Sabato 20 Aprile 2019
Interviste, News

Marco Effe: da Livorno a “IMPRESS”

In una delle nostre ultime incursioni a Berlino abbiamo avuto occasione di incontrare Marco Effe, dj e producer che da diversi anni ha trovato il suo quartier generale proprio nella capitale tedesca. Con lui abbiamo discusso di cosa voglia dire trasferirsi per inseguire una passione, dei nuovi progetti in cantiere e di qualche consiglio per chi desidera avvicinarsi a questo mondo.

Ciao Marco, per prima cosa ti diamo il benvenuto su Dj Mag Italia e ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso. Partiamo parlando del tuo trasferimento all’estero, vivi infatti a Berlino, cosa hai cercato in questa città e qual è stato a posteriori il risultato di questa scelta?

Ciao Matteo, ringrazio te e tutta la redazione per avermi invitato. Il mio trasferimento all’estero è stato certamente un passo importante della mia vita che ha cambiato molte cose. L’idea di una nuova esperienza e di una specializzazione nella professione artistica sono state le cause maggiori che mi hanno portato a Berlino. Sono ormai 3 anni che ho consolidato la mia base operativa nella capitale tedesca e devo ammettere che sono molto contento della mia scelta. Credo che pensare di trovare qualcosa di surreale qua sia un malinteso alla base. L’arte, intesa come musica nel nostro caso, è diffusa in tutto il mondo ma sono poche le città che investono basando il loro futuro su ciò che in altri paesi non è neanche considerato un lavoro sarà forse questo il punto? Non so, ad oggi quello che posso dire è che giorno dopo giorno trovo sempre più stimoli per andare avanti e per far sempre meglio, questo per me è il risultato più grande.

Vivi la tua vita a stretto contatto con molti altri artisti italiani che sono riusciti ad emergere e trovare il loro percorso. Credi che una routine di questo tipo possa stimolare la ricerca di nuove sonorità o che al contrario possa uniformare il vostro stile?

Vivere a contatto con altri artisti stimola sempre la ricerca di nuove sonorità in quanto uno scambio di opinioni e di idee è la chiave dello sviluppo di tutto ma non unifica uno stile. Una delle cose più belle di questo lavoro è appunto il condividere diversi stili di musica e trarne strumento di ispirazione per ampliare le conoscenze tecniche mantenendo il proprio percorso musicale.

La tua città natale é Livorno ed in Toscana sembra esserci molto fermento attorno alla club culture. Molti giovani talenti stanno esportando un sound interessante e fresco, credi che questa unione possa creare nei prossimi anni una scena italiana internazionalmente più forte e riconosciuta anche all’estero?

La Toscana è da molto tempo ai vertici della club culture Italiana e non a caso infatti è terra di molti artisti affermati a livello internazionale. Ci sono però diverse zone in Italia dove altri talenti hanno da sempre contribuito alla crescita globale al fine di creare una scena musicale nazionale di alto livello che sicuramente sarà sempre più forte nel tempo, ma che oggi a mio avviso, è già ben riconosciuta anche all’estero.

Tornando a Berlino ed in particolare alla scena club sembra che nei prossimi mesi getterai le basi per costruire un rapporto ancora più profondo con la capitale tedesca. Infatti hai ideato un concept che prenderà vita nella celebre cornice del Watergate. Cosa ci puoi anticipare su questo progetto?

Credo che sia importante approfondire i rapporti e contribuire allo sviluppo del fenomeno musicale nel territorio che quotidianamente offre così tante possibilità permettendo a tutti di esprimere al massimo il proprio lavoro. Per questo nasce “IMPRESS”, un idea maturata tra amici in un momento particolare della nostra storia, dove arte e musica si uniscono dando vita ad un concetto ben definito che rispecchia a pieno la visione moderna della reale identità del clubbing. Il Watergate di Berlino sarà il locale che il 10 Settembre 2014 inaugurerà il nostro nuovo concept con il live a piano di Francesco Carone, il quale, membro di “Live Aid Artist United”, si esibirà nella prima parte della serata creando la perfetta atmosfera per la speciale line up che oltre a me e Weg (Serialism Records e parte integrante Impress), accoglierà Ilario Alicante. Gli obiettivi sono molti per questo progetto, ma il più grande è la voglia dare vita alle nostre passioni.

Da giovani dj e producer che sono riusciti ad ottenere consensi sempre più diffusi correrete il rischio di promuovere i giovani artisti italiani che secondo voi possono guadagnarsi uno spazio e contribuire artisticamente?

Certo che si! Non definirei questo un rischio, ma un opportunità in più per chi merita e dedica tutto se stesso ad intraprendere una difficile strada, ed allo stesso tempo, un occasione in più per chi già questa strada l’ ha intrapresa.

Ma la nuova serie di party non sembra essere l’unica novità. Infatti è in cantiere anche una nuova label, cosa è lecito attendersi da questa piattaforma?

Esatto, un altra novità già si respira nell’aria berlinese dove stiamo elaborando un nuovo progetto discografico che avrà luce nel prossimo inverno. Questa volta si tratta di una label che richiamerà alle attenzioni i principali esponenti della scena Techno europea.

DJ

Tornando a te come possiamo musicalmente collocare la tua figura all’interno di un panorama molto frastagliato che va dalla house alla techno? Le tue produzioni spaziano molto stilisticamente, ciò si riflette anche nei tuoi set più recenti?

Beh la tua definizione di “panorama frastagliato” fa pensare a molte cose. Io credo che il mondo della produzione discografica si sia diviso in due parti, c’è chi fa musica per inseguire qualcosa e lascia per strada alcuni punti fondamentali e chi ancora, fortunatamente, si ricorda che la passione ed il piacere di far quel che piace sono i mezzi principali che ti permettono di realizzare i tuoi sogni. Forse proprio questo è il motivo per cui spesso non seguo molto le leggi del mercato e mi lancio facendo ciò che sento in un casuale momento della giornata. Amo tantissimo variare nel mio dj set e suonare tutta la musica che mi piace cercando di creare delle emozioni che vanno al di là di Techno o House che sia.

Un’ultima domanda per la quale credo tu sia una delle persone più indicate a rispondere. Cosa consiglieresti ad un giovane dj producer pronto ad abbandonare la propria terra pur di inseguire questa passione?

Domanda molto costruttiva direi. Allora rispondo direttamente agli interessati, ragazzi, l’Italia è un bellissimo paese e per niente al mondo lo avrei lasciato se non per raggiungere un sogno. Se sentite veramente che il vostro futuro dipende da una scelta, coraggio siate liberi di prendere la strada giusta per voi, ma non pensate che si tratti di un gioco.

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