Martedì 18 Giugno 2019
Festival

Il miglior Tomorrowland di sempre

Mai come quest'anno il festival belga ha dimostrato la sua forza. Merito di un doppio weekend sold out nei numeri e nei contenuti.

Sto per esprimere un pensiero impopolare. Trovare le motivazioni per un sesto Tomorrowland di fila non è stato facile. Sia chiaro, non è che sia stata un’impresa titanica, ma non è stato semplice come gli altri anni. L’eccitazione ha lasciato il posto ad una sana razionalità che mi permette di analizzare l’evento da una più corretta prospettiva. Per questo posso dire con estrema convinzione che quello appena concluso è stato il miglior Tomorrowland di sempre. 

Best Tomorrowland ever. Molti dj hanno usato questa didascalia per accompagnare la foto di rito che sui palchi di Boom profuma di leggenda. Nonostante sia una formalità, ho avuto l’impressione che siano stati onesti. “Amicorum Spectaculum” è stato a dir poco impressionante. Il Main Stage ha fatto un netto salto di qualità sia per quanto riguarda la proposta musicale, sia per quanto riguarda la produzione dello show. In un periodo in cui il mantra “l’EDM è morta” sembra tenere in vita i moralizzatori virtuali, già il primo weekend di Tomorrowland aveva evidenziato l’effettività del suo contrario. TV e stampa di tutto il mondo, anche non specializzata, si sono interessate ai fatti. Solomun che lascia la consolle a David Guetta, Luciano e Carl Cox che aprono fieri i cancelli di De Schorre oppure Paul Kalkbrenner che domina il Main Stage, sono la prova tangibile di come i confini tra EDM e underground siano sempre più sottili. Forse è un concetto superato. L’acronimo EDM dovrebbe essere serenamente esteso di nuovo nella sua reale definizione: Electronic Dance Music. Allo stesso modo i set di Don Diablo (con mamma al seguito), Robin Schulz, Martin Solveig e Tchami hanno riportato la chiesa al centro del villaggio, così come Jauz, Marshmello, Eric Prydz, Lost Frequencies hanno scritto una piccola grande pagina personale nel libro della storia questo sensazionale gathering. Un santuario, quello del Main Stage di Tomorrowland, che esprime tutta la sua magnificenza quando sull’altare ci sono i suoi apostoli. Afrojack ha il set migliore e se Axwell e Ingrosso sono come i Coldplay, David Guetta è Bruce Springsteen. Un titano che ha spinto la figura del dj al di là di quello che probabilmente anche lui stesso avrebbe mai osato immaginare. Immortale. DJ Snake ha fatto tremare il terreno sotto i nostri piedi. E’ l’uomo del momento. Dopo Coachella e Ultra Music ha chiuso anche Tomorrowland (venerdì sera). KSHMR è l’unico che si può permettere di essere ancora così sfacciatamente dozzinale, visto che lo fa in una maniera talmente perfetta da risultare tutt’altro che fastidioso. Dimitri Vegas & Like Mike giocano con il pubblico in un ruolo da intrattenitori più che da dj. Ma non ci si deve scandalizzare. It’s showtime baby! La folla è tutta per loro. Alesso ha chiuso il sabato con stile, senza mai cadere nel banale e inserendo sapientemente le sue grandi produzioni in mezzo ad un set non avaro di sonorità big room e progressive. Martin Garrix è il volto di una campagna elettorale che lo ha eletto presidente un anno fa. Avete votato per la nuova TOP 100 Djs?

Armin Van Buuren merita un discorso a parte. La grandezza della sua opera è evidente soprattutto durante A State Of Trance, celebrato nel nuovo, meraviglioso, Freedom Stage. La struttura prende il posto dell’Opera Stage, anfiteatro alle spalle del quale campeggiava la ruota panoramica. È stata coperta e trasformata in una club-arena dove il design e la tecnologia non passano inosservati. Tre grandi corridoi di led avvolgono l’enorme dancefloor su due livelli. Sensazionale e perfetto per le gesta di Armin e del suo team impeccabile che emoziona migliaia di persone in delirio e visibilmente commosse. Il Freedom Stage sembra essere stato costruito apposta anche per Eric Prydz e Deadmau5, due artisti che incarnano in pieno lo spirito del nostro tempo, riuscendo a mantenere un profilo altissimo nonostante l’immensa popolarità che li sta travolgendo. Come se non fosse possibile… Vale soprattutto per il Topo che propone il solito inconfondibile set senza battere ciglio o proferire parola. Prende in mano il microfono solo una volta per urlare “Put Your fucking hands up” e poi scoppiare a ridere spiegando che voleva dirlo almeno una volta… Filosofo, poeta. Prydz suona techno e lo fa talmente bene che i 120 decibel dell’arena ci portano con la mente verso memorie teutoniche.

L’edizione 2017 è anche quella della definitiva maturazione degli altri stage. Vi ricordo che sono 16 e propongono un’offerta musicale differente rispetto a quella del Main Stage. È veramente complicato stabilire oggi cosa sia mainstream e cosa sia underground. E questa è una grande vittoria per tutto il movimento. Confrontandomi sul tema con dj techno e house ho notato un entusiasmo diffuso, a dimostrazione di come le cose stiano andando per il verso giusto, nonostante la fase di transizione, di come i grandi eventi danzanti come Tomorrowland abbiano assunto un ruolo centrale nella diffusione della musica da ballo a 360 gradi. Il nuovo stage techno-oriented, incastrato tra gli alberi del parco, è stato preso d’assalto, risultando inaccessibile in vari momenti. Il live streaming del primo weekend, promosso con toni entusiastici dal nostro Marco Faraone, protagonista sullo stage per Drumcode, non mentiva. Tale Of Us, Richie Hawtin, Len Faki, Chris Liebing, Loco Dice, Paco Osuna sono idoli tanto quanto i loro colleghi del Main Stage. Così come quelli della scena hardstyle, future bass, trap e ovviamente trance. Sono convinto che a nessuno di loro dispiacerebbe esibirsi in un contesto sensazionale che mai come quest’anno ha catturato l’attenzione di pubblico e addetti e ai lavori.

Il palco principale di Tomorrowland non è mai stato così bello. Sfruttato al massimo nei suoi 131 metri di lunghezza, 31 di altezza e anche nella sua profondità, lo spettacolo di luci e colori è di un altro pianeta. La storia di “Amicorum Spectaculum” è stata narrata attraverso spettacoli teatrali che non hanno trascurato nessun dettaglio. Giocolieri, saltimbanchi, trampolieri sospesi nel cielo e figuranti hanno regalato al pubblico uno spettacolo di altissimo livello e dal sicuro impatto scenografico. I social sono invasi da video e foto che tentano di catturarne, invano, l’essenza. Anche se il Tomorrowland è un festival altamente fotogenico, per capirlo fino in fondo bisogna esserci. Provare sulla propria pelle emozioni e sensazioni uniche che solo la musica sa dare, qualsiasi essa sia. Senza distinzione di razza, sesso, religione. Dove i popoli ballano uniti sventolando orgogliosi al cielo la propria bandiera. Perché non c’è niente da temere. Proprio niente.

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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