Martedì 15 Giugno 2021
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Moby si dà alle sinfonie con un album orchestrale

L’artista americano ha annunciato ‘Reprise’, un nuovo lavoro in uscita il 28 maggio su Deutsche Grammophon. Dal quale è stata estratta una versione speciale di ‘Porcelain’. E c’è anche un docufilm in arrivo

“Voglio la semplicità e la vulnerabilità che solo la musica acustica o quella classica ti permettono realmente di ottenere”. Così, Moby, si ripresenta al suo pubblico, con canzoni rivisitate e tra le più rappresentative della sua carriera trentennale.

Un lavoro tutto nuovo e con ospiti speciali. Kris Kristofferson, Gregory Porter, Amythst Kiah, Skylar Grey, Mark Lanegan e molti altri donano linfa nuova al piccolo folletto dell’elettronica, pronto a immergersi in quella che è ormai la tendenza degli anni a venire (come da nostro approfondimento).

 

 

Moby rivede una hit come ‘Porcelain’ insieme a Jim James (My Morning Jacket) e non solo: annuncia l‘album ‘Reprise’, in uscita il 28 maggio sulla mitica Deutsche Grammophon, ripercorrendo e reinventando i momenti salienti della sua trentennale carriera. Lo ha fatto insieme alla Budapest Art Orchestra. Una squadra inedita, pronta a ridisegnare arrangiamenti orchestrali e basandosi su strumentazione acustica e sinfonica.

Successi come ‘Go’, ‘Extreme Ways’ (famoso per la serie di film di Jason Bourne), ‘Natural Blues’ e ‘Why Does My Heart Feel So Bad?’ sono oggi brani più riflessivi, mentali, lenti e sfruttano il potenziale sonoro di una vera orchestra. Tuttavia, questo, no, non deve essere considerato un semplice greatest hits; piuttosto, è un’opportunità che riparte da composizioni solenni, un concetto artistico che si adatta a nuovi contesti.

 

 

“Scusate se questo sembra ovvio ma per me lo scopo principale della musica è comunicare emozioni”, ha detto Moby attraverso un comunicato diramato dalle sua casa discografica. “Voglio solo condividere alcuni aspetti della condizione umana con chiunque stia ascoltando. Desideravo ardentemente la semplicità e la vulnerabilità che puoi ottenere con la musica acustica o classica.

L’idea a Moby è venuta quando fu invitato a prendere parte alla sua prima collaborazione classica in assoluto: un concerto dal vivo, basato sulla sua musica, presso la Walt Disney Concert Hall con il suo amico Gustavo Dudamel e la Los Angeles Philharmonic, era l’ottobre del 2018. Il nuovo anno così promette bene. I fan, e non solo, potranno assistere a un film documentario, ‘Moby Doc’, diretto e montato da Rob Bralver e distribuito da Greenwich Entertainment nelle sale statunitensi e sulle piattaforme digitali il 28 maggio.

Moby in un’immagine di Travis Schenaire per gentile concessione di Universal Music Group

Un lungometraggio biografico surrealista narrato dall’artista stesso mentre riflette sulla sua turbolenta vita personale e sulla sua musica, guardando indietro a ciò che lo ha portato dalla partecipazione a band punk underground sino a diventare artista solista in vetta alle classifiche, passando dalle difficoltà della dipendenza all’attivismo vegano.

Il film contiene interviste con David Lynch e David Bowie, insieme a straordinari filmati di concerti, utilizzando una miscela unica di rievocazioni, testimonianze e filmati d’archivio.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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