Domenica 26 Maggio 2019
Esclusiva

Mi piace Luciano perché..

Lo svizzero-cileno Luciano ha compiuto sabato 40 anni, oltre 20 dei quali passati in consolle come pochi sanno fare.

In un periodo in cui micro-house e minimal-techno dominavano la scena club, un giovane dj cileno si affacciava prepotentemente in consolle sulla leggendaria terrazza del DC10 a Ibiza. Siamo a metà degli anni 2000. Il party era il Circoloco, la canotta era bianca e sotto dei grandi baffi vintage non si nascondeva uno dei talenti più genuini e incredibili del deejaying contemporaneo: Lucien Nicolet in arte Luciano.

Il suo approccio al dj set era rivoluzionario e rimarrà unico. Forte personalità, carisma straripante, selezione innovativa e solare sono elementi che non potevano passare inosservati. Ritmi tribali, house classic, vocal e accappella usate come strumenti, loop ripetitivi e ripetuti ad aprire e chiudere ogni blocco. Tre canali su, cascasse il mondo. La costruzione del dj set di Luciano è semplice solo all’apparenza. Specialmente adesso che l’uso spasmodico della tecnologia ti sbatte in faccia l’illusione della banalità. È l’esatto contrario. Per quasi un decennio Luciano e i suoi Vagabundos hanno dominato la scena tech house. Poi un periodo non felice, da lui stesso ammesso sulle nostre pagine (qui l’intervista completa) dal quale si è ripreso alla grande attraverso un refresh generale di anima, mente, corpo e team di lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo Luciano è tornato ad essere quello di una volta, estremamente concentrato in consolle, dove carisma e personalità trasmettono alla pista la stessa positività degli esordi.

Luciano mi piace perché è stato il mio primo vero eroe consapevole. Appena ventenne iniziavo a capire cosa mi piaceva veramente e cosa mi emozionava di meno. Luciano mi piace perché ha sempre avuto un’identità precisa e un marchio di fabbrica unico. Tra migliaia di dj set, quello di Luciano lo riconosci subito. Il tocco latino è magico, tribale, ancestrale. E la firma è fondamentale per costruire una carriera solida che parte dal Cile nel 1993 quando, appena quindicenne, muoveva i suoi primi passi nel circuito underground coccolato dal maestro e mentore Ricardo Villalobos che lo accoglierà qualche anno dopo nella Berlino dei sogni.

Discograficamente parlando, il live al Weetamix del 2002 è una pietra miliare, ‘No Model No Tool’  una dichiarazione d’indipendenza impetuosa, ‘Tribute To The Sun’ un album sottovalutato. Con la sua etichetta, la Cadenza, ha definito un suono primordiale e profondo d’animo nonostante il suo minimalismo. ‘Funky Dandy’ (con Quenum), ‘Funk Excursion’ (con Serafin), ‘Bombero’s’, ‘Solomon’s Prayer’, ‘Father’ (con Thomas Melchior), il remix di ‘Yamoré’, fino a ‘Rise Of Angel’ sono il manifesto di un immaginario che Luciano ha saputo costruire con la naturalezza di chi è nato per fare esattamente quello che sta facendo.

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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