Giovedì 09 Aprile 2020
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Marc Romboy, Claude Debussy e le convergenze parallele

 

Musica classica ed elettronica non sono nuove a convergenze parallele. Basti pensare ad artisti polivalenti come Francesco Tristano, all’ultimo album dei Tale Of Us, agli esperimenti di Jeff Mills e Carl Craig, senza dimenticare le orchestre dirette da Pete Tong o Paul Van Dyk. Il dj e produttore tedesco Marc Romboy ha pensato ad un esperimento coraggioso: ha deciso infatti di rivisitare le opere di Claude Debussy, compositore e musicista francese del XIX secolo “capace di rivoluzionare l’armonia, il ritmo, la sonorità e la forma della musica occidentale della seconda metà del XIX secolo” (lo scrive l’Enciclopedia Treccani).

Così è nato ‘Reconstructing Debussy’, un album registrato in presa diretta insieme alla Dortmund Philharmonic Orchestra lo scorso dicembre, e disponibile da luglio sia in cd che in vinile su etichetta Hyperharmonic/Kompakt. Tra i lavori originali di Debussy e lo stile contemporaneo di Romboy è match pari, non era per niente semplice metter mano alle compisizioni di un genio che ha ispirato icone assolute quali Philipp Glass, Miles Davis e Herbie Hancock.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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