Lunedì 14 Ottobre 2019
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M.E.S.S. è il primo vero museo di synth al mondo

 

All’ombra del Royal Women’s Hospital di Melbourne, in Australia, trova spazio un bunker privato con un’attrezzatura incredibile che potrebbe mandare in visibilio qualsiasi nerd appassionato di strumentazione musicale vintage. Si chiama M.E.S.S. ed è l’acronimo che sintetizza il Melbourne Electronic Sound Studio, una nuova iniziativa noprofit organizzata da esperti del settore come Robin Fox e Byron Scullin. I due si sono uniti per creare uno studio di registrazione specializzato in apparecchiature elettroniche legate al mondo musicale che è considerato dai più un museo vero e proprio, da quanto materiale è esposto.

Fox e Scullin sono veterani del settore e con la loro esperienza nella manipolazione sonora hanno contribuito per anni nello studio e nella analisi di sintetizzatori e attrezzature retrò. Fox è noto per la sua inventiva, per la propria opera audiovisiva orientata oggi verso l’uso di visual con laser; Scullin invece lavora come sound designer ed è un esperto di mastering.

M.E.S.S. oggi vuole essere un invitante spazio che dà ai visitatori l’opportunità di vedere da vicino una immensa raccolta di synth vintage, batterie elettroniche e sequencer molto rari. Non solo: Fox e Scullin, attraverso un’iscrizione che dà diritto a diventare soci, con 220 dollari australiani all’anno, permettono di mettere mano al materiale esposto (la sessione di quattro ore costa 44 dollari). Già 500 persone iscritte possono prenotare uno strumento on-line ed entrare nel mondo di M.E.S.S.

“Tante persone al giorno d’oggi fanno musica elettronica sui propri computer portatili a casa”, dice Scullin attraverso la pagina di Facebook di M.E.S.S. “Ma la differenza oggi la fa l’hardware e non più il software, che è alla portata di tutti. Mettere insieme un gruppo di persone in una stanza come questa nostra e dare una grande chance, non è da tutti, è un po’ come ritrovarsi in un negozio di dischi. Siamo entusiasti di vedere cosa nascerà dalle collaborazioni e dalle partnership”.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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