Lunedì 21 Ottobre 2019
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Montek riarrangia “Uptown Funk”: ed è subito bootleg

Mark Ronson e Bruno Mars sono recentemente stati risucchiati nel turbinìo di un dilagante fenomeno di utilizzo improprio di materiale discografico rispondente alla definizione di bootleg. Se per i ligi osservatori delle regolamentazioni riguardanti il copyright questa esplicita violazione di diritti d’autore rappresenta un reato perseguibile a norma di legge, per gli amanti di questa forma espressiva, che riprende, a stralci o per intero, grandi successi musicali pop o rock o colonne sonore di film e li trasforma in hit, siano esse techno, hardtechno, dubstep, trance o quant’altro, destinate a movimentare i cunicoli underground d’ogniddove, tutto è lecito nel mondo della musica se teso al coinvolgimento emotivo o semplicemente ad un’ ancor più accentuata spettacolarizzazione del brano in questione. Il termine bootleg ha origini inglesi, si riferisce alla gamba dello stivale, posto in cui si è soliti nascondere qualcosa, magari di illegale, per sfuggire ad un controllo o ad un’ispezione. Nelle infime arterie dell’universo underground non è impresa titanica eludere una qualsivoglia tassa sul copyright, il pianeta hardtechno/schranz è, da sempre, terra rigogliosa per la fioritura di remake di dischi di grandi successo. “Uptown Funk”, successo funky prodotto dall’astro hawaiano Bruno Mars in collaborazione con il cantante inglese Mark Ronson, ha ispirato Montek, producer schranz spagnolo, per la realizzazione di un bootleg coinvolgente ed affascinante quanto il brano originale in se, condito da quel pizzico di insana follia che abbraccia tutti coloro che gravitano nello sconsiderato substrato culturale della “150bpm and beyond” music.

https://soundcloud.com/montek-2/mronson-bruno-mars_uptown-funk-montek-rmx-preview

Ripercorrendo le tappe del genere, siamo inevitabilmente destinati ad approfondire lavori firmati da pionieri. Questo era Felix Krocher nel 2009, la hit in questione è la splendida “Every you, every me” dei Placebo:

Come parlare di hardtechno e bootleg senza citare la coppia che ha fatto tremare il mondo e che ancora si spinge oltre i limiti imposti dalla scala Richter, i Pet Duo? Eccoli diventare un tutt’uno con i Nirvana, “Smells like teen spirit” come non l’avete mai ascoltata prima:

Cambiamo genere: nel 2004 l’album “Just be” di Tiesto si concludeva con “Adagio for strings”, straordinario remake del brano, pietra miliare della musica classica, del compositore statunitense Samuel Barber.

Chiudiamo spingendoci un po’ oltre, ecco come “Nobody said it was easy” dei Coldplay è stata arrangiata con metrica hardcore. Il bootleg, stavolta, è affidato alle cure di Evil Activities, membro, insieme ad Angerfist, The Playah e Outblast, del “The Supreme Team” che si esibirà, come headline, il prossimo 23 marzo al Masters of Hardcore:

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