Sabato 16 Ottobre 2021
Costume e Società

Ma allora ci hanno presi per il c… lub?

Un imbarazzante momento televisivo che rivela tutta la scarsa considerazione istituzionale non solo per il mondo dei club, ma dei giovani italiani e italiane in generale

Rai 1, Porta A Porta, qualche sera fa. Il professor Matteo Bassetti, uno dei medici superstar diventati presenza fissa dei palinsesti televisivi degli ultimi quindici mesi, discute insieme al sottosegretario del Ministro della Salute Pierpaolo Sileri (altro protagonista del piccolo schermo dei tempi della pandemia) di riaperture, di un clima che va via via distendendosi sia per l’arrivo della bella stagione, e quindi sinonimo di una minore concentrazione di persone nei luoghi al chiuso, e sia, soprattutto, per il sempre crescente numero di persone vaccinate in Italia.
Il discorso vira sulla riapertura dei club. Le discoteche sono state oggetto di una facile demonizzazione fin dall’inizio della pandemia, e in parte, dobbiamo riconoscerlo, la spregiudicatezza di una parte di gestori e proprietari ha aiutato a trovare nel mondo della notte un facile capro espiatorio. Il più facile. Come sempre. Tuttavia, non saremo certo noi a fare di tutta l’erba un fascio. Anzi: sappiamo bene come stanno le cose, quanto siano stati difficili questi ormai numerosi mesi in cui le saracinesche dei locali sono rimaste abbassate e tutta la filiera del mondo dei club è rimasta al palo. Eppure, durante il discorso Bassetti si lascia sfuggire, rincalzato poi da Sileri, che nemmeno la scorsa estate c’è stata una reale correlazione tra la finestra di tempo in cui le discoteche hanno potuto riaprire – peraltro, ricordiamolo, non certo in tutta Italia e non certo a pieno regime, quasi mai – e un incremento significativo dei contagi. Dice Sileri, citando una sua stessa dichiarazione dell’anno scorso: “con o senza discoteche chiuse, i contagi saliranno, perché sono altre le cause che portano all’innalzamento dei contagi”. Ciò nonostante, Sileri continua a parlare di un futuro in cui si potrà pensare di riaprire, senza mettere sul tavolo tempi e modi concreti, e neppure proposte di una certa approssimazione. Dal canto suo, Bassetti la butta sul bastone e sulla carota, dicendo che i giovani vanno incentivati a vaccinarsi, non vanno inimicati come le istituzioni hanno fatto a lungo in questa situazione.

 

Insomma: “i giovani” – tra virgolette perché già soltanto pensare che una fetta di popolazione abbia un pensiero unico soltanto perché accomunata dall’età, senza immaginare specificità di provenienza, cultura, istruzione, esigenze sociali, è sbagliato, e lo è a maggior ragione se a farlo sono personaggi che godono di un ampio megafono pubblico di opinione – sono stati trattati come cittadini di serie C fino a oggi, repressi in casa senza una minima cura istituzionale o senza alcuna previsione di ripartenza sociale, bistrattati come quelli le cui esigenze sono secondarie, non importanti. Ma ora – dopo quindici mesi di lockdown, zone colorate, vari divieti – qualcuno si sveglia e afferma che dovrebbero essere irretiti a compiaciuti perché vanno spinti a vaccinarsi. Come se le ragazze e i ragazzi, gente che sa usare i mezzi di comunicazione e tecnologici meglio dei buona parte della popolazione del Paese, fossero una massa di stupidi che non vuole vaccinarsi a prescindere. Un pensiero a dir poco puerile e semplicistico, quando la realtà è leggermente più sfaccettata di così. A rincarare la dose, il sottosegretario Sileri, che è in evidente difficoltà quando accenna alle riaperture, perché la verità è che il mondo dei club e dei festival, ma in generale dell’intrattenimento dal vivo, ancora oggi è in attesa di protocolli, di piani, di una pianificazione seria e di norme precise per poter rimettere in moto la sua complessa macchina. D’altro canto, gli stessi ministri della Salute e, quel che è peggio, della Cultura, hanno sempre nicchiato, surfando sul vago, per tutti questi mesi.
Insomma, forse non c’era bisogno della tangibile prova televisiva, ma tutto questo ha del surreale: se davvero non c’è stata una reale correlazione tra la riapertura delle discoteche e l’aumento dei contagi, significa che fino ad oggi siamo stati buoni e rispettosi, ma siamo anche stati presi per il c… lub.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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