Domenica 21 Luglio 2019
Festival

Metti un venerdì al Tomorrowland

Tomorrowland è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita. Come il Colosseo a Roma, come Disneyland, come i grattacieli di Manhattan, il Big Sur in California o la Tour Eiffel a Parigi. Il Paese dei Balocchi. La mitologia che si è creata negli anni ha posto l’accento sulla componente pop, EDM, del festival – non a caso Tomorrowland è uno dei simboli del fenomeno -, tuttavia sono molte le correnti musicali che trovano spazio all’interno dei tre giorni della manifestazione. Vi raccontiamo la nostra esperienza, giorno per giorno.
Venerdì è il giorno del nostro arrivo in Belgio; sul volo troviamo i primi clubbers e qualche vecchia conoscenza: Phra Crookers, con cui scambiamo due chiacchiere, e che ritroveremo più tardi. Una volta sbrigate le formalità (un’oretta di taxi e l’ingresso al festival), ci troviamo davanti al palco Dim Mak di Steve Aoki.

Tomorrowland 2015

Qui ritroviamo proprio Crookers, prima in consolle, con un ottimo set house e bass molto vivace, poi nel backstage, dove va in scena una reunion tutta italiana, insieme a noi della redazione, Phra e Bob Rifo, in scena sullo stesso palco in serata. Intanto, tra una birra e una chiacchiera, sta suonando Borgore, che picchia duro, troppo duro. Quindi arriva Steve, il suo set è un omaggio al roster della label, con un back to back dove ogni artista Dim Mak fa la sua apparizione. Un momento molto bello, che fa capire quanto Aoki sia un geniale stratega della comunicazione.

Tomorrowland 2015

Il tempo di una tappa in sala stampa per qualche intervista (le troverete qui sul sito, tenetelo d’occhio!), di mettere un boccone sotto i denti, ed è tempo di main stage. Lo spettacolo è impressionante: almeno 100mila persone si riversano nell’immenso spazio che circonda il palco. In consolle uno degli ospiti più attesi, uno dei veri padroni della festa qui al Tomorrowland: David Guetta. Il suo set è sorprendente, spazia dalle hit dell’ultimo album ai classici dell’artista, fino a novità esclusive prodotte per l’occasione (un pezzo insieme ad Afrojack, per la verità non proprio favoloso). In mezzo, tracce molto più aggressive, tra techno ed electro, senza necessariamente seguire la formula build up-break-drop.  Guetta si svela intrattenitore molto abile, bravoa  creare momenti epici e intimi allo stesso tempo, e al microfono sa essere meno banale di molto altri colleghi (niente “three, two, one, let’s go!”, per dire). La chiusura del set è ovviamente “Titanium”, momento bellissimo di sing-a-long.

Tomorrowland 2015

Dopo Guetta, è il turno di Avicii, molto atteso ma debole e deludente, specie dopo la prova di forza del francese. Un set fuori fuoco, tra pezzi nuovi, momenti troppo pop e una parte più house – la migliore del set – che non si incastra benissimo con il resto. Il closing set del venerdì sera è affidata a Steve Aoki, che chiuderà anche la domenica insieme a Dimitri Vega & Like Mike con il set di 3 Are Legends. Il californiano è pura energia e vince game, set e match. Sarà lui il vero trionfatore quest’anno. La nostra serata si conclude con la techno di Carl Cox, sempre abilissimo condottiero di folle.
L’impatto con questo enorme festival è stato entusiasmante, siamo tutti elettrizzati e non vediamo l’ora di vedere cosa ci riserveranno i dodici stage durante la giornata di sabato.

Tomorrowland 2015

Foto: Margaryta Bushkin/Muccitas

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.