Lunedì 22 Luglio 2019
Clubbing

Mappa del clubbing italiano: Milano

 

 

Passata l’estate, tra settembre e a fine di ottobre le location estive chiudono la loro stagione per lasciare spazio ai club al chiuso, i locali che ci accompagnano durante buona parte dell’anno e dove esiste una maggiore continuità nella programmazione musicale. Ogni anno nuovi club aprono, altri si ristrutturano, altri cambiano gestione o si riconfigurano. Per questo ci piace tracciare ogni volta una mappa del clubbing, esaminando l’offerta delle principali città italiane attraverso i club che – secondo noi – hanno le migliori proposte in termini di musica (e non solo).

Oggi ci focalizziamo su Milano: la metropoli, tra nuove aperture e solide conferme, resta per la città dalla vocazione internazionale per antonomasia, e che più di tutte è l’hub della musica elettronica in Italia.

 

 

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Volt

Tutto nuovissimo, dall’impianto ai led sul soffitto all’arredamento. Prendere in mano i muri dell’ex Divina, locale storico ma dalla reputazione ormai piuttosto “turistica”, e farne un posto cool, di tendenza, di moda “per chi ne sa”, nel giro di pochi mesi, non era impresa facile. La scommessa di Antonioli è già vinta in meno di due mesi. Diverse serate tra cui Mondrian, Le Cannibale, Electric. Techno e house di qualità: Mano Le Tough, Boo Williams, Basic Soul Unit, Locked Groove sono solo alcuni dei nomi che passeranno di qui a novembre. E la stagione è tutta in crescendo.

 

Dude

Caposaldo del clubbing milanese, è ormai il faro di chi ama la dimensione “dura e pura”, senza concessioni alla moda del momento o a hipsterismi vari. Ma non spaventatevi, il Dude è duro e puro solo nella qualità dell’offerta musicale. Il club è accogliente e vanta un ottimo soundsystem, due belle sale dove ballare techno (nella main room) e house (nella seconda sala, l’Osservatorio Astronomico, perlatro eccellente cocktail bar che per primo ha inserito la mentalità dei drink di qualità al bancone di un club). Nell’ultimo anno The Black Madonna, Theo Parrish, Omar S sono tra i dj che hanno lasciato il segno. Ogni settimana un carico di guest di livello internazionale imperdibili.

 

Wall

La seconda stagione del Wall è nel segno della continuità rispetto alla prima, per un locale già inserito senza problemi nel giro dei club che hanno sicura attrattiva e un bel po’ di fan e clienti affezionati. Nella mia testa il Wall è il club più “americano” di Milano, sarà per la conformazione architettonica, sarà per l’ingresso, sarà per l’atmosfera. Passano di qui con regolarità personaggi come Kenny Dope, Kerri Chandler, Skream, Soul Clap. Ralf avrà una sua serata mensile, mentre tra i resident troviamo Lele Sacchi e Antonio D’Amato. Durante la bella stagione è apprezzatissima la terrazza.

 

 

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Circolo Magnolia

Il Magnolia è una certezza a Milano. Lo ricordo nelle sue primissime serate, un ARCI fuori città (a Segrate, immerso nel parco dell’Idroscalo e proprio dietro l’aeroporto di Linate) un po’ fatiscente ma con grandi potenzialità. Potenzialità pienamente fiorite negli anni (oltre dieci ormai) che l’hanno visto protagonista di indimenticabili serate tra concerti di culto, clubnight all’avanguardia, festival estivi (il classico MiAmi ma anche il Festival Moderno lo scorso luglio), anni in cui le mura fatiscenti sono diventate un luogo curato e sistemato. E la nuova stagione si va profilando sotto il segno della continuità da questo punto di vista: già annunciati Brodinski (11 novembre),  Drum’n’bass Allstars, Peaches, A-Trak (2 dicembre), Sohn a febbraio. E altre novità in arrivo.

 

Lobo@Leoncavallo

I ragazzi di Lobo hanno rimesso la qualità della proposta al centro del centro (sociale). Se da anni infatti il Leonka (e in generale i centri sociali) sembra aver perso la propria identità di vettore contro-culturale, o perlomeno di sano portatore di proposte realmente alternative, Lobo è una serata che questo spirito l’ha ereditato e ripreso nel migliore dei modi. Turbojazz, DNN, Daemon Tapes, ormeye e GRZ (già da sentire di loro, perchè sono dj coraggiosi nel loro essere alternativi senza compromessi ma senza diventare noiosi e autoreferenziali nel sound) portano il meglio di tutto ciò che è outside a Milano: bass, grime e dintorni. A novembre in arrivo Daedalus dalla mitica Brainfeeder di Flying Lotus, a dicembre Shackleton.

