse é anche la fase di stallo dell’EDM attuale.

Sicuramente. Ti dirò di più: l’house music non morirà mai, ma l’EDM come l’abbiamo sentita fino ad oggi è in una fase di ripidissima discesa. Le tracce electro che sto sentendo ultimamente mi sanno addirittura di antico.

Eppure certi generi, come la techno e la tech-house, non passano mai di moda, soprattutto a Roma. 

Potremmo parlarne per ore, il tutto si riassume nel fatto che l’electro o progressive house è per forza di cose legata ad una struttura fissa, nei suoi brani, che sebbene permette grande creatività nella scelta dei suoni alla fine torna sempre più che familiare all’ascoltatore. Questo con generi come ad esempio la techno non accade, perchè c’è più libertà di forma e di espressione artistica.

Sono tanti anni che “esplori” lo scenario clubbing romano. Che te ne pare?

Roma sta vivendo una fase importante per quel che riguarda il clubbing. Fino a qualche anno fa regnava l’ignoranza totale sulla discografia internazionale, ultimamente invece sto assistendo a una fase di “evoluzione”, se così vogliamo chiamarla. Basti pensare che ormai ogni settimana approdano nella capitale artisti di grande fama mondiale.

Forse è un discorso ancora legato ai generi underground, non trovi?

Quello sicuramente, anche grazie alle nuove strutture di promoter che si stanno impegnando in quel settore.

 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

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