Lunedì 18 Marzo 2019
Clubbing

Metti una sera sulla Tour Eiffel

 

Ricevo una mail in cui vengo invitato a una festa molto particolare. Si tratta di una giornata a Parigi, partenza il mercoledì pomeriggio, rientro la mattina successiva. L’occasione è un party molto esclusivo, in una location davvero unica: la Tour Eiffel. Il pretesto è un’intervista all’artista francese Feder, che leggerete su DJ Mag in edicola a giugno. Partenza da Linate, arrivo a Orly, un bel giretto nel traffico di Parigi e insieme al mio accompagnatore  – Gigi della casa discografica di Feder – arriviamo in hotel, un favoloso Marriott in un quartiere residenziale di Parigi. Ma non è il solito posto chic in qualche zona nota della città. Siamo immersi nel verde e nelle villette, dalla mia camera vedo la piscina e il maneggio con la rimessa per i cavalli. Non vi nego che mi accarezza l’idea di una galoppata, ma non c’è tempo: arriva il nostro autista e ci si tuffa nuovamente nel caos della capitale francese, rotta Arc De Triomphe. Ci aspetta Feder per la nostra intervista e un primo cocktail di benvenuto. Tra uno stuzzichino e una birra, saliamo su un rooftop da cui si gode uno splendido panorama. Intervista, due chiacchiere, il clima tra noi è conviviale. In cielo invece un po’ meno: il sole caldissimo lascia rapidamente il posto a un acquazzone, che si abbatte puntuale su buona parte degli invitati al party mentre ci stiamo trasferendo sulla torre. Inzuppati e contenti. Arriviamo alla sala Gustave Eiffel, uno dei piani della Tour, un salone ampio con vetrate a 360 gradi sul panorama parigino. Party panoramico.

 

FEDER 19

 

I drink si susseguono, il catering esce copioso dalle cucine, la pioggia fuori non dà tregua ma dentro siamo nella pancia della balena. Al sicuro. Dopo due opening arriva Feder, e stupisce tutti. Date le circostanze (un party su invito piuttosto ristretto), ci si aspetta un greatest hits, i suoi successi e una sfilza di grandi classici per tutte le stagioni. Invece lui sfodera un set notevolissimo, passando con disinvoltura dalla house al juke, dalla cassa dritta ai ritmi contorti, senza timore di mischiare pezzi noti e chicche per pochi. Sul finale si concede qualche inno da party (a me resta in testa l’indistruttibile ‘Jump Around’ degli House Of Pain). Il bello di queste occasioni mondane internazionali è finire per conoscere e fare ballotta con persone dalle provenienze più disparate: pubblicitari, manager della comunicazione, discografici, figure chiave dei servizi di streaming. Si forma un bel gruppo e decidiamo di proseguire la serata con un piccolo after in un bar di Pigalle, non siamo certo in uno dei famigerati gentleman’s club del quartiere ma l’atmosfera è comunque torbida quanto basta. La notte è giovane, ma a una certa decidiamo che è ora di rientrare. Non senza una bella avventura con il tassista che si perde tra le vie in zona hotel. Bello così. Il mattino dopo si fa un po’ di fatica ma era tutto messo in conto. Work hard, party harder. Un altro aereo e si è già con la testa al prossimo appuntamento. Ma una serata così non si dimentica.

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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