 

Club Haus

Diventato noto con il format Anni ’80, Club Haus è un importante catalizzatore di pubblico (milanese e non) durante il weekend, con parecchi spin-off nelle località sciistiche d’inverno e a Ibiza in estate. Lorenzo Fassi e i suoi  sono abili costruttori di party, dove la musica è importante tanto quanto l’immaginario: colorato, ricco, sfarzoso ma con quel velo di ironia capace di conquistare i milanesi. Una serata di successo messa in piedi con grande capacità, e in grado di divertire sempre, anche in assenza di ospiti di lusso.

 

 

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RRRiot

La serata trap di Milano è un’invenzione di Mace, producer e dj di lungo corso che da sempre crede nelle cose più street ed è attento a cose succede in ambito internazionale. RRRiot approda all’Apollo (il club dove “succedono le cose”, a quanto pare, quest’anno in città) per una nuova stagione all’insegna dei bassi ciccioni e della musica più esplosiva in circolazione. Nato in sordina, in pochi anni RRRiot si è costruito una fan base e una reputazione solidissime, con un pubblico incendiario e spesso ospiti sorprendenti .

 

Rocket

Un altro club intramontabile della notte milanese, da qualche anno ormai nella sede di via Alzaia Naviglio dopo la leggendaria era di via Pezzotti. Il Rocket rinnova alcune delle sue serate e ne conserva altre, su tutte la mitica Akeem Of Zamunda che ha portato tanta fortuna al locale e a Marvely. Void si conferma come altra serata di punta, il giovedì; una realtà che ha fatto molto bene la stagione scorsa e che è destinata a crescere ancora quest’anno. Virgo, il venerdì, è invece la nuova entrata del club. House, techno, electro, rock, rap, trap, moombahton, tutto è di casa al Rocket, un club inclusivo più che esclusivo, accogliente e democratico nella proposta musicale come in quella umana. Qualità importantissime se si vuole fare intrattenimento.

 

Take It Easy @ Block

Nuovo club, stessa scoppiettante serata. Take It Easy si è costruito una reputazion solida grazie a resident come Dirty Channels e Bugsy, ospiti azzeccati e uno staff efficientissimo, capitanato da Luca e Fabio. Come unire la passione per il clubbing di qualità a una location elegante (il Block) e una situazione in cui ci si trova sempre a proprio agio.

 

Fabrique

Un grande contenitore da tenere sempre in considerazione: dal concerto di Major Lazer o The Chainsmokers a quello di FKA Twigs, da Rollover alla serata Innervisions, il Fabrique è il mega club che ha sempre la serata giusta per molti. Il locale di grandi dimensioni che una città come Milano “deve” avere, quello a metà tra il palazzetto e il clubbino underground. Il bello del Fabrique è proprio la sua dimensione, insieme alla sua vocazione “multilaterale” che non ha paura di offrire una proposta variegata e ampia, dove si passa senza problemi dai sold out sicuri ai tentativi coraggiosi.

 

 

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Le Cannibale

Menzione speciale per Marco Greco e Albert Hofer, che sono riusciti a trasformare una clubnight longeva e di riferimento per diverse stagioni (già questa una medaglia al valore in una città che cambia panorama musicale con grande rapidità) in un marchio in grado di portare il proprio pubblico in giro per location sempre diverse e con format sempre nuovi. Le Cannibale, dopo i molti anni al Tunnel e la mezza stagione al Club Haus, ha trovato nuova linfa e un’identità ancora più forte organizzando serate in location non convenzionali e e sorprendenti. Fermo restando la qualità della musica.

 

Body Heat

Sta diventando uno dei fenomeni della nuova stagione a Milano. Body Heat è il progetto di Rocoe (già nei Reset! e in altre avventure musicali) sotto il cui cappello c’è una label, un nucleo di artisti e musicisti radunati intorno al fuoco del funk (suonato o elettronico) e una serata. Due volte al mese, il sabato, Rocoe e i suoi danno vita a un party pazzesco nel basement di un karaoke bar cinese in via Paolo Sarpi. Una serata da non perdere, con atmosfera bollente e musica ricca di groove.

 

Rollover

Non un club ma una clubnight che ogni anno cambia location. Quest’anno all’Apollo Club, vero quartier generale di Rollover (ne ho già fatto menzione). Rocco e Tiberio sono ormai un must di una certa Milano, le code per entrare sono lunghe e molto selettive, e Rollover è la serata “della moda” per eccellenza, quella dove bisogna esserci, quella social, quella di cui si parla. Niente male per due ragazzi (e u ottimo team insieme a loro) che da una serata al bar tra amici sono riusciti a costruire una delle serate più amate in città. Oltretutto, puntando su di sè e non sugli ospiti (che quando ci sono, però, sono carichi pesanti, come 2 Many DJs o Tiga).

 

Amnesia

Il club di via Gatto (zona Forlanini) è un altro dei grandi classici dei weekend milanesi. Focalizzato soprattutto su house e techno nelle ultime stagioni, riesce a ospitare nomi di grande peso anche in virtù di una capienza decisamente ampia ed è quindi un polo attrattivo per un pubblico numeroso. Per dire, i prossimi nomi in calendario sono Tale Of Us, Eats Everything, Apollonia.

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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