Mercoledì 19 Dicembre 2018
Costume e Società

Metti una notte all’Omnia di Las Vegas

L’Omnia di Las Vegas visto e raccontato da Federico Kay, che ci ha suonato durante la notte dei Latin Grammies

Quello che succede a Las Vegas rimane a Las Vegas? Forse i matrimoni lampo, i soldi persi nei casinò e con gli strip, ma non quello che avviene nei suoi super club, da anni con resident e guest quali Calvin Harris, Martin Garrix, Zedd e Steve Aoki. O Martin Garrix, che a suo tempo raccontò il mega club in un brevissimo documentario che vi riproponiamo sotto. Fondata nel deserto del Nevada nel 1905, da qualche anno Vegas è un’indiscussa capitale mondiale del clubbing, grazie a locali come Hakkasan, Wynn e Omnia. E proprio all’Omnia, DJ Mag Italia è entrato durante la notte dei Latin Grammies, grazie a Federico Kay, uno dei dj che hanno suonano per l’afterparty di Universal Music Latin Entertainment.

“A Las Vegas le discoteche sono tutte dentro gli hotel” –  racconta Federico Kay – “l’Omnia è all’interno del Caesar’s Palace, una struttura gigantesca, con più di 3.330 stanze, un casinò, un teatro e un parcheggio così grande da aver ospitato i Gran Premi di Formula Uno (Wikipedia conferma – ndr) e appunto l’Omnia”. Ecco un po’ di curiosità che gli abbiamo chiesto.

 

Gigantesco anche l’Omnia?
Dalla hall al suo ingresso ci sono 200 metri da percorrere. Impossibile non trovarlo, all’entrata è annunciato da un videowall di 20 metri quadrati. Si entra soltanto se si è accreditati, se si è acquistato il ticket on line o al botteghino all’esterno dell’hotel.

Selezione?
Requisiti di base: 21 anni d’età e niente sneakers. Possono costare un capitale ma con le scarpe sportive all’Omnia non si entra. E si deve passare dal metal detector. Sempre. Anche dentro il locale quando si va al bar chiedono sempre il documento d’identità, senza guardare in faccia a nessuno. È capitato anche a me che i 21 anni, insomma, li ho già passati da un po’.

E una volta entrati…
Si percorre un corridoio abbastanza stretto e ci si trova dentro una struttura che al primo impatto può ricordare un’arena sportiva. Una sala unica, alta almeno 20 metri, capace di contenere 6mila persone senza problemi; tavoli e zona privé sono rialzati e disposti a cerchio sopra la consolle. Dopo aver visto l’Omnia, ho subito capito a che cosa si sia ispirato l’Hï di Ibiza per la sua main room (Kay è stato resident questa estate all’Hï nella serata GangStar di Cathy Guetta).

 

Come sono messi in quanto a “diavolerie tecnologiche”?
Esistono una serie di ledwall circolari, che si possono unire e dividere, sono settati come nei festival in modo da salire e scendere in base alla musica che viene suonata, senza dimenticare il lampadario centrale: uno spettacolo a parte, sembra quasi di stare dentro un’astronave.

Anche i bar e i bagni non scherzano, immagino.
I bar sono immensi, ho contato centinaia di postazioni cassiera+barista. I bagni sono salottini, con camerieri in smoking che ti puliscono la giacca appena entri, ti offrono l’asciugamano prima di uscire, oltre alla possibilità di usufruire di profumi, deodoranti, caramelle, chewing gum, dentifrici… Impossibile non lasciare una mancia!

Target?
Dipende dalla serata. La nostra era un afterparty legato ai Latin Grammies, con le performance di J Balvin e Luis Fonsi; nei set suonavamo edit delle loro hit creati ad hoc da ciascuno di noi. Io sono stato all’Omnia anche la sera precedente quando suonava Zedd, e in entrambi i casi ho notato un target molto vario: ai tavoli gente più adulta, spesso e volentieri appena uscita dal casinò, giovani turisti, clienti dell’albergo. Non tutti ballano, anche perchè si ha sempre lo sguardo rivolto verso l’alto, in attesa di vedere che cosa combinano ‘sti dischi volanti che si alzano e si abbassano di continuo.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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