Venerdì 22 Ottobre 2021
News

Martin Garrix insieme agli U2 per l’inno degli Europei

Due superpotenze del music business mondiale per il brano che accompagnerà i campionati europei di calcio: una mossa che può fare molto bene a entrambi, e un abilissimo gioco di marketing

Euro 2020 o Euro 2021? Giochi di parole e battute a parte, i campionati europei di calcio previsti per la scorsa estate sono stati rimandati all’estate che sta per arrivare, pur con tutte le restrizioni e cautele di tipo sanitario a cui ogni aspetto della nostra vita è andato inevitabilmente incontro da marzo 2020 in poi. E come sempre, alle manifestazioni sportive importanti corrisponde una colonna sonora ufficiale, che poi è anche un’abile mossa di marketing con cui i poteri forti della musica piazzano qualche super big a scrivere “l’inno ufficiale” di questo o quel torneo, una hit annunciata per le TV e le radio di tutto il mondo. Ci sta. E “poteri forti” è il termine giusto se guardiamo alle forze in campo per l’inno degli Europei: da un lato Martin Garrix, l’enfant prodige del dj stardom, il ragazzo che ha bruciato tutte le tappe diventando il più giovane numero 1 della DJ MAG Top 100 Djs e che dalla cameretta è stato catapultato sui mainstage di tutto il mondo ancora minorenne, virando poi verso una carriera orientata al pop. Dall’altra Bono e The Edge degli U2, semplicemente una delle band più famose e importanti di tutti i tempi, un gruppo che ha scritto la storia del rock e del pop, rivoluzionando i concerti dal vivo e traghettando il concetto di rockstar nel 21esimo secolo.

Due nomi di punta del panorama musicale mondiale, due generazioni a confronto: i grandi veterani, bisognosi di un refresh flirtando con i nuovi arrivati, e il giovanissimo a cui serve un endorsement di lusso per sedersi definitivamente al tavolo dei grandi. Una mossa impeccabile, orchestrata da due manager che la sanno davvero lunga: Scooter Braun e Guy Oseary. Di sicuro, sul piano imprenditoriale e mediatico, non fa una piega: gli U2 negli ultimi anni hanno accettato di non essere più, a tutti i costi, la band supercool degli anni ’90, ritrovando smalto proprio grazie alla veste “senior” dell’ultimo periodo, che significa revival dei tempi d’oro (il tour per i 30 anni del capolavoro ‘The Joshua Tree’), dischi onesti scritti con meno pressioni discografiche e ansie da prestazione, e guarda un po’, decisamente buoni (‘Songs Of Innocence’ e ‘Songs Of Experience’), e collaborazioni con i nuovi talenti della scena pop (Kendrick Lamar, Lykke Li, Kygo, e ora Martin Garrix). Garrix non può che beneficiare di una collaborazione eccellente come questa: passata l’epoca EDM, fermo con i live da oltre un anno, alla ricerca di un posizionamento definitivo in un lato o nell’altro dello show business (dj da festival o popstar da classifica? consolle o live show?), il fenomeno olandese può mettere a segno una hit che lo sdoganerebbe anche verso un pubblico più adulto e conservatore, e piazzare uno dei grandi successi estivi, cosa che gli manca da un po’.

Ora non ci resta che dipanare un dubbio: sarà una bella canzone?

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.