Mercoledì 19 Dicembre 2018
Clubbing

Perché il modello Ibiza è sempre vincente

Ogni estate la isla si conferma il paradiso dei clubber. A settembre e ottobre arrivano i closing party, forse il periodo migliore per un blitz balearico

Ibiza non anticipa le tendenze, le crea. Quando è il momento di cambiare direzione, di ampliare l’offerta, diversificare il prodotto, il sistema Ibiza pensa e agisce alla velocità della luce. Di sicuro aiuta poter concentrare la propria attività in quattro mesi, avere pubblico da tutto il mondo e dj e promoter pronti a qualsiasi cosa pur di suonare a Ibiza o organizzarvi un party. Senza dimenticare la bellezza delle spiagge, i ristorantini tipici, la possibilità di un buen ritiro a Formentera. Tutto è ai massimi livelli, anche i costi per trascorrervi una settimana, con la voce di spesa più consistente rappresentata dai biglietti d’ingresso nei locali. Liste, omaggi, riduzioni sono pochi e a beneficio di pochi privilegiati. Tutti gli altri si mettono in coda e pagano, almeno 50 euro a ingresso. E per capire quanto l’offerta di Ibiza sia così variegata, ecco una sorta di diario di bordo di 5 serate concentrate in quattro giorni.

 

 Gangstar – lunedì all’Hï Ibiza
Cathy Guetta
conosce benissimo le regole del gioco. Dopo F*** Me I’m Famous ha capito che era il momento di introdurre sull’isla un party hip-hop, concepito in puro Las Vegas Style. Ballerine stupende e coordinate sia nell’immagine che nei movimenti sin dalle sfilate pomeridiane in spiaggia per presentare la serata, una cura maniacale di ogni dettaglio, l’inevitabile omaggio al reggaeton rivisto (fortissimo eufemismo) in chiave pop e uno spettacolo che richiama i pre-show degli incontri di box al Caesars Palace in Nevada. Italia in prima linea in questa one-night, con i dj set di Federico Kay e la sua crew di Strakton Records e Ale Zuber. È Kay a chiudere la serata, anche con le sonorità urban può capitare di sentire la sala gridare “one more tune, one more tune”.

 

Resistance – martedì al Privilege
Un progetto importante, quello che ha portato Resistance a Ibiza per la seconda estate consecutiva, forte dell’unione tra Ultra Music Festival e Carl Cox. In nove settimane Resistance ha portato in consolle 68 artisti, radunando ogni volta migliaia e migliaia di persone. Il closing party ha sfiorato se non superato le 10mila presente, con le macchine parcheggiate così lontano dal club come non si vedevano dai tempi epici di Manumission. Visual incredibili, un impianto da festival e scenografie pazzesche hanno trasformato un locale che in oltre 20 anni ha cambiato poco o niente. Tutto questo non avrebbe avuto lo stesso valore senza la presenza massiccia di Carl Cox, sempre e comunque l’indiscusso Re di Ibiza. 

 

 Paradise – mercoledì al DC10
Il DC10 non è soltanto Circoloco, i lunedì dove le code per entrare iniziano al pomeriggio e finiscono all’alba. DC10 significa anche Paradise, i mercoledì di Jamie Jones, quest’anno dedicati al 30esimo anniversario della Summer Of Love con omaggi più o meno spinti alla Acid House, come dimostrano le presenze in line up di vecchi draghi quali Danny Tenaglia e Sasha. Al Paradise si respira sempre e comunque lo spirito di Ibiza più underground, in una struttura che rimane volutamente vintage, con massima attenzione all’impianto, pochi fronzoli e grande sostanza. Con la zona backstage che è staccata in tutti i sensi dal resto del locale, con un suo bar, molto silenzio, autentiche zone chill dove sembra di stare più in un bar di Marina Botafoch che non nella real Ibiza.

 

 Armin van Buuren – mercoledì all’Hï Ibiza
Ecco una serata nel quale i meriti del dj superano quelli del locale. Armin van Buuren è l’unico dj al mondo a vantare una fan base trasversale, formata da più generazioni: alle serate di Avb è assolutamente naturale vedere genitori e figli con la maglietta recante le date del suo ultimo tour mondiale, stile rockstar, con lo stesso spirito con il quale si va a vedere il concerto degli Iron Maden. Van Buuren poi sa alla perfezione quando sia il momento di suonare un set da big room piuttosto che concedersi anima e corpo alla trance. E quando è la trance a farla da padrona, il club esplode come non mai, grazie anche e soprattutto a visual che ricordano in tutto e per tutto quelli di A State Of Trance. Un dj set non è più soltanto una questione strettamente musicale, ma di atmosfere che si creano e viaggi che portano il pubblico dove vuole il dj.

 

MAAC – giovedì all’Ushuaïa Ibiza
L’Ushuaïa Ibiza ha davvero cambiato le regole del gioco, con la geniale idea di istituzionalizzare le dinamiche dei festival openair in un luxury hotel. Prima dell’Ushuaïa nessuno aveva pensato di creare un party che finisse a mezzanotte, in un’isola dove nei club dove le serate iniziano alle 2 se non alle 3 di notte. Il privé sembra un casting perenne per modelle di Victoria Secret, il palco è concepito come quello di un concerto: la sua programmazione concede molto all’EDM ma si sa ricavare appuntamenti underground, Ants al sabato su tutti. Senza dimenticare gli eventi speciali come Wild, Music Against Animal Cruelty, organizzato per raccogliere fondi per la tutela e salvaguardia delle specie animali in via di estinzione. In consolle Adam Beyer, Black Coffee, Bedouin e Art Department. Qualità musicale indiscussa, quella che fa sempre e comunque la differenza, e che d’estate si concentra a Ibiza come in nessun luogo al mondo, in nessun periodo dell’anno. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
25.09.2018

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